Il CEO di MariaDB accusa: Amazon e Oracle si cibano di OpenSource senza restituire alla community

Durante l’evento MariaDB OpenWorks, svoltosi nel distretto finanziario di Manhattan, Sejeeve Mohan, CEO di MariaDB, ha lanciato dure accuse nei confronti di alcune big company colpevoli, a suo dire, di sfruttare il codice open per i propri scopi senza però restituire nulla alla community.

These companies […] are really abusing the license and abusing privilege, not giving back to the community.

Queste aziende […] stanno abusando delle licenze e si stanno prendendo delle libertà senza restituire nulla alla community

Il principio base del ragionamento di Mohan è chiaro e semplice: secondo lui le licenze chiuse e proprietarie sono morte. Come è chiaro, MariaDB, nato come un fork di MySQL (acquisita a suo tempo da Oracle), è distribuito sotto licenza GPLv2.

Sebbene MariaDB ad oggi risulti essere il primo approdo per i clienti in fuga da Oracle a Mohan questo pare non bastare, poiché l’approccio Oracle orientato al vendor lock-in (l’impossibilità dei clienti a migrare ad un’altra tecnologia una volta utilizzato, in questo caso, Oracle) è scorretto:

We believe you have to be a general-purpose database and not a relegated niche one

Crediamo un database debba essere generico e non di nicchia

Ma non finisce qui, nel corso dell’evento altre riflessioni sono state fatte ed il dito è stato puntato su Amazon AWS, che offre MariaDB come uno dei servizi acquistabili. A fronte dei benchmark sulle performance di questi servizi il sentimento generale di MariaDB è che di fatto Amazon vive sulle spalle del progetto poiché non vi è alcuna ottimizzazione nelle installazioni fornite ai clienti. Letteralmente:

Amazon offers the most vanilla MariaDB around. There’s nothing enterprise about it. We could just install MariaDB from source on EC2 and do as well.

Amazon offre un’installazione di MariaDB il più standard possibile. Non c’è nulla di enterprise in essa. Potremmo tranquillamente installare MariaDB dai sorgenti su EC2 ed ottenere lo stesso risultato.

Pertanto, l’affermazione è chiara: è facile campare sulle spalle altrui senza restituire nulla. Il problema è che la questione riapre l’antica diatriba: chi sviluppa open-source quanto dovrebbe preoccuparsi di come quel codice viene utilizzato? Una volta che il codice è libero, perché ci si dovrebbe interrogare su chi lo usa o come questo viene utilizzato?

Cosa ne pensate?

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

9 risposte a “Il CEO di MariaDB accusa: Amazon e Oracle si cibano di OpenSource senza restituire alla community”

  1. Avatar Viktor Kopetki
    Viktor Kopetki

    se EC2 usa installazioni standard dovrebbe essere un bene per MariaDB che può offrire consulenza per migliorare le prestazioni no?

  2. Avatar Viktor Kopetki
    Viktor Kopetki

    eh vabbé cmq ha lo spazio per lavorare di più e ingrandirsi e proporre nuovi servizi, a me pare un vantaggio non qualcosa di cui lamentarsi

  3. Avatar Raoul Scarazzini
    Raoul Scarazzini

    Dubito il team sia sufficiente solo per lo sviluppo, sarebbe un modello di business piuttosto fallimentare, è vero che puoi vendere il prodotto ma a garantirti continuità è il fatto che i clienti lo usino con successo e che quindi tu, che sei il driver di quella tecnologia, sia in grado di fornire assistenza per le ottimizzazioni.

  4. Avatar Raoul Scarazzini
    Raoul Scarazzini

    Ma infatti la questione è meramente filosofica secondo me: quali sono le intenzioni di chi produce software licenziato open-source? Non penso che il CEO di MariaDB si stia lamentando del minor o maggior lavoro, bensì dell’atteggiamento di questi big. A me pare che il messaggio di fondo sia “noi di MariaDB siamo dei fighi”, e ci mancherebbe altro…

  5. Avatar sabayonino
    sabayonino

    Dipende da quanto grande è il team . Se il solo team è sufficiente per lo sviluppo com può fornire anche assistenza ?

    Oppure dovrebbero appoggiarsi a società di consulenza/assistenza.

  6. Avatar fastbyte01

    In parte condivido il pensiero di Mohan, le grandi aziende spesso e volentieri prendo dalla community senza restituire niente indietro, anche se non è così per tutte le Big Tech. È anche vero che ormai che lo sviluppo closed e destinato a morire. Negli ultimi anni quello che ha spinto avanti lo sviluppo tecnologico sono stati proprio le centinaia se non migliaia di progetti open. Ormai non esiste niente dove non ci sia quantomeno una libreria open. Quello che le grandi aziende hanno capito e che l’apporto che può essere dato dalla comunità è molto importante per un prodotto. Poi per quanto riguarda il discorso puramente filosofico qui si potrebbe fare una discussione senza fine. In quanto se rilascio un progetto con una licenza open, sono consapevole del fatto che chiunque ne può fare ogni utilizzo possibile e con i pieni poteri che gli vengono conferiti dalla licenza in uso. Sarebbe bene che se queste grandi aziende utilizzano progetti open se non vogliono contribuire con altro codice almeno contribuiscano economicamente. In questo modo per loro potrebbe anche essere più redditizio.

  7. Avatar michele
    michele

    AWS è membro (Silver) delle Linux Foundation, non è molto ma è qualcosa

  8. Avatar JustATiredMan
    JustATiredMan

    Non mi pare una novità… lo fanno tutti.
    E’ un discorso più ampio, ma oggi tutte le medie/grandi aziende se posso, cercano di abbattere i costi del lavoro, ed usare codice già scritto e liberamente disponibile, rientra in questa strategia.

  9. Avatar JustATiredMan
    JustATiredMan

    che in MariaDB siano “fighi”, è vero :-P…
    D’altronde, come lo erano quando MySQL non era Oracle.

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