
Abbiamo ripetuto in lungo e in largo quanto il creatore di Linux, Linus Torvalds, consideri l’AI solamente uno strumento. Potentissimo, ma niente di più che un nuovo elemento, forse il più prezioso, da aggiungere alla propria cassetta degli attrezzi.
La storia che stiamo per raccontare conferma come, con il corretto atteggiamento e senza abbandonarsi al sensazionalismo, l’intelligenza artificiale sia ormai diventata, anche per chi ha creato Git in due mesi, un partner di lavoro fondamentale.
Partiamo dal problema, raccontato da tante fonti tra cui Phoronix: le schede grafiche Battlemage G2, a causa di un problema con il driver del Kernel Linux chiamato Xe, innescavano un ciclo infinito di restart di GDM, il display manager di GNOME, essenziale per effettuare login in ambienti grafici.
Nel pubblicare la patch che risolve il problema, Torvalds ha aggiunto diverse riflessioni importanti a proposito di come l’utilizzo di uno strumento AI (non ha specificato quale) abbia aiutato nella generazione della patch:
And this was a debug session from hell, enormously helped by an AI doing much of the grunt-work.
Ed è stata una sessione di debug infernale, in cui è stato di enorme aiuto utilizzare un’AI che ha gestito la maggioranza del lavoro sporco.
Battezzando l’AI il suo tireless helper (aiutante instancabile) Torvalds ha però anche aggiunto quanto lo strumento sia stato invitato ad andare oltre i propri limiti, fornendosi anche un’idea a proposito di come questi strumenti vengono addestrati:
the AI several times stated flat out that this was impossible and unsolvable and that we should just write a report about it.
I suspect those things have been trained by people who may not be quite as stubborn as I am.
L’IA più volte ha dichiarato come il problema fosse impossibile e non risolvibile e come noi si dovesse aprire un report a proposito.
Sospetto che queste cose siano state addestrate da persone che potrebbero non essere così testarde come invece sono io.
Quindi, nella nuova veste di motivatore di AI, ecco che Torvalds è arrivato alla soluzione:
But while the AI was ready to give up several times, it did keep adding debug code and analyzing it faithfully when I pushed. So credit where credit is due and I let the AI write the commit message above.
Ma mentre l’AI ha provato a desistere diverse volte, ha continuato ad aggiungere codice di debug, analizzandolo con accuratezza quando io lo caricavo. Quindi, diamo a Cesare quel che è di Cesare, ho lasciato che l’AI scrivesse il messaggio di commit qui sopra.
L’autore del commit, beninteso, è e rimane il papà di Linux, e vedere questi impieghi dell’AI porta certamente a ridurre l’hype ed a capire quanto invece in termini produttivi questa possa portare benefici.
Quindi, se non fosse abbastanza chiaro: da qui a dire che un intero sistema economico possa basarsi su queste tecnologie ce ne passa, e molto.
Per essere chiari: quante volte la storia dell’umanità è stata cambiata da uno strumento?
Discutiamone nei commenti, se volete.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.





















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