La fondazione Python, dopo il rifiuto dei fondi federali, ha ricevuto 1,5 milioni da Anthropic

Lo scorso novembre avevamo riportato una notizia quanto mai particolare: la Python Software Foundation (PSF) si era trovata costretta a rifiutare 1,5 milioni di dollari delle sovvenzioni che aveva richiesto (e che erano stati approvati) alla National Science Foundation, entità governativa statunitense che supporta progetti considerati meritevoli.

Il motivo risiedeva nell’obbligo di non stimolare o promuovere iniziative di tipo DEI, ossia Diversity, Equity and Inclusion. L’intera community Python, compreso il fondatore Guido van Rossum, era insorta di fronte a questo obbligo e la rinuncia era stata quindi una naturale conseguenza.

Non tutto il male era venuto per nuocere, però, perché, forse complice questa chiara presa di posizione, la fondazione aveva comunque visto crescere le donazioni da parte di privati.

Un altro capitolo si aggiunge oggi alla storia, raccontato da It’s FOSS, che in un certo senso chiude il cerchio in particolare sui numeri, infatti la notizia è che la Python Software Foundation ha accettato un finanziamento di 1,5 milioni di dollari (esatto, la stessa cifra che era stata rifiutata!) da parte di Anthropic, raccontando le basi dell’accordo:

We are thrilled to announce that Anthropic has entered into a two-year partnership with the Python Software Foundation (PSF) to contribute a landmark total of $1.5 million to support the foundation’s work, with an emphasis on Python ecosystem security.

Siamo entusiasti di annunciare che Anthropic ha avviato una partnership biennale con la Python Software Foundation (PSF), impegnandosi a contribuire con un totale storico di 1,5 milioni di dollari a sostegno delle attività della fondazione, con un’attenzione particolare alla sicurezza dell’ecosistema Python.

È chiaro come il contesto, al netto delle identiche cifre, sia leggermente diverso. Infatti la cifra risulta più un investimento da parte di Anthropic (azienda che sviluppa il progetto Claude AI), per perfezionare l’ecosistema Python intorno ai propri prodotti e fare sì che le tecnologie ad esso correlate, Claude AI in primis, siano sempre più integrate.

Certo, gli iniziali obiettivi per cui la Python Software Foundation cercava fondi rientrano comunque pienamente anche in questo accordo:

This investment will enable the PSF to make crucial security advances to CPython and the Python Package Index (PyPI) benefiting all users, and it will also sustain the foundation’s core work supporting the Python language, ecosystem, and global community.

Questo investimento consentirà alla PSF di realizzare importanti miglioramenti in ambito di sicurezza per CPython e per il Python Package Index (PyPI), a beneficio di tutti gli utenti, e allo stesso tempo permetterà di sostenere il lavoro fondamentale della fondazione nel supportare il linguaggio Python, il suo ecosistema e la comunità globale.

Quindi sicurezza come obiettivo principale, ma anche ovviamente supporto alle attività della community.

Si potrebbe sintetizzare scrivendo come certe volte quando si chiude una porta si apre un portone, ed andrebbe già bene così, ma in ogni caso fa sempre piacere vedere aziende i cui prodotti sono ampiamente basati sull’open-source decidere di restituire alla community parte di quanto utilizzato.

Lo facessero più aziende, molti dei problemi di sicurezza derivanti dalla scarsità di risorse disponibili sparirebbero.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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