OpenEEW: prevenire terremoti con hardware e software OpenSource

Se pensate (come pensava il sottoscritto) che la prevenzione dei terremoti sia possibile solo mediante tecnologie impossibili da capire e strumentazioni complicate e costosissime è giunto il momento di ricredervi.

Non solo è tutto più facile del previsto, ma è anche tutto open.

La storia che racconta il buon Steven J. Vaughan-Nichols di ZDNet, inesauribile fonte di notizie in merito all’open-source da noi sempre seguitissimo, descrive come il progetto OpenEEW (EEW sta per Earthquake Early Warning) sia lo strumento che la Linux Foundation sta cercando di promuovere nei luoghi critici in cui i terremoti colpiscono di più.

OpenEEW si pone l’obiettivo di rendere le tecnologie di rilevamento, e più che altro il loro risultato, ossia l’alerting, accessibili anche a quanti non possono fruire della tecnologia adeguata, cercando di abbattere i costi.

Ecco come descrive il progetto Mike Dolan, senior vice president e general manager dei progetti alla Linux Foundation:

The OpenEEW Project represents the very best in technology and in open source. We’re pleased to be able to host and support such an important project and community at the Linux Foundation. The open-source community can enable rapid development and deployment of these critical systems across the world.

Il progetto OpenEEW rappresenta il meglio della tecnologia e dell’open-source. Siamo lieti di poter ospitare e sostenere un progetto e una comunità così importante presso la Linux Foundation. La comunità open-source può consentire il rapido sviluppo e la diffusione di questi sistemi critici in tutto il mondo.

Ma tecnicamente di cosa si tratta? Di fatto il progetto OpenEEW è una raccolta di componenti IoT (Internet Of Things) in grado di rilevare e trasmettere gli smottamenti del terreno. I sensori veri e propri si chiamano Grillo OpenEEW e sono costituiti da un accelerometro ad alte prestazioni Micro-Electro-Mechanical Systems (MEMS), un connettore di rete, un altoparlante e 3 LED Neopixel luminosi.

La cosa interessante risiede nel fatto che i sistemi di rilevamento possono essere sviluppati tanto su Kubernetes, quanto sul RaspberryPI.

I sensori hanno già dimostrato di essere efficienti come sismometri che costano 60 volte di più. Per esempio, il sistema OpenEEW ha rilevato il recente terremoto di magnitudo 4,8 avvenuto a Porto Rico nel momento in cui si è verificato.

A proposito dei costi, abbiamo contattato OpenEEW e ci hanno segnalato una stima di massima su quelli che potrebbero essere i costi di un’installazione su scala accettabile per un comune: 50 sensori OpenEEW costano meno di diecimila dollari, che è tipicamente il costo di UN singolo sensore. Quindi un costo unitario di 200 dollari.

Chiaramente al computo totale vanno aggiunte le configurazioni e l’infrastruttura necessaria per la raccolta delle informazioni, di fatto un server che riceva gli alert.

Se pensate ai duecentomila morti di Haiti del 2010 o, per quanto riguarda il nostro paese, alle trecentonove vittime del terremoto dell’Aquila del 2009, si fa in fretta a capire come questo tipo di tecnologie possano essere considerate letteralmente dei salva vita.

Vale la pena pensare di investire in quest’ambito, per questo cerchiamo di pubblicizzare il più possibile questo progetto, hai visto mai che qualche amministrazione comunale decida di dargli una chance visti gli enormi benefici a fronte dei bassi costi.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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