Di Kernel, di systemd e del metro di giudizio dei critici

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Premessa: questo non vuole essere un post polemico e nemmeno essere un post in difesa di systemd. Quanto scritto nasce semplicemente dalla volontà di suggerire una riflessione sul modo in cui ci si approccia alle nuove tecnologie ed a come tante volte, i preconcetti e l’antipatia portano a giudizi sbagliati ed alla creazione di polemiche inutili.

E’ notizia recente di come all’interno del Kernel 4.0 sia presente un BUG tale per cui i filesystem ext4 creati sopra dei Raid corrano il rischio di corruzione. Il problema è stato segnalato da utenti delle distribuzioni Arch, Debian e Fedora.
Come sempre in questi casi, è stato redatto un bugreport e rilasciata la fix ed il problema è già rientrato.

Ma perché si racconta di questo bug? Viste le polemiche degli scorsi giorni si è provato ad immaginare la stessa situazione (quindi un bug dall’impatto potenzialmente distruttivo) applicato ad un altro progetto. E sì, nella fattispecie ci si riferisce proprio a systemd. Già, perché se il metro di misura fosse lo stesso utilizzato per giudicare systemd, allora l’intero Kernel Linux andrebbe bollato come un progetto instabile, inaffidabile e, soprattutto INADATTO alla produzione. Tutte critiche mosse a suo tempo laddove si è parlato dei bug emersi in systemd, vedi ad esempio il bug più recente, la forzatura dell’arresto dei processi in fase di shutdown che poteva portare ad anomalie di sistema (ad esempio la non scrittura dell’history della bash ed il fallimento delle operazioni di cleanup).

Il senso è quindi che le critiche non dovrebbero esistere? No. Nessuno dice che criticare non sia corretto, ma va fatto utilizzando il cervello. Infatti prima di bollare come instabile o inadatto alla produzione un progetto bisognerebbe verificare dove, come ed in che misura le lacune rilevate portino problemi in ambiti produttivi. Ambiti cioè dove un fermo comporti la perdita di soldi.
Da qui il senso del discorso:

Se un bug critico viene scoperto nell’ultima release del Kernel che non è (e non sarà ancora per molto tempo) montata in nessuna delle distribuzioni di classe Enterprise, ha senso parlare di instabilità o di immaturità? La risposta è no. Ma se non ha senso per l’ambito Kernel, perché dovrebbe averlo per systemd o per qualsiasi altro progetto?

Pertanto, perché continuare con la crociata anti-systemd volta a screditare un progetto giovane ed attivo che per natura si espone a variazioni costanti e di conseguenza a potenziali problemi?
E’ sempre bene ricordare come i manutentori delle distribuzioni Enterprise (==che servono a produrre) non sono sprovveduti, sarà difficile (anche se ovviamente non impossibile), riscontrare un errore tale da compromettere l’integrità del sistema, tanto nel Kernel, quanto in systemd.

Per concludere: la fiducia non è una questione di simpatia.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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