Il 2024 vedrà la prima Ubuntu desktop totalmente basata su applicazioni Snap?

Non è passato molto dall’articolo nel quale raccontavamo della decisa e costante promozione che Canonical, azienda dietro allo sviluppo ed alla produzione di Ubuntu, conduce nei confronti delle applicazioni Snap.

Secondo Canonical, a torto o a ragione, il futuro per la distribuzione delle applicazioni passa da Snap e se ci fossero dubbi in merito un nuovo articolo recentemente pubblicato sul blog di Ubuntu dal titolo “Ubuntu Core as an immutable Linux Desktop base” espande ancora di più i concetti che finora avevamo solo immaginato.

Ad onor del vero, qualche profetico lettore nei commenti aveva già ampiamente ipotizzato l’idea: siamo così lontani da una distribuzione totalmente basata su applicazioni Snap? A quanto pare no.

Come infatti racconta anche ArsTechnica, l’autore del blog post Oliver Smith, che è product manager di Ubuntu Desktop, lo dice a chiare lettere:

Snaps are a little famous for having some rough edges on the desktop. Nevertheless, we are excited to explore the idea of a fully containerised desktop, where each component is immutable and isolated.

Le applicazioni Snap [Snaps, ndr] sono tristemente famose per avere delle problematiche negli ambienti desktop, ma nonostante questo siamo eccitati all’idea di esplorare un desktop totalmente containerizzato, dove ogni componente è immutabile ed isolata.

In tutto questo Ubuntu Core dovrebbe costituire la pietra fondante di tutto il lavoro, proprio per via del suo essere una piattaforma a sua volta immutabile. Ubuntu Core esiste da molto tempo ed è stata creata nell’ambito dell’IoT (Internet Of Things) in cui chiaramente l’immutabilità e gli aggiornamenti atomizzati delle componenti costituiscono un vantaggio irrinunciabile. Inserita nel contesto desktop ecco che però, almeno secondo Smith, potrebbe costituire la base su cui fondare il desktop fully containerized di cui si parla nel blog post.

A dare credito alle conclusioni di ArsTechnica ci sono anche altri addetti ai lavori, secondo cui il momento della distribuzione All-Snap è molto vicino, vedi l’articolo All-Snap Ubuntu Desktop Will Be Available Next Year di omgubuntu.co.uk in cui si ipotizza che l’anno della distribuzione All-Snap potrà essere già il 2024.

Stiamo davvero entrando nell’era delle distribuzioni immutabili? Staremo a vedere, nel frattempo dite la vostra nei commenti!

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

10 risposte a “Il 2024 vedrà la prima Ubuntu desktop totalmente basata su applicazioni Snap?”

  1. Avatar JustATiredMan
    JustATiredMan

    boh… sicuramente avrà i suoi vantaggi, ma francamente io ne farò a meno. Ubuntu già non la uso più già da un pezzo.
    E poi onestamente usare snap per un dispositivo IoT francamente non ce lo vedo. Gli Iot sono dispositivi con limitate risorse sia in termini di computazione che di memoria, e mettergli sopra uno strato software per gestire snap significa ammazzarli. Già ora, in alcuni dipositivi iot, con un qualche linux a bordo, se gli togli systemd diventano più reattivi, figuriamoci metterci sopra anche snapd.

  2. Avatar Guglielmo Cancelli
    Guglielmo Cancelli

    In effetti negli ultimi tempi ho provato varie volte ad installare ubuntu, kubuntu, ubuntu mate ecc…. al posto di mint, kde neon ecc… (per assurdo basate su ubuntu), ma mi hanno dato molti più problemi di stabilità e prestazioni minori rispetto alle controparti.
    Uno degli ultimi problemi riscontrati con ubuntu (kubuntu per la precisione) è che su 3 accensioni, una non riusciva a caricare il desktop.

  3. Avatar Simone
    Simone

    Beh se funzionasse bene sarebbe una buona cosa… Ma bene in tutti gli aspetti, compresa l’integrazione della grafica e il tema, prestazioni accettabili, avvio rapido delle applicazioni… Per il resto stanno reinventando la ruota, esistono già Fedora e OpenSUSE nelle loro versioni immutabili, e usano flatpak… Non credo che Canonical avrà successo come distribuzione immutabile.

  4. Avatar Massimiliano
    Massimiliano

    Non uso Ubuntu, quindi declino le mie considerazioni su Flatpak. La formula “sistema di base” + “app da un posto solo” (o perlomeno “in un modo solo”) mi convince. Progressivamente sto rimpiazzando le applicazioni pacchettizzate con quelle Flatpak. Non ho ancora chiaro se “sistema di base” e “immutabile” debbano diventare sinonimi, ma è qualcosa che mi interessa e che sto cominciando ad esplorare ora.

  5. Avatar JaK
    JaK

    Ho alcuni dubbi a riguardo.
    Su FreeBSD, i container (o meglio, le jail), sono gabbie chroot sotto steroidi, che limitano l’accesso dei processi al di fuori della gabbia.
    Mi sembra, invece, che per molti siano diventati “un modo comodo per distribuire il software”.
    Ora: capisco che sia comodo congelare le dipendenze di una webapp a un set ristretto di programmi e librerie, ma per il desktop davvero non ne capisco l’utilità.

    A meno che non si voglia accettare il famoso detto

    Container è un’antica parola africana che significa non ho la più pallida idea di come creare un pacchetto Debian.

  6. Avatar JustATiredMan
    JustATiredMan

    … la seconda che hai scritto 😀

  7. Avatar Alessandro Giannini
    Alessandro Giannini

    Buongiorno a tutti, seguo questo sito ormai da un po’, non ho mai commentato prima, ma stavolta mi sento proprio in vena… a me questa insistenza di Canonical su Snap sembra tanto un ostinarsi a reinventare la ruota, dal momento che buona parte delle distro esistenti, perfino quelle derivate da Ubuntu, si sono ormai orientate su Flatpak. A volte le aziende informatiche lo fanno, basta ricordare la Sony, che si inventò le memory stick quando ormai il mercato aveva accettato le Sd come standard di fatto o, per rimanere in campo software, una certa azienda di Redmond che tentò di imporre il suo formato .xpf al posto del già allora universalmente diffuso .pdf: in entrambi i casi, due buchi nell’acqua condannati al fallimento fin dal principio.
    Per rimanere nella metafora iniziale, non serve a niente reinventare la ruota, quando qualcun altro lo ha già fatto prima di te e meglio!

  8. Avatar Raoul Scarazzini

    Ciao Alessandro, commenta pure quando vuoi, qui sarai sempre il benvenuto!

  9. Avatar Raoul Scarazzini

    Bello il detto, non l’avevo mai sentito 🙂 A proposito dei container il discorso è articolato: Canonical sta tentando di dire che Snap == Container/Docker, ma a mio modo di vedere è un confronto assolutamente azzardato (come peraltro scrivevo qui https://www.miamammausalinux.org/2023/05/canonical-continuera-non-solo-a-promuovere-i-pacchetti-ubuntu-di-tipo-snap-ma-a-preferirli-ai-container-docker/ ) perché “non è lo stesso fo$%&*o campo da gioco, non è lo stesso campionato e non è nemmeno lo stesso sport”.

  10. Avatar Davide
    Davide

    Sinceramente presumo, e potrei sbagliarmi, che Canonical punta su snap in quanto flatpak è destinato solo per l’uso desktop mentre snap può essere utilizzato anche su server. Non dimentichiamoci che i veri soldi Canonical li fa con i server.
    Inoltre avere il controllo della piattaforma di distribuzione è sempre un gran vantaggio.

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