I dubbi della community sul progetto TrueNAS: legittima sopravvivenza o tradimento dell’open-source?

Abbiamo già parlato in passato del progetto TrueNAS, una soluzione open-source dedicata al NAS (Network Attached Storage, quindi uno storage di rete) in grado di sostenere carichi di livello Enterprise.

Prodotto dall’azienda iXsystems, che sin dagli albori ha distinto la versione Enteprise da quella community, il nome di questo progetto è salito agli onori delle cronache all’inizio di marzo, in seguito ad un inquietante fatto: a chi visitava il repository pubblico, https://github.com/truenas/scale-build, si presentava il seguente messaggio:

Una vera e propria Deprecation Notice, quindi abbandono del mantenimento, del repository che conteneva gli strumenti per compilare il sistema. La motivazione iniziale addotta è stata la necessità di soddisfare nuovi requisiti di sicurezza come il Secure Boot, che richiedono un controllo più stretto sulla pipeline di firma e compilazione.

Ovviamente la community non ha preso benissimo la cosa, rilevando una grossa mancanza di trasparenza, motivazioni poco chiare ed il rischio più grosso, ossia l’allontanamento dai principi open-source verso un modello di business più restrittivo.

Come ha raccontato Linuxiac, un membro dello staff di TrueNAS è intervenuto su Reddit per spiegare che mantenere due pipeline (una pubblica e una interna) sarebbe stato uno sforzo inutile, dato che pochi utenti compilano effettivamente da codice sorgente, sottolineando come il codice sorgente rimanesse comunque disponibile, dando quindi implicitamente la possibilità alla community di creare dei fork.

Caso o meno (ma chi crede più al caso?), pochissimo tempo dopo, Phoronix ha raccontato dell’annuncio della soluzione TrueNAS Connect: una nuova piattaforma che funge da ponte tra la versione gratuita (Community Edition) e quella a pagamento (Enterprise).

Il gap che questa nuova soluzione va a colmare sono le funzionalità Enterprise avanzate che prima erano riservate unicamente a chi acquistava l’hardware ufficiale di TrueNAS. Ora queste funzionalità (monitoraggio avanzato, protezione da ransomware, gestione centralizzata, ecc.) diventano disponibili come servizio a pagamento anche per chi utilizza il proprio hardware.

E qui c’è una sottolineatura importante, in quanto l’azienda ha ribadito come il modello di business rimanga “open-core”: la piattaforma di base (Community Edition) continuerà ad essere gratuita e open-source, mentre le funzionalità aggiuntive e i servizi sono e saranno a pagamento.

Inoltre dopo le polemiche, ha raccontato nuovamente Linuxiac, iXsystems (la società dietro TrueNAS) ha pubblicato una risposta ufficiale per delineare la propria visione a lungo termine. Il messaggio principale è che l’azienda sta costruendo un ponte tra la comunità e l’Enterprise.

È stato ribadito con forza che l’edizione community rimarrà libera e open-source e che gli utenti potranno continuare a scaricarla e installarla sul proprio hardware senza costi. È però chiaro come lo sviluppo della piattaforma venga sostenuto proprio dalla vendita di funzionalità Enterprise (tramite quindi le appliance hardware e ora anche tramite TrueNAS Connect).

Secondo iXsystems, questo dovrebbe chiarire ogni dubbio sulla propria dedizione verso l’open-source: è un modello (adottato da molti) che garantisce la sostenibilità economica del progetto e la continuità della versione gratuita.

In conclusione, verrebbe da chiedersi, molto rumore per nulla?

Considerando i fatti: la chiusura del repository di build (che è confermata) è un segnale poco rassicurante, così la concomitanza con la presentazione di TrueNAS Connect, ma è stata indicata come una precisa scelta organizzativa e tecnologica, piuttosto che filosofica ed ideologica.

È vero che non di solo pane viva l’uomo, ma come si può criticare il punto di vista che vede la piattaforma a pagamento come strumento di finanziamento dello sviluppo di quella gratuita?

Una cosa è certa, i repository di TrueNAS saranno controllati con molta più attenzione nel futuro prossimo.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

3 risposte a “I dubbi della community sul progetto TrueNAS: legittima sopravvivenza o tradimento dell’open-source?”

  1. Avatar far5893
    far5893

    Con l'IA attuale quanto ci vuole a prendere una distribuzione "normale" e piegarla tramite uno script adeguato per farle da NAS ? I pezzi una distribuzione come debian li ha già tutti.
    PS:Io i NAS me li sono sempre fatti partendo da HW PC(al massimo ITX quando serviva) e ubuntu/debian.

  2. Avatar Autodelta85
    Autodelta85

    Mi limito ai soli sistemi Nas a pagamento e dico

    Da utilizzatore di Unraid da più di 7 anni ho pagato volentieri una licenza lifetime per un sistema stabile, ben fatto, essenziale e che porta novità solo quando sono veramente testate a fondo. In più é una azienda famigliare dove il fondatore e la figlia ci mettono ancora la faccia.

    Poi c'è iXsystems che é esperta in incasinamenti e non si capisce quale sia il suo mercato, anzitutto se gli interessa il mondo home o solo l'aziendale. Prima ha fatto la versione BSD, poi quella Debian, poi ha ucciso quella BSD in favore della sola Debian, poi é nato HexOS…..una follia/clone a 199$ (pura pazzia) che non porta nulla di nuovo.

    insomma come spesso accade le aziende si perdono per strada e questo é il caso di iXsystems.

    Non sono contrario a questa nicchia di OS perché sinceramente ho installato Unraid a 35 anni e con due figlie e quindi con zero tempo a disposizione e quindi un Unraid l'ho pagato volentieri, ma o si lavora con coerenza nel tempo oppure Unraid avrà il monopolio di questa piccolissima nicchia

  3. Avatar JustATiredMan
    JustATiredMan

    Secondo me sono solo @@
    Avrebbero potuto avere un repository con la parte community/pubblica, aperta al download, e per tutta la parte closed, accessibili solo a loro, poteva essere in qualche modo inclusa durante la fase di compilazione.
    Tutto il resto è solo un modo per trovare una falsa giustificazione.

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