Linux Mint conferma il cambio di strategia per la sopravvivenza: meno release, più qualità

Verso la metà dello scorso febbraio, commentando il consueto appuntamento mensile di aggiornamenti a proposito del progetto, avevamo ragionato sui problemi che un progetto come Linux Mint deve affrontare. Nata come distribuzione Linux derivata di Ubuntu, Linux Mint ha effettuato alcune scelte progettuali che se da un lato l’hanno resa unica, dall’altro hanno comportato un importante impegno nel loro mantenimento.

Mint infatti non è solo una “spin”, un “flavor”, una variante di Ubuntu che monta loghi carini e poco altro, ma un progetto completo che affonda sì le radici nella distribuzione di Canonical, ma aggiunge molto come la rinuncia a Snap

Tutte cose che vanno implementate e gestite.

Arriviamo quindi al nuovo aggiornamento, pubblicato lo scorso 16 aprile, dove vengono indicate le nuove direzioni che questo prenderà.

La strategia delle release, come anticipato, cambia ufficialmente, e verrà impattata in tre modi:

  1. Verrà adottato un ciclo di sviluppo più lungo.
  2. La prossima release è pianificata per Natale 2026.
  3. Linux Mint utilizzerà lo stesso Live-installer di LMDE, ossia Linux Mint Debian Edition, una delle versioni varianti prodotte dal progetto (l’altra è la MATE edition, sempre che anche qui non vengano prese decisioni, magari derivanti dal fatto che il progetto MATE è sostanzialmente in stallo)

A proposito della lunghezza del ciclo di sviluppo, detto che sarà più ampio, al momento non vengono date ulteriori indicazioni, ma sicuramente man mano che l’attuale ciclo progredirà, se ne saprà di più.

Obiettivo finale di questa revisione: migliorare la qualità e sistemare tutti i bug attualmente presenti, per arrivare a produrre la miglior Mint 23 (sarà questo il prossimo numero di release) possibile.

La prossima release al momento non ha ancora un nome, tanto che è stata indicata come “Alpha”, ma sono già stati pubblicati i dettagli tecnici a proposito di cosa conterrà:

  • Sarà basata su Ubuntu 26.04 LTS.
  • Monterà il Kernel Linux 7.0, che è stato appena rilasciato, seguendo la politica Ubuntu di stare il più vicino possibile ai Kernel upstream.
  • Al momento usa il desktop Cinnamon 6.7-unstable che porta con sé i lavori su Wayland, insieme al motore JavaScript CJS 140.
  • Il già citato Live-installer, preso pari pari da LMDE e rimpiazzerà l’attuale Ubiquity e supporta installazioni OEM, BIOS/EFI, SecureBoot e LVM/LUKS.

Cosa a quel punto differenzierà Linux Mint da Debian con installato Cinnamon è tutto da stabilire, ma questo è un altro discorso.

Nota finale, piuttosto rilevante: non viene fatta alcuna menzione alla Age Verification, chissà se volutamente o meno, ma prima o dopo anche Linux Mint dovrà effettuare la scelta, e noi saremo qui a raccontarla.

La sopravvivenza di questo progetto dipenderà da come queste variazioni sulla gestione del ciclo di vita impatteranno in positivo il mantenimento della distribuzione stessa la quale, vale la pena ricordarlo, è basata su puro volontariato e va avanti unicamente grazie alle donazioni degli utenti.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

14 risposte a “Linux Mint conferma il cambio di strategia per la sopravvivenza: meno release, più qualità”

  1. Avatar Giovanni Andrea Todini

    Devo dire che è un ottimo progetto e cinnamon è cresciuto molto. Per me attualmente è il miglior DE, molto configurabile ma che non mi dà i problemi di kde.

  2. Avatar Vorian Atreides

    Linuxmint mi piace come distribuzione (Cinnamon è uno dei migliori DE sul mercato, anche se ancora non supporta al 100% Wayland) ma non molto come filosofia.
    Prende come base Ubuntu e il suo LTS, che sbandiera fieramente come se non fosse per il 90% di gestione canonical (usa direttamente i repository ubuntu), ma la disconosce pubblicamente. Cerca di abbandonarla con LMDE ma sa benissimo che perderebbe il supporto LTS di ubuntu quindi praticamente sputazza nel piatto dove mangia (e pure piuttosto bene)
    Secondo me sarebbe opportuno si dedicassero allo sviluppo di Cinnamon (abbandonando mate che ormai non ce la fa più) rinunciando alla distribuzione o che si dedicassero direttamente a LMDE

  3. Avatar mimmus
    mimmus

    Mint semplicemente il migliore ad uso Desktop

  4. Avatar Lorena Massari
    Lorena Massari

    La filosofia di Lefevbre non è quello di demonizzare Ubuntu che non è il demonio, semplicemente non condivide alcune scelte fatte da Ubuntu come snap. La lmde è un piano B nel caso si dovesse essere costretto a recidere il cordone ombelicale da Ubuntu, la qual cosa non la vedo immediata né fattibile. Per mate invece mi dispiace, ma me ne faccio una ragione.

  5. Avatar Guglielmo Cancelli
    Guglielmo Cancelli

    Ho abbandonato da qualche tempo Mate in favorei di Cinnamon. Non tornerei indietro!

  6. Avatar Autodelta85
    Autodelta85

    Mint è uno di quei fenomeni di moda e di massa che come dici tu….mentre spara a zero su qualcosa dall'altra parte (e di nascosto) ne usa il 90% buono per stare in vita.
    Quello che mi delude non è tanto Mint e Lefevbre che hanno tutti i diritti di forkare Ubuntu e migliorarlo laddove pensano che vada modificato (e tante cose non vano in Ubuntu), mi deludono di più gli utenti che intentano guerre di trincea tipo "W Mint, Ubuntu merda" quando sotto sotto……beh stanno usando quasi la stessa roba senza saperlo oppure lo sanno ma per fanboyismo fanno finta di non saperlo

  7. Avatar Alessandro Giannini
    Alessandro Giannini

    Io ho sempre apprezzato Mint e Cinnamom, ma mi sto rendendo conto che hanno fatto un errore rimanendo troppo timidi nell'adozione di Weyland, che loro considerano ancora sperimentale, quando altre distro (anche basate su Debian, come MX25, nella versione con Kde) lo hanno adottato come motore grafico predefinito da un pezzo. E ora il team di Lefebvre deve correre, per colmare il divario.
    Quanto al fatto che avrebbe sputato nel piatto in cui mangia, ha criticato gli snap a ragion veduta, non solamente per questioni ideologiche.

  8. Avatar Davide
    Davide

    Secondo il mio modesto parere ormai i tempi sono maturi per cui Mint abbandoni la base Ubuntu e rilasci solo versioni che si basano su Debian.

  9. Avatar Raoul Scarazzini

    Assolutamente d’accordo. A quel punto poi la domanda nascerebbe spontanea: perché sbattersi a mantenere un’intera distribuzione quando potresti semplicemente fornire il desktop environment e concentrarti sull’unica cosa differenziante che offre il progetto?

  10. Avatar Raoul Scarazzini

    Certo che però @lorenamassari:disqus la domanda nasce spontanea: se in Mint al momento buona parte dell'effort è dato dalle scelte tecnologiche (vedi appunto la rinuncia a Snap), a quel punto perché non concentrarsi unicamente sulla versione Debian?

  11. Avatar Davide
    Davide

    Nel caso di Mint non si parla solo del DE ma anche delle xapp e le altre soluzioni fatte in casa tipo Live-installer

  12. Avatar Raoul Scarazzini

    Tutte cose che, per come la vedo io, non giustificano l’esistenza di una intera distribuzione. Ma al netto del mio parere, che conta il giusto, i fatti stanno dimostrando oggettivamente che l’effort necessario a tenere insieme tutta la baracca è troppo elevato, e sinceramente mi dispiacerebbe vedere disperse le cose buone che Mint ha portato (in primis Cinnamon) perché ad un certo punto il progetto scoppia.

  13. Avatar Davide
    Davide

    Sinceramente non saprei come il team di Mint potrebbe far si che si adottino le loro soluzioni senza proporre una distro a se stante.
    Altre soluzioni, tipo creare un repo ad hoc e pacchetti per gestire il tutto, potrebbero essere troppo impegnative per i neofiti.

  14. Avatar Lorena Massari
    Lorena Massari

    https://forums.linuxmint.com/viewtopic.php?t=408355
    la cosa è molto discussa sia fuori che tra gli users di Mint. Io suppongo che effettivamente alcuni tools come il drivers manager e la possibilità di scelta dei kernel nel update manager essendo basate su Ubuntu siano difficili da portare su una Debian, però la convergenza sta continuando, ad esempio la prossima Mint vedrà come installer anche sulla versione cosiddetta 'normale' l'installer della lmde. Perciò lasciamo lavorare i developers di Mint che versione dopo versione fanno piccoli ma importanti passi. Come l'installazione OEM per la lmde e l'impronta digitale.

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