Devuan, la Debian alternativa senza systemd, fa un saltino in avanti: ecco la release 3.1

Poco più di 6 mesi fa davamo notizia del rilascio della versione 3.0 (nome in codice Bewolf) di Devuan, l’alternativa systemd-free basata su Debian. Oggi diamo notizia della versione 3.1, rilasciata esattamente nel sesto anniversario del primo rilascio pubblico, avvenuto il giorno di San Valentino del 2015.

Trattandosi una point release non possiamo aspettarci stravolgimenti, ma qualche novità è presente, come sempre all’insegna della libertà di scelta.

Sono disponibili più sistemi di init: runit, sysvinit e openrc. In realtà tutte le opzioni erano già presenti, ma ora la scelta è possibile fin dall’installazione, e non come conversione successiva.

Sempre nell’installazione, tra le opzioni per utenti esperti, troviamo anche la possibilità di usare solo firmware liberi, escludendo l’utilizzo di firmware con parti binarie proprietarie.

Troveremo anche un’alternativa a GRUB, il boot loader ormai standard per tutte le distribuzioni. Quale? Ma LILO (LInux LOader), ovviamente!
Dobbiamo dire che quest’ultima scelta è quantomeno curiosa, forse anche anacronistica: ci fa tornare indietro nel tempo di una decina (almeno) d’anni. Tanto che lo sviluppo si è ufficialmente fermato nel 2015…

Ovviamente, oltre a quanto citato, molti pacchetti vengono aggiornati, rimanendo in linea con quanto offerto da Debian 10.
Nello stesso annuncio troviamo anche la promessa che la prossima major release è vicina, ed è confermato anche il nome in codice: Chimaera.

Nessuna novità sconvolgente, quindi, e perfino una punta di nostalgia.
Noi non prendiamo posizione nella lotta contro o a favore di systemd, ma ci limitiamo a constatare che il progetto Devuan gode ancora di buona salute. E questa rimane, sicuramente, una buona notizia!

Ho coltivato la mia passione per l'informatica fin da bambino, coi primi programmi BASIC. In età adulta mi sono avvicinato a Linux ed alla programmazione C, per poi interessarmi di reti. Infine, il mio hobby è diventato anche il mio lavoro.
Per me il modo migliore di imparare è fare, e per questo devo utilizzare le tecnologie che ritengo interessanti; a questo scopo, il mondo opensource offre gli strumenti perfetti.

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