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La migliore distribuzione enterprise per Linux secondo Phoronix è… ClearLinux!

Come ben sapete, le distribuzioni Linux disponibili sono davvero tante; anche in ambito enterprise ne esistono di diverse e, sebbene la scelta dipenda – ovviamente – da molti fattori, le prestazioni generali sono sempre da tenere in considerazione.

Gli amici di Phoronix sono soliti dare i numeri, e questa volta hanno pubblicato il risultato di una comparazione tra 6 distribuzioni:

  1. CentOS 7
    Community Enterprise OS, ovvero la versione supportata dalla community del più blasonato (e pagato…) Red Hat Enterprise Linux. Ne condivide buona parte dei repository, ed è orientata più all’affidabilità ed alla stabilità che alla ricerca dell’ultima tecnologia. Per esempio, è l’unica della lista basata su Kernel 3.10 (invece di 4.x).
  2. Clear Linux 19110
    Una distribuzione creata direttamente da Intel ottimizzata per i suoi processori; una rolling release pensata per il cloud e che fa delle prestazioni la sua maggiore attrattiva. Per questo sta diventando un’interessante pietra di paragone. Kernel 4.13.
  3. openSUSE 42.3
    La versione open del più conosciuto (ed anche qui, pagato) SUSE; inizialmente derivato da Red Hat, mantiene il sistema di pacchetti RPM ma con repository propri. Fa della semplicità d’uso la sua arma vincente, con strumenti di amministrazioni dedicati (uno su tutti, YaST). Kernel 4.4 LTS.
  4. openSUSE Tumbleweed
    versione rolling release con le ultime versione dei pacchetti; in pratica la versione di anteprima del prossimo rilascio di openSUSE. Kernel 4.13.
  5. Ubuntu 16.04.3 LTS
    La ben conosciuta distribuzione di Canonical. Derivata dal buon vecchio Debian, ne condivide il sistema di pacchetti DEB e il gestore apt, ma ormai ben poco altro. Kernel 4.10.
  6. Ubuntu 18.04 Daily
    La build della prossima release LTS, in uscita ad aprile 2018. Anche se siamo ancora lontani da quella data, la valutazione dello stato dei lavori può essere indicativa. Kernel 4.13.

I sistemi usati sono stati, un sistema desktop ed un server, entrambi con parecchie risorse a disposizione:

  • desktop
    CPU i9-7980XE Extreme Edition con 18 core (36 thread) a 2.6GHz (boost 4.4 GHz), 16 GB a 3.2 GHz, 120 GB di diso SSD NVMe
  • server
    due CPU Xeon Gold 6138 con 20 core (40 thread) ognuno a 2.0GHz (boost 3.7 GHz), 96 GB a 2.667 GHz, 256 GB di diso SSD SATA.

Le prove sono state effettuate usando la piattaforma Phoronix Test Suite, misurando le prestazioni in vari campi: I/O sul filesystem, DB relazionale (PostgreSQL), DB NoSQL (Redis), codifica video h264, compressione di un file, calcolo parallelo, compilazione.
I risultati hanno praticamente un solo vincitore: Clear Linux. L’ottimizzazione e la spinta alla prestazione massima in sede di compilazione gli permette di surclassare in (quasi) tutte le prove le altre distribuzioni.
Per le altre posizioni è più complicato stilare una classifica, in quanto tutte hanno mostrato aree in cui primeggiano ma anche aree in cui mostrano difficoltà. Di sicuro il fanalino di coda spetta a CentOS, che tra kernel e software più datati, non gode di alcuni miglioramenti delle performance introdotte con le ultime versioni (per fare un esempio, l’uso di PHP5 invece di PHP7).
Queste stesse evidenze sono confermate da un altro test, sempre sul sito di Phoronix, che si concentra solo sui tempi di boot.

A nostro modo di vedere, possiamo dedurre anche altre tre cose:

  1. Le varie distribuzioni hanno comportamenti diversi, pur utilizzando gli stessi programmi
    L’insieme delle ottimizzazioni e le impostazioni di default sono ancora determinanti. Sottolineiamo quanto questa affermazione non sia per nulla scontata: proprio perché il codice sorgente dal kernel ai singoli programmi è (sostanzialmente) lo stesso, ci si potrebbe aspettare un comportamento (sostanzialmente) identico.
  2. Il kernel progredisce e migliora…
    L’ultima posizione costante di CentOS è dovuta ad un kernel meno performante.
  3. … ma nuovo non vuol dire migliore
    Sia Ubuntu 18.04 che openSUSE Tumbleweed si comportano spesso peggio delle loro versioni stabili attuali, dimostrando che l’ottimizzazione del sistema è più importante (e delicata da raggiungere) di avere a bordo l’ultima versione degli specifici software.

Piccola nota: le prove hanno preso in considerazione anche Debian 9.2 e Fedora 27 (versione sviluppata dalla community di Red Hat), ma…

ended up being dropped from this article due to data overload and those distributions really not offering anything really different in terms of the performance

sono stati alla fine esclusi da questo articolo per l’eccessivo numero di dati e perché queste distribuzioni non offrono niente di davvero diverso in termini di prestazioni.

Insomma, sarebbero poco interessanti. In effetti, i dati sono disponibili e raccontano che entrambe le distribuzioni si comportano bene, senza eccellere ma anche senza troppi problemi, a conferma del buon lavoro che si sta portando avanti in entrambe le community.