EGroupware, un sistema di collaborazione enterprise: introduzione ed installazione

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EGroupware è un sistema di collaborazione online, di livello enterprise, adatto per grosse, medie e piccole aziende. Necessita di PHP e di un DBMS, gira su molti sistemi operativi e supporta, riferendosi a quanto afferma Stylite (la compagnia che sviluppa Egroupware) diversi prodotti:

  • Linux, Windows, *NIX
  • Nginx, Apache, IIS, PHP
  • MySQL, MaxDB, Postgres, MsSQL

Egroupware supporta il multidominio, cioè una installazione fisica, ma con diversi siti, ciascuno con uno specifico DB e configurazione individuali.
Questo articolo spiega come sia possibile installare manualmente EGroupware partendo dai pacchetti tarball/SVN. A installazione completata spiegherò, con un esempio pratico, l’aggiunta di due domini indipendenti in EGroupware.
L’installazione è possibile tramite pacchetti rpm o deb in modo totalmente automatico, ma ci possono essere situazioni particolari in cui è preferibile procedere manualmente. Questa guida si rivolge a quest’ultima casistica.

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Ganeti: gestire un cluster di macchine virtuali DRDB/Linux – Parte 1 – Introduzione

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Nel panorama sistemistico attuale, il lavoro con macchine virtuali è oramai diventato prassi comune.
Con lo sviluppo di piattaforme hardware sempre più potenti e cariche di risorse, unite all’estrema accessibilità di grosse quantità di spazio disco (siano esse fruibili via dischi locali, NAS o SAN), oramai è possibile far convivere diverse macchine virtuali su singoli hardware fisici, permettendoci -finalmente- una reale suddivisione macchina/servizio a costi contenuti.

L’ambiente IT è pieno di soluzioni più o meno commerciali, a costi (generalmente) medio-alti e con pregi e difetti.

Linux non è da meno ed anche lui fornisce differenti soluzioni di virtualizzazione, quali Xen e KVM.

Unito a sistemi di gestione dei volumi (LVM) e capacità di replica evolute (DRBD), citando alcuni esempi, ci fornisce tutto il necessario per “spaccare” il nostro hardware reale in risorse da assegnare a server virtuali multipli.

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File System Gnu\Linux concetti di base

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In questo articolo vedremo alcuni concetti basilari del file system Gnu\Linux e vedremo alcune analogie con Windows

Virtual File System (o VFS).

Lo spazio disponibile sull’hard disk , dove vengono archiviati tutti i file è organizzato in quello che viene definito un file-system.
Lo spazio disco è normalmente suddiviso in settori contigui di dimensione fissa(Impostata nella formattazione). Il sistema organizza questo spazio in modo da poter recuperare velocemente le informazioni memorizzate su

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Creazione di una macchina virtuale su Virtualbox e gestione degli snapshot

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In questa seconda puntata dedicata a Virtualbox vengono trattate le fasi necessarie alla creazione di una macchina virtuale insieme alla creazione e gestione degli snapshot.

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Seminario “Evoluzione della virtualizzazione su Linux”: video tre – “KVM, Libvirt e QEMU”

Ecco la terza parte del del seminario di miamammausalinux.org, intitolato “Evoluzione della virtualizzazione su su Linux” che si è svolto nella giornata del 29 giugno 2012, presso l’hotel Holiday Inn di Rho.

In questo video vengono trattate nel dettaglio le tecnologie impiegate per la virtualizzazione, con approfondimenti sul modulo KVM, il sistema Libvirt e l’emulatore QEMU.

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Sblocco Vodafone Station

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Premessa:
Queste informazioni provengono dal forum facilewifi.eu, io le ho solo riunite ed ho cercato di fare una procedura eseguibile da chiunque. Ringrazio gli Admin del forum e gli utenti che hanno condiviso le loro esperienze.
Non mi assumo nessuna responsabilità, fate tutto a vostro rischio e pericolo.

A chi può interessare:

Chiunque abbia una vodafone station con le specifiche sotto riportate e la vuole utilizzare con un operatore diverso da Vodafone e Fastweb.
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Installazione di Virtualbox su Debian e derivate

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La virtualizzazione consiste nella riproduzione virtuale di una risorsa normalmente fornita fisicamente. Nel mondo dei computer è un qualcosa di applicabile sia al software che all’hardware. In ambiente desktop i programmi più utilizzati sono VmWare Workstation e virtualbox. Entrambi i software sono installabili in ambienti Windows e GNU\Linux.

VMware offre una versione gratuita chiamata VMware Player che permette di eseguire macchine virtuali.VMware Player manca di molte caratteristiche avanzate, connessioni remote a vSphere, collegamento di vSphere, istantanee multiple ,Clone e molto altro ancora. Se vogliamo avere tutte le caratteristiche dobbiamo acquistare la versione WorkStation.

Virtualbox come funzionalità è possibile paragonarlo alla versione WorkStation di VMware. Virtualbox è completamente gratuito.VirtualBox è un software di virtualizzazione commerciale proprietario (con una versione ridotta distribuita secondo i termini della GNU General Public License) per architettura x86 che supporta Windows, GNU/Linux e Mac OS X come sistemi operativi host, ed è in grado di eseguire Windows, GNU/Linux, OS/2 Warp, OpenBSD e FreeBSD come sistemi operativi guest. VirtualBox supporta la soluzione per la virtualizzazione hardware di Intel VT-x ed, in via sperimentale la soluzione di AMD, AMD-V.

Questo software ci permette di avere sul nostro client macchine virtuali. Significa che possiamo lavorare con il nostro Windows Seven oppure Ubuntu e far avviare una macchina virtuale per eseguire test con Windows XP o Suse Enterprise ecc.

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Seminario “Evoluzione della virtualizzazione su Linux”: video uno e due – “Introduzione” e “Virtualizzazione”

Nella giornata del 29 giugno 2012, presso l’hotel Holiday Inn di Rho si è svolto il secondo seminario di miamammausalinux.org, intitolato quest’anno “Evoluzione della virtualizzazione su Linux“.

Viste le numerose richieste ricevute e rispettando sempre la filosofia alla base del progetto miamammausalinux.org, il video del seminario viene proposto integralmente nelle sue parti, insieme alla documentazione fornita ai partecipanti.

Ecco le prime due parti.

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Centralizzare i log mediante Elasticsearch, Logstash e Kibana

Elasticsearch   Logstash   Kibana

Uno dei principali problemi che si rilevano in fase di debug delle anomalie relative ad applicazioni è la frammentazione delle informazioni. Tanti log, buona parte dei quali inutili, sono sparsi ovunque nelle macchine interessate all’erogazione di questo o quel servizio.
Tipicamente quando si tratta di servizi ripartiti su più macchine è sempre necessario aprire diverse console all’interno delle quali, per ciascuna macchina, il (o i) file di log vengono aperti, filtrati stampati e via così, sino ad ottenere una situazione degna di Sherlock Holmes, in cui solo consumati ed abili detective riescono a trovare l’indizio che sfugge ai più.

Esiste però una via migliore per gestire enormi quantità di log in una forma centralizzata, facilmente ricercabile e che usi un’interfaccia gradevole. Si tratta della combinazione di tre software: Elasticsearch, Logstash e Kibana.

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Introduzione a OpenDS: un directory Ldap sviluppato in Java

Opends è un directory Ldap sviluppato in Java, il quale implementa un’ampia gamma delle funzionalità LDAP ( Lightweight Directory Access Protocol) e dei relativi standard. Inoltre è pienamente compatibile con LDAPv3 , supporta il Directory Service Markup Language (DSMLv2), prevede la replica multi master, implementa le policy di accesso (ACL) ed offre molte estensioni.

Solitamente un directory Ldap viene utilizzato come rubrica condivisa, ed i contatti contenuti sono estratti dal programma di posta elettronica tramite delle query, che prevedono la visualizzazione solo delle voci trovate, non dell’intero contenuto della rubrica. Il fatto di non avere a disposizione l’elenco completo del contenuto di una rubrica è piuttosto fastidioso. OpenDS supporta nativamente l’estensione VLV (Virtual List Viewer), che consente la visualizzazione dei contatti come elenco, esattamente come se fosse una rubrica locale solo in lettura. Solo i programmi di posta che supportano questa funzionalità potranno beneficiare di questa particolarità di OpenDS, ad esempio Microsoft Outlook.

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