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OpenStack è diventato (finalmente) noioso, la festa sta già finendo?

Se due indizi fanno una prova, allora il fatto che Mirantis abbia annunciato la fine dello scorso anno un taglio sostanziale nello staff OpenStack e che Cisco abbia deciso di ritirarsi dal mercato dei fornitori cloud (ne abbiamo parlato qui) porta certamente a pensare che qualcosa stia cambiando nel mondo cloud. E nel mondo OpenSource, Cloud fa rima con OpenStack, lo sappiamo.

E come sta quindi il progetto?

Stando a quello che racconta Jesse Proudman (CTO in IBM Bluebox) intervistato su siliconangle.com finalmente OpenStack sta diventando super noioso. Perché? Perché, spiega l'intervistato, funziona.

Testualmente:

the kinks and difficulties of early years have been worked out so that it’s relatively smooth sailing now

Le difficoltà dei primi anni sono state risolte ed oggi è relativamente semplice ottenere qualcosa

Questo tipo di affermazioni permettono di porsi alcune importanti domande. Una su tutte: se oggi che oggettivamente l'hype del progetto si è sensibilmente abbassato, OpenStack è stabile, prima, quando non si parlava d'altro che di OpenStack, con cosa si stava lavorando? E soprattutto, cosa veniva venduto?

Risposte complicate da cercare. La realtà è che l'onda lunga della novità è ormai finita, in virtù di tecnologie emergenti che stanno già imponendosi nell'ambito cloud come la next big thing. Un nome? Docker, nel dettaglio più specifico Kubernetes. Il futuro di OpenStack è infatti visto a braccetto con la tecnologia container centralizzata di Kubernetes.

Questo significa che OpenStack finirà? Assolutamente no, significa solamente che chi pensava che OpenStack avrebbe definito il futuro prossimo dell'informatica moderna dovrà forse ricredersi perché c'è già altro a cui pensare.