In Comune con l’OpenSource, a Rianxo si usa Linux!

A Rianxo, in municipio, usano Linux. Si tratta di piccolo paesino di 11.000 anime in Galizia (Spagna nord-occidentale), dove nel 2014 si è deciso di investire nell’ open-source per non gravare sulle casse dell’amministrazione comunale e per mantenere sano di mente Carlos Ces, l’amministratore di sistema incaricato di far funzionare le cose.

La storia è raccontata dall’ Open Source Observatory (OSOR), una vetrina che raccoglie gli eventi e le testimonianze delle community che gravitano attorno alla “scena”.

Al suo arrivo, Carlos, racconta di aver trovato una situazione particolarmente complicata, fatta di computer ridotti a un groviglio di malware, licenziati in maniera “discutibile”, e inevitabilmente bisognosi di aggiornamenti. La maggior parte del lavoro di Carlos consisteva quindi nel reinstallare i pc dei dipendenti del comune e non nel creare nuove soluzioni o sviluppare quelle già esistenti. Un vero e proprio incubo, insomma.

Nel 2014 Carlos decide di averne abbastanza e propone l’adozione del modello open-source a tutto tondo, dal server di posta alle postazioni dei colleghi, passando per il CMS utilizzato per i portali istituzionali, il tutto senza incontrare ostacoli da chi poi doveva giustificare l’investimento (di tempo per imparare le tecnologie e fornarme gli utilizzatori, e di soldi per l’acquisto di nuove postazioni di lavoro).

Così facendo, viene installato e configurato un mail server Kolab, i siti del comune sono gestiti con Liferay community edition, e i computer dei dipendenti escono dall’ufficio dell’ IT con una versione fiammante di Ubuntu pronta all’uso equipaggiata con Firefox e la suite LibreOffice. E per le riunioni dei consiglieri comunali? Visto il periodo di reclusione forzata e l’esiguo numero dei componenti del consiglio, la scelta per lo strumento di videoconferenza è caduta su Jitsi (di cui vi abbiamo svelato ogni segreto nelle guide di qualche giorno fa, senza lavorare per nessuna amministrazione comunale).

Fa sempre piacere sapere di storie come questa, soprattutto dopo il fallimento di esperimenti simili condotti in altre parte d’Europa. Va bene, il 2020 non sarà l’anno del desktop Linux, però qualche mal di testa a Carlos è stato risparmiato!

Amministratore di sistema "umile ma onesto". Inciampato in Linux per caso, è stato l'inizio di una storia d'amore bellissima.

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