
Con questo articolo vedremo come, utilizzando un tool che dialoga direttamente con il kernel Linux, monitorare un particolare path e rispondere ad alcuni eventi lanciando diversi comandi.
Come al solito mi piace analizzare una problematica reale per far comprendere meglio il problema e la soluzione che andremo ad implementare.
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20 settembre 2011 – 13:58

Per sua stessa natura, Nagios funziona generalmente in maniera “attiva”, andando ad eseguire lui stesso i check verso gli host remoti, tramite script già forniti o custom, oppure interrogando direttamente un demone NRPE presente sulla macchina remota, e che in genere esegue check locali.
Nagios, però, può essere configurato per eseguire dei check “passivi”, ovvero fare in modo che un check che giri, possa essere messo in stati particolari da programmi estetrni. Questo è quello che normalmente succede quando si lavora sull’interfaccia web e si imposta, per esempio, un Acknowledge su un servizio, o si disabilitano le notifiche.
La cosa interessante che andremo a fare in questo tutorial è un’ulteriore step. In pratica faremo in modo che non solo il server su cui gira Nagios possa ricevere delle trap SNMP, ma che Nagios stesso reagisca, in maniera predeterminata, a queste trap.
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Ecco le parti finali del seminario di miamammausalinux.org, intitolato “Evoluzione dell’alta affidabilita’ su Linux” che si è svolto nella giornata del 24 giugno 2011, presso l’hotel Holiday Inn di Rho.
La quinta e la sesta parte descrivono nel dettaglio la soluzione operativa di un sistema cluster in modalità active-active, mediante configurazioni e test funzionali.
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Ecco presentate le parti centrali del seminario di miamammausalinux.org, intitolato “Evoluzione dell’alta affidabilita’ su Linux” che si è svolto nella giornata del 24 giugno 2011, presso l’hotel Holiday Inn di Rho.
La terza parte introduce Heartbeat e Corosync, mentre nella quarta si approfondisce l’argomento DRBD.
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Di Raoul Scarazzini
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Tagged Alta affidabilità, Cluster, Corosync, Heartbeat, OpenAIS, Pacemaker
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Nella giornata del 24 giugno 2011, presso l’hotel Holiday Inn di Rho si è svolto il primo seminario di miamammausalinux.org, intitolato “Evoluzione dell’alta affidabilita’ su Linux“.
Viste le numerose richieste ricevute e rispettando sempre la filosofia alla base del progetto miamammausalinux.org, il video del seminario viene proposto integralmente nelle sue sei parti, insieme alla documentazione fornita ai partecipanti.
Ecco le prime due parti.
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Di Raoul Scarazzini
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Nel precedente articolo “Introduzione alla virtualizzazione con KVM” sono stati introdotti gli aspetti base della virtualizzazione basata su KVM.
In questo articolo vedremo come implementare una completa soluzione di Virtualizzazione basata su KVM e Debian.
In particolare useremo Debian Squeeze, l’attuale release stable di Debian.
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MMUL e Linbit, nell’ambito del progetto “I seminari di Mia Mamma Usa Linux“, sono liete di invitarvi all’evento gratuito:
Evoluzione dell’alta affidabilità su Linux
Venerdì 24 Giugno 2011
9:00 – 17:30
HOLIDAY INN MILAN RHO FAIR
Via Alessandro Volta, snc
20017 Rho Milano – Italy

Evoluzione dell'alta affidabilita' su Linux
Un seminario gratuito, che nel corso di una giornata tratterà di Linux, Opensource ed alta affidabilità, affrontando nel dettaglio argomenti quali Heartbeat, Corosync e DRBD per arrivare ad implementare nel laboratorio una soluzione NFS active-active completamente operativa.
L’evento è completamente gratuito e comprende il pranzo offerto da MMUL. I posti sono limitati a venti.
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Di Raoul Scarazzini
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Chi usa openLDAP si sara’ accorto che dalla versione 2.4 la configurazione e’ stata completamente stravolta passando dall’avere tutto in un unico file di configurazione, slapd.conf, ad una struttura ad albero tipica del database ldap.
Di seguito sono riportati i passi per configurare un consumer/proxy utilizzando il nuovo formato di configurazione cn=config.
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Finalmente, dopo mesi di interminabile attesa, gli sviluppatori del progetto hanno ufficializzato l’uscita della nuova release del sistema operativo Debian GNU/Linux: Squeeze, la release 6.0.
Indicata da molti come la migliore Debian di sempre senza proclami altisonanti è forse il caso di sottolineare come questa release del sistema operativo abbia effettivamente numerose frecce all’arco, nell’ambito Desktop e, soprattutto, nell’ambito Server.
In particolare tra i software di natura Enterprise, vanno citati:
Sistema:
* GNU Compiler Collection 4.4.5
* Linux 2.6.32
Database:
* PostgreSQL 8.4.6
* MySQL 5.1.49
Web:
* Apache 2.2.16
* OpenJDK 6b18
* Tomcat 6.0.18
Integrazione:
* Samba 3.5.6
Monitoring:
* Nagios 3.2.3
Clustering:
* Pacemaker 1.0.9
* Heartbeat 3.0.3
* Corosync 1.2.1
Virtualizzazione:
* Xen Hypervisor 4.0.1 (con il supporto per dom0 e per domU)
* Qemu-KVM 0.12.5
* libvirt 0.8.3
Come è facile intuire, questa nuova Debian risulta certamente una scelta vincente in ambiti produttivi professionali. Tutte le informazioni su come scaricare, installare ed utilizzare questa nuova Debian sono sul rinnovato sito ufficiale:
http://www.debian.org/distrib/
Un nuovo importante capitolo è stato quindi aggiunto alla storia dei sistemi operativi!
Buon lavoro a tutti

Tomcat è un Application Server: un contenitore di applicazioni sviluppate attraverso il linguaggio di programmazione Java. Tomcat viene impiegato generalmente per l’esposizione di web service e questa sua attitudine, in caso di applicazioni critiche per importanza, deve essere obbligatoriamente associata all’alta affidabilità. Esso nativamente supporta un modello di cluster, che consente a diverse istanze di condividere le sessioni, in modo da garantire la sopravvivenza del servizio: se quindi un’istanza smette di funzionare, il suo ruolo viene assunto dall’istanza sopravvissuta.
Ma chi si occupa del controllo delle istanze stesse?
Questo articolo descrive un caso di studio relativo ad un cluster nativo Tomcat le cui istanze vengono gestite da Heartbeat attraverso il Cluster Resource Manager Pacemaker.
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