Cosa succede quando uno sviluppatore Debian si stufa e fa un passo indietro?

Michael Stapelberg è un sviluppatore e contributore della distribuzione Debian da moltissimo tempo, è maintainer di parecchi pacchetti oltre che dei sotto siti codesearch.debian.net e manpages.debian.org.

Bene, Micheal si è stufato.

In questo suo blog post ha annunciato che da qui alle prossime settimane passerà ad altri i pacchetti che gestisce (rendendo orfani i pacchetti che non possono essere riassegnati) e gestirà in best effort (ossia quando avrà tempo) i servizi codesearch e manpages menzionati sopra.

Le motivazioni dietro a questa scelta sono essenzialmente due:

  1. Il tempo
  2. Lo stato del progetto Debian che, a suo dire, è tutto fuorché perfetto e del quale si è, nella sostanza, stufato

Ora, se il primo aspetto è logicamente inoppugnabile, in quanto come spiega il tempo che si ha da studenti e quello da lavoratori è chiaramente (e comprensibilmente) diverso, è la seconda considerazione a far riflettere.

Tutto il post la motiva, partendo dal fatto che apportare cambiamenti all’interno dei processi Debian è complicato ed avendoci provato per tanto tempo la conclusione a cui Stapelberg è giunto è che:

Debian is lacking tooling for large changes

A Debian mancano tool per grandi cambiamenti

Ma non è solo questo. L’approccio decentralizzato di Debian mina la capacità, a suo dire, dei contributori di essere effettivi nel proprio lavoro. Il workflow dei pacchetti e l’infrastruttura sono troppo frammentati per poter essere gestiti.

In aggiunta ad una considerazione generale sull’anzianità di alcuni aspetti del progetto (l’upload dei pacchetti, il bug tracking, le mailing list) la considerazione finale è dedicata ai nuovi potenziali contributori, per i quali prevede panico e paura per via di tutti gli aspetti menzionati qui sopra.

Quindi, infine, bandiera bianca.

Sebbene dal suo punto di vista l’autore usi un approccio totalmente costruttivo nelle sue critiche:

Lastly, I hope this post inspires someone, ideally a group of people, to improve the developer experience within Debian.

Infine spero che questo post ispiri qualcuno, idealmente un gruppo di persone, a migliorare l’esperienza di sviluppo all’interno di Debian.

La realtà dei fatti parla di problemi difficili da risolvere che, volente o nolente, il progetto Debian dovrà affrontare nel futuro prossimo per continuare ad essere un punto di riferimento stabile tra le distribuzioni Linux.

Anche perché se esiste una verità per Debian è che questa, molto più di altre distribuzioni, senza i contributi della community non può esistere.

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