432 CVE per il Kernel Linux pubblicate in due giorni vi spaventano? È tutto normale!

È apparso recentemente un post dalla mailing list OSS Security dal titolo piuttosto inquietante, 432 Linux kernel CVEs, in cui l’autore, Jan Schaumann, nell’osservare le tempistiche si è detto decisamente allarmato, poiché tutte quelle CVE sono state rilasciate in poco più di 24 ore.

Un numero così elevato, fa notare l’autore, denota una problematica di fondo relativa alle modifiche di sicurezza, ed in particolare relativamente alla priorità delle stesse: con un numero così alto, con quale criterio è possibile decidere cosa debba essere fatto prima e cosa dopo? Concludendo con un laconico:

I'm not sure what to do here going forward.
Non sono sicuro di cosa fare d’ora in poi.

La vicenda fa seguito a quanto abbiamo raccontato non molto tempo fa, con Linus Torvalds in persona a lamentarsi del catastrofico numero di bug segnalati mediante AI, e chiaramente questa pioggia di CVE è sicuramente frutto di analisi simili. Tuttavia, il creatore di Linux ha recentemente dichiarato come l’IA sia uno strumento utile per lo sviluppo di Linux, pur evidenziando come la vita per i manutentori, proprio per quei bug che lui definisce “imbarazzanti”, sia diventata certamente più complicata.

Ma la conclusione, come abbiamo ampiamente detto, è una ed una soltanto: chi non apprezza che nel Kernel Linux ci siano porzioni scritte o gestite con l’IA può “fare un fork, oppure levarsi di torno“.

Ma torniamo alla pioggia di CVE con cui abbiamo aperto questo articolo. Nel thread citato poco sopra ad essere messo in discussione è il ruolo dei team IT e di sicurezza, che devono determinare quali vulnerabilità riguardano i loro sistemi e quali aggiornamenti del Kernel devono essere implementati. A proposito di questo aspetto è intervenuto niente meno che il manutentore senior del Kernel stabile, Greg Kroah-Hartman, che si è opposto all’idea che il volume di CVE del Kernel sia ingestibile. Il Kernel non è speciale, ha scritto: le aziende di tutto il mondo stanno finalmente realizzando di dover rivalutare come aggiornano tutti i loro sistemi e dispositivi, qualcosa che tradizionalmente è stato vergognosamente ignorato.

Kroah-Hartman offre con molta chiarezza il suo punto di vista in merito agli atteggiamenti che i team possono assumere:

  • Se l’atteggiamento è “non mi importa, io aggiorno sempre e comunque all’ultima versione“, allora benissimo, è quello che la community degli sviluppatori del Kernel incoraggia e suggerisce.
  • Se l’atteggiamento è “mi importa, e voglio fare review di ogni singola CVE per decidere se includerla o no“, allora benissimo, soprattutto se si automatizza la scelta di quali CVE sono appropriate (ed in genere, dice, il numero si riduce sempre al 10%).
  • Se, infine, l’atteggiamento è “aggiorno selettivamente quando le vulnerabilità sono talmente grandi da spingere qualcuno a richiedere un update“, ecco, in questo caso la risposta è “buona fortuna!“.

A riprova del fatto che l’approccio suggerito (quello dell’applicazione dell’ultimo aggiornamento disponibile) è scalabile, Kroah-Hartman indica Android come un caso di successo provato e suggerisce l’utilizzo di una distribuzione dietro subscription, o l’utilizzo di Debian, che dice avere delle pratiche di sicurezza eccezionali.

Il tutto, alla luce del fatto che questo diluvio di CVE, avverte Kroah-Hartman, non è affatto finito, e ci vorranno almeno 18 mesi molto lunghi per rientrare nei ranghi, sottolineando ancora una volta come gli utenti dovrebbero aggiornare i propri sistemi lungo tutto il percorso per essere in qualche modo al sicuro.

Ma perché 432 CVE e perché tutti in una volta sola? La risposta qui è semplice: è stato un suo recupero, durante il fine settimana, di una coda di revisione pubblica vecchia di settimane. Dopo 6 settimane di conferenze e vacanze il lavoro si è accumulato ed al rientro dalle ferie ecco servita la doccia di CVE.

Quindi sì, in un certo senso, tutto normale.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

7 risposte a “432 CVE per il Kernel Linux pubblicate in due giorni vi spaventano? È tutto normale!”

  1. Avatar mimmus
    mimmus

    Un'azienda non può permettersi di adottare una distribuzione che non sia "mantenuta" adeguatamente dalla Red Hat / SUSE di turno, col modello PAGO – TAAAAAK – PRETENDO 🙂
    Di un bug upstream, sinceramente, me ne frego (non è vero ma è per capirci): quando Red Hat / SUSE porterà la fix in un suo kernel o pacchetto, allora dovrà entrare il più rapidamente possibile nel mio ciclo di patching. Altri approcci non sono ammissibili in un'azienda, al massimo si potrà adottare un workaround provvisorio, come disabilitare qualcosa o mettere una regola in un WAF.

    Il problema è che tutto questo che ho detto sta drammaticamente accelerando e mi sembra che né le varie distribuzioni né le aziende siano pronte a cicli di rilascio e patching così ravvicinati

    1. Avatar Raoul Scarazzini

      Il problema è che il bug upstream, se è una RCE modello zero day, anche se non vuoi, diventa un tuo (grosso) problema immediato, e come dici tu, va tutto molto più veloce di prima. La speranza è che, come dice Kroah-Hartman, con questa "educazione siberiana" la gente impari a mettere in atto politiche di patching che non siano, come ora, alla meglio mensili, ma quotidiane. E questo prescinde da Red Hat o SUSE eh, tutti i cloni di RHEL, così come Debian, sono estremamente reattivi sugli update, quindi il punto è solamente aggiornare.

      1. Avatar mimmus
        mimmus

        Ultimamente, tra la pubblicazione delle ultime CVE del kernel su MITRE/NIST e il bollettino/fix RHSA di Red Hat sono trascorse settimane 🙁

        1. Avatar Raoul Scarazzini

          Hai casi specifici sotto mano? Penso che cmq la discriminante maggiore sia la gravità (maggiore è la gravità, maggiore è la velocità con cui la fix è pubblicata).

          1. Avatar mimmus
            mimmus

            Es. CVE-2026-53002 (CRITICAL), pubblicata il 24/6, Red Hat non ha ancora fix:
            https://access.redhat.com/security/cve/cve-2026-53002

  2. […] pochi giorni fa abbiamo parlato delle 423 CVE pubblicate per il Kernel Linux, avevamo riportato le parole del maintainer Greg Kroah-Hartman il quale, alle persone perplesse per […]

  3. […] È arrivato Linux 7.2, la nuova versione del Kernel rilasciata da Linus Torvalds il 17 agosto, al termine di un ciclo di sviluppo decisamente movimentato. Una release che porta con sé parecchie novità sul fronte delle prestazioni, dell’hardware e dei filesystem, ma che sarà ricordata anche per un altro motivo: una quantità insolitamente elevata di bugfix, molti dei quali individuati grazie agli strumenti di analisi basati sull’intelligenza artifici…. […]

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