Dal 2027 Motorola inizierà a produrre smartphone Linux basati su GrapheneOS

Se è vera la rilevazione fatta recentemente a proposito della quota di mercato del Desktop Linux, vedi l’articolo pubblicato ieri, gli utenti del Pinguino possono consolarsi con un ambito leggermente diverso, ma assolutamente attinente: quello degli smartphone.

È da qualche tempo infatti che stiamo raccontando delle varie soluzioni che pian piano si stanno affermando sul mercato: NexPhone, Jolla Phone, così come il progetto LibrePhone della FSF, che punta alla realizzazione di un sistema operativo che sia libero e Linux based.

A tutto questo si aggiunge la notizia che raccontiamo oggi, che riguarda un nuovo contendente che in fatto di comunicazioni mobili non ha bisogno di presentazioni: Motorola.

Come racconta The Register, l’azienda Motorola Mobility, che ormai è proprietà di Lenovo, ha deciso di puntare su Linux per i nuovi smartphone che verranno prodotti, e di farlo attraverso GrapheneOS, uno dei sistemi operativi per smartphone più scelti per anonimizzarsi e ridurre al minimo la mole di dati condivisi con aziende come Google, Microsoft e altre big tech.

Non è la prima volta che parliamo di GrapheneOS, salito agli onori delle cronache per la scelta di lasciare la Francia per ragioni di sicurezza e privacy.

In quell’occasione i maintainer del progetto avevano comunicato la volontà di abbandonare il provider OVH il quale, collegato al governo francese, di fatto li rendeva esposti a qualsiasi tipo di controllo sui dati prodotti dal progetto su quei server.

Quella chiara presa di posizione, e forse la qualità del progetto in sé, hanno portato Motorola a definire una partnership che ha scopo duplice: da un lato quello di avere un sistema operativo pronto per i nuovi device che usciranno nel 2027 e dall’altro di integrare funzionalità presenti in GrapheneOS all’interno dei sistemi operativi attualmente manutenuti per i device esistenti.

Qui sta il nodo della questione: i device attuali di Motorola non sono in linea con i requirement di GrapheneOS, quindi la partnership si riferisce principalmente ai device di prossima fattura e, come fanno notare nell’articolo di The Register, è già successo in passato che partnership simili – viene citato il sistema operativo CyanogenMod sui device OnePlus – non portassero alcun beneficio al progetto open-source ad esso associato (CyanogenMod venne chiuso nel 2016), ma i tempi sono decisamente diversi.

Sarà interessante capire la fascia in cui i nuovi device verranno piazzati sul mercato. Al momento i Pixel di Google sono decisamente costosi, sebbene in linea con il mercato, ma è difficile pensare che qualcuno voglia spendere 1000 euro per un device a cui cambiare il sistema operativo.

Qualcuno ovviamente lo fa, ed è lì la quota di mercato di GrapheneOS, ma da qui a dire che è una distribuzione di massa ce ne passa, eccome. Diverso sarebbe comprare dispositivi preinstallati e supportati che nascono con quel preciso scopo e, da quel che è dato a intendere dai vari annunci, sembra essere questo il caso.

Al momento comunque non ci sono modelli o prezzi di alcun tipo, ma monitoreremo la situazione con attenzione, poiché Motorola vende telefoni che vanno da 79 euro fino a versioni signature da oltre 1200 euro.

Sarà quindi interessante vedere le evoluzioni della partnership, anche se dovremo aspettare il 2027…

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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