Scacco matto: i sorgenti di RHEL saranno limitati a CentOS Stream, e non più pubblici

40

Le avvisaglie di una probabile tempesta in arrivo le avevamo anticipate pochissimo tempo fa parlando di opensource.com, ricordando il ritiro di CentOS e il licenziamento del 4% dei dipendenti, ma con il post recentemente pubblicato da Red Hat possiamo dire come abbia ufficialmente iniziato a piovere.

Infatti Red Hat ha annunciato che CentOS Stream diventerà l’unico repository per le distribuzioni di codice sorgente RHEL.

Questo significa che il reperimento dei pacchetti di partenza normalmente eseguito dalle distribuzioni che usano i pacchetti sorgenti di CentOS come base per creare AlmaLinux, Rocky Linux ed anche Oracle Linux, sarà certamente più problematico.

Prima di CentOS Stream, Red Hat pubblicava i sorgenti di RHEL accessibili pubblicamente su git.centos.org. Quando il progetto CentOS si è concentrato su CentOS Stream, quei repository sono stati mantenuti anche se di fatto CentOS Linux (che veniva creata a valle di RHEL) non esiste più.

A quanto pare quindi del mantenimento di questi repository separati e ridondanti Red Hat ne ha abbastanza, ed ecco quindi il messaggio che lascia poco spazio a dubbi interpretativi:

As the CentOS Stream community grows and the enterprise software world tackles new dynamics, we want to sharpen our focus on CentOS Stream as the backbone of enterprise Linux innovation. We are continuing our investment in and increasing our commitment to CentOS Stream. CentOS Stream will now be the sole repository for public RHEL-related source code releases. For Red Hat customers and partners, source code will remain available via the Red Hat Customer Portal.

Con l’a crescita della comunità di CentOS Stream e con il mondo del software enterprise che affronta nuove dinamiche, desideriamo concentrare maggiormente la nostra attenzione su CentOS Stream come pilastro dell’innovazione di Linux per le aziende. Continuiamo ad investire e ad aumentare il nostro impegno in CentOS Stream. CentOS Stream diventerà ora l’unico repository per le distribuzioni di codice sorgente RHEL legate al pubblico. Per i clienti e i partner di Red Hat, il codice sorgente rimarrà disponibile tramite il Portale Clienti Red Hat.

La precisazione che chiude l’annuncio in realtà pare servire esattamente a confermare i logici timori della community:

To be clear, this change does not signify any changes to the CentOS Project, CentOS Stream or source availability for CentOS Stream or CentOS SIGs.

Per essere chiari, questo cambiamento non indica alcuna modifica al progetto CentOS, a CentOS Stream o alla disponibilità del codice sorgente per CentOS Stream o i CentOS SIG.

A chi si sta chiedendo “Ma la GPL non prevede che i sorgenti siano resi pubblici?” pensando che questo obblighi in qualche modo Red Hat a rendere i sorgenti pubblicamente accessibili, va ricordato che la GPL prevede che i clienti (o in ogni caso l’utente finale) dei software derivanti da GPL abbiano accesso ai sorgenti. Il fatto che Red Hat abbia chiarito come i sorgenti saranno disponibili attraverso il portale clienti soddisfa i requisiti della licenza.

È chiaro come questa limitazione difficilmente impatterà le distribuzioni derivate, aggiungerà al massimo qualche difficoltà in più in fase di generazione, e forse proprio per questo l’antipatia suscitata nella community Linux è tangibile.

Perché in fondo, alla fine, solo di quello si tratta: fastidio. Perché la scelta di Red Hat è certamente coerente con un piano di business di un’azienda logicamente incentrato sul proprio prodotto di punta, che è RHEL, e qui su MMUL lo abbiamo sempre detto, business is business, e va bene così.

Giusto?

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.