Corea del Sud: il governo sceglie di passare a Linux

Abbiamo parlato spesso di enti locali (Monaco, Barcellona, Tirana) che scelgono di passare a Linux o, più in generale, a tecnologie Open Source (con più o meno successo) per un motivo ben preciso: risparmiare.

L’ultima notizia arriva dalla Corea del Sud dove il Governo ha in programma di migrare tutto il suo parco macchine a Linux da Windows 7, che smetterà di ricevere gli aggiornamenti di sicurezza a gennaio 2020.

Come detto sopra, non si procede ad una migrazione simile in nome della libertà o dell’open source, ma principalmente per una mera questione economica.

Passare a Windows 10 sarebbe troppo dispendioso mentre con Linux l’intero processo di migrazione (incluso l’acquisto di nuovi computer) verrebbe a costare “solo” 655 milioni di dollari.

Il Ministero degli Interni e della Sicurezza assicura che prima della migrazione definitiva testerà il sistema in modo da assicurarsi che non sorgano problemi inerenti alla sicurezza o di compatibilità con i siti ed i software in utilizzo, tutti sviluppati per funzionare sotto Windows.

La migrazione inizierà dal ROK Army (Republic of Korea Army), precisamente dalla divisione C4I (command, control, communications, computers and intelligence) che si occupa di connettere le truppe sul campo con i quartieri generali, il tutto al momento orchestrato da Windows 7. [nda. brrrividi]

Ma quale distribuzione hanno scelto? Gureum OS, basata su Debian e sviluppata interamente dal National Security Research Institute che ha implementato il proprio framework per la sicurezza, il proprio web browser ed un sistema di gestione centralizzato che supporta il cloud computing.

Nel frattempo Hancom, società che seguirà la migrazione del ROK, è già al lavoro per sviluppare un word processor che funzionerà solo ed esclusivamente su Gureum OS.

Alla faccia dell’open.

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