Upstart o Systemd? Anche Linux Mint ha scelto… Entrambi!

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La lunga diatriba relativa alla scelta del sistema di init ha finito per coinvolgere inevitabilmente anche Linux Mint, distribuzione molto popolare derivata da Ubuntu (a sua volta derivata da Debian) che si distingue per l’approccio orientato alla leggerezza ed all’usabilità.
Ebbene dopo la scelta di Debian di adottare systemd e l’adeguamento successivo di Ubuntu sembrava scontata e nemmeno passibile di dubbio la scelta di Linux Mint di adeguarsi a Systemd. Cosa quindi è stato scelto dai maintainer di Mint? Di utilizzare systemd, certo, senza però dimenticarsi di Upstart e lasciando la scelta all’utente.

Sul blog ufficiale della distribuzione Clem Lefebvre si pronuncia così:

Both Betsy and Mint 17.x use sysvinit (with upstart in Mint) as well as consolekit for session management but with a functional logind there as well (afaik that’s needed these days since some components made the choice to depend on it). In a way that’s good, because it means we’re using old and reliable technologies while systemd matures. It’s good also because users are able to switch to systemd in Betsy if they want to.So as you can see, right now, we’re in the best position cause we’ve got multiple choices and we’re defaulting to proven techs

(Sia Betsy che Mint 17.x utilizzando sysvinit (con upstart in Mint) e consolekit per il session management ma anche una versione funzionante di logind (da quel che so ciò è necessario poiché alcune componenti hanno scelto di dipendere da logind). In un senso ciò è bene, perché significa che noi stiamo usando tecnologie vecchie ed affidabili in attesa che systemd maturi. E’ altrettanto buono perché gli utenti sono in grado di utilizzare systemd in Betsy se lo vogliono. Quindi a conti fatti siamo nella miglior situazione possibile, perché diamo la possibilità di scelte multiple usando di default tecnologie dal funzionamento provato.)

Mini glossario per capire queste affermazioni:

  1. Betsy: versione “Debian edition” di Linux Mint (vedi qui http://www.linuxmint.com/download_lmde.php)
  2. sysvinit: lo storico sistema di init basato sull’avvio sequenziale dei servizi determinato dal runlevel (vedi qui http://en.wikipedia.org/wiki/Init#SysV-style)
  3. upstart: il sistema di init parallelo sviluppato da Canonical ed abbandonato in virtù di systemd
  4. consolekit: standard di gestione degli utenti e delle login ormai non più mantenuto
  5. logind: demone facente parte di systemd che permette di gestire mediante API utenti e login.

Riflettendo, delle distribuzioni in circolazione l’unica a non usare Gnome come Desktop Environment predefinito (considerando Unity un fork di Gnome) è proprio Mint. Infatti nella scelta dei desktop sulle release ufficiali si può scegliere Cinnamon o Mate, il cui livello di integrazione (e dipendenza) da systemd non è minimamente paragonabile a quello di Gnome3. Quindi la scelta di attesa è legittima e legittimata. Gli sviluppatori quindi aspetteranno che systemd maturi, in modo da integrarlo completamente solamente nel momento in cui questi avrà raggiunto un livello di stabilità, sempre a detta degli sviluppatori, accettabile.

Per quanto riguarda Linux Mint sicuramente un punto di vista logico e condivisibile, anche se di fatto molte energie dovranno essere dedicate al mantenimento di progetti discontinuati come consolekit e lo stesso upstart. Considerato che le release di riferimento sono delle Long Term Support, da qui al 2019 ci sarà tanto lavoro da fare.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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