Social Network: un bene o un male? La rumorosa opinione di Palihapitiya, ex Facebook

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Inutile girarci intorno, i social network fanno parte della nostra vita quotidiana e indipendentemente se siamo a favore o contro sicuramente la influenzano.
Giusto per dare qualche numero e citare qualche nome:

  • Facebook: ogni giorno, più di 1,4 miliardi di persone pubblica i dettagli della propria vita
  • Instragram: ogni giorno vengono caricate più di 80 milioni di foto
  • Twitter: gli utenti attivi sono 320 milioni

Il successo e l’evoluzione dei Social ha portato ciascun utente ad utilizzare e ad approcciarsi a questi strumenti nei modi più disparati: si va da chi si limita a vederlo e utilizzarlo come uno strumento di svago fino ad arrivare a chi si è costruito e vive una vita digitale parallela a quella reale da cui ne derivano tutti i problemi del caso.
In un ventaglio cosi ampio, è interessante segnalare l’opinione di chi ha vissuto questa crescita in prima persona: Chamath Palihapitiya, ex vice-presidente di Facebook, che in un’intervista ad un pubblico selezionato ha dichiarato come avverta un “enorme senso di colpa” per quello che ha contribuito a creare e a far sviluppare, usando termini molto duri.

Non vogliamo giudicare, ma ci poniamo una domanda: sono i Social Network a condizionare la nostra vita o il modo con cui interagiamo con tali piattaforme?

In attesa della risposta, ecco il video ufficiale dell’intervista:

Una risposta a “Social Network: un bene o un male? La rumorosa opinione di Palihapitiya, ex Facebook”

  1. Avatar davide
    davide

    “No civil discourse, no cooperation; misinformation, mistruth.”
    Non usa mezzi termini… Purtroppo concordo con lui seppur sono dell’idea che la causa del male non è mai nello stumento ma nel come lo si usa. E’ evidente però nel caso di fb che la sua l’impostazione logica favorisce la creazione di gruppi di persone che la pensano allo stesso modo Vs tutti gli altri, senza favorire in alcun modo un confronto costruttivo. Quindi in questo caso una parte della colpa ce l’ha anche lo strumento… Dovrebbe far riflettere che queste parole vengano da un ex pezzo grosso dell’azienda.

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