Basta computer, arrivano i mobili OpenSource

Noi vi parliamo spesso di open-source, e sempre diciamo che questa pratica è il nostro mondo e molto probabilmente il futuro dell’informatica. Tutti, anche i più affezionati utenti Windows, sicuramente hanno usato almeno un software open-source in vita loro, sia direttamente che indirettamente (di base, basta andare su -quasi- un qualsiasi sito internet e possiamo dire alla lontana di aver usato un software aperto).

Oramai i più irriducibili possono anche decidere di fare un salto in più e, oltre ad utilizzare software open-source, abbracciare la filosofia in maniera più completa acquistando hardware open-source: da diversi modelli di portatili, come i computer della linea Purism o quelli fatti da System76, a sistemi di sicurezza hardware, fino ad arrivare -prima o poi- agli smartphone, la chimera di “software+hardware open-source” non è più impossibile.

Perfetto, ora quindi abbiamo la nostra distribuzione Linux preferita installato sul nostro portatile -o desktop- preferito, rispondendo a telefonate e messaggi dal nostro smartphone, mostrando a tutti che per noi l’open-source è fondamentale. Ma quale sarà il passo successivo?

Possibile che questo fantastico mondo open-source debba essere relegato all’uso su un tavolo acquistato fatto e finito, totalmente closed-source? Se anche la nostra scrivania avesse seguito la stessa logica, avremmo potuto personalizzarla per le nostre esigenze, magari cambiando il materiale o alcune parti della struttura per averla esattamente come ci serve. Possibile che anche la superficie su cui passiamo la maggior parte delle giornate non possa essere open come tutti gli altri nostri strumenti?

Preparatevi, perchè finalmente potrete avere anche il mobilio open-source!!! E’ l’idea alla base di OpenDesk, un’azienda che si occupa di creare mobili per ufficio -e non-, ma come questo avviente è molto interessante. Potremmo quasi parlare di mobili open-source: scegli ed acquisti il modello, ti scarichi un file, e lo mandi ad una macchina CNC che intaglierà il legno come da istruzioni, per “stampare” (compilare?) il proprio mobile, pronto per il montaggio (installazione?) successivo. La cosa interessante è che questo file può essere ovviamente modificato e personalizzato, così da ottenere proprio il risultato che interessa! Ovviamente non tutti hanno accesso facilmente ad un tale macchinario, ma è possibile direttamente dal loro sito scegliere uno “stampatore” che si occuperà di preparare il prodotto.

Alcuni di questi mobili sono anche scaricabili gratuitamente e, seppur da licenza ne sia vietata la vendita e la distribuzione, è possibile personalizzare, stamparsi ed utilizzare il proprio mobile liberamente.

Al netto dell’aspetto goliardico di questo articolo, però, quello che si delinea è un atteggiamento interessante, e l’idea che questo modello si possa applicare anche ad ambienti non direttamente legati all’informatica è intrigante: potremmo in futuro vedere altri ambiti in cui l’open-source si propone e, magari, cambia il mercato? Dove vedreste bene l’utilizzo di questa ideologia?

Utente Linux/Unix da più di 20 anni, cerco sempre di condividere il mio know-how; occasionalmente, litigo con lo sviluppatore di Postfix e risolvo piccoli bug in GNOME. Adoro tutto ciò che può essere automatizzato e reso dinamico, l'HA e l'universo container. Autore dal 2011, provo a condividere quei piccoli tips&tricks che migliorano il lavoro e la giornata.

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