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Cassato Fedora 27 Modular Server: vince il classico!

A stretto giro dalla release per desktop, eravamo in attesa dell’uscita della versione server di Fedora 27.

In questa release, infatti, si sarebbe dovuta incarnare la nuova visione modulare del sistema, nella quale le componenti del sistema operativo sono per lo più slegate dalle applicazioni vere e proprie, permettendo una gestione più comoda – e forse anche sicura – del sistema stesso; l’applicazione (come un server web, ad esempio) e le librerie a lei necessarie sarebbero state viste come un insieme unico e coerente (tanto da pensare direttamente ad un container), liberando il sistema dalla difficile gestione della compatibilità delle librerie, ma anche garantendo una stabilità all’applicazione stessa (il modulo) in quanto fornito con tutti i componenti già testati e pronto all’uso.

L’innovazione non sarebbe proprio da poco, ed infatti i problemi sorti per realizzare il sistema hanno già costretto a rimandare l’uscita prevista da novembre a gennaio. Nel frattempo, la versione classica è stata rilasciata il 10 dicembre, e – oltre alle innovazioni già annunciate per la versione desktop – non porta altre differenze dalla 26, se non un aggiornamento delle versioni dei software forniti.

Assolto il compito di fornire una nuova versione server, il team di sviluppo ieri ha annunciato di fare un ulteriore passo indietro con la versione modulare, tornando al tavolo da disegno.

In effetti, piuttosto che uscire con un prodotto imperfetto, tornare a ripensarlo potrebbe essere… la pensata giusta!

Ho coltivato la mia passione per l’informatica fin da bambino, coi primi programmi BASIC. In età adulta mi sono avvicinato a Linux ed alla programmazione C, per poi interessarmi di reti. Infine, il mio hobby è diventato anche il mio lavoro.
Per me il modo migliore di imparare è fare, e per questo devo utilizzare le tecnologie che ritengo interessanti; a questo scopo, il mondo opensource offre gli strumenti perfetti.