Il progetto PS5 Linux è (già) arrivato al capolinea, lo sviluppatore dice basta

Quando uno sviluppatore, o meglio un hacker nel senso più puro del termine, decide di trovare un sistema per far girare Linux su dell’hardware proprietario in genere ha bisogno di una falla, di un exploit che permetta di eseguire codice in qualche modo inatteso sul sistema attaccato.

In termini etici è qualcosa su cui il dibattito pubblico si è sempre acceso: se io acquisto dell’hardware, perché non posso farci quello che voglio, compreso installarci del software diverso da quello previsto? Ci sono stati diversi casi nel passato. Gli iPhone e iPad basati sui SoC A7–A11 hanno visto la loro Boot ROM vulnerabile all’exploit checkm8, sfruttato ad esempio dal progetto Hoolock Linux per eseguire distribuzioni Linux su hardware “non previsto”. Mentre pensando alle console per videogiochi c’è il caso Free60 che sfruttava la catena vulnerabilità → esecuzione di codice non firmato → bootloader per eseguire il Kernel Linux e quindi una distribuzione Linux su Xbox 360.

E cosa dire della console per eccellenza, la PlayStation? Lato Sony le cose per un certo periodo sono state anche trasparenti: Sony permetteva ufficialmente di installare un sistema operativo alternativo tramite la funzione OtherOS. Era quindi possibile installare Linux senza dover compromettere la console. L’ambiente aveva però accesso limitato all’hardware tramite l’hypervisor Sony.

Nel 2010 Sony rimosse OtherOS con il firmware 3.21 e da quel momento la scena hacker iniziò a cercare il modo di riottenere il controllo perduto. Gli exploit successivi permisero di ripristinare funzionalità OtherOS e, attraverso custom firmware, di arrivare nuovamente a Linux. E se parlare di 2010 sa di preistoria, vale la pena ricordare come anche per la PlayStation 4 avevamo raccontato l’hacking mediante Gentoo che risale ormai al 2016.

Ed eccoci arrivati alla notizia di oggi perché, come avrete immaginato dal titolo, anche per la PlayStation 5 è stato sviluppato un progetto di hacking guidato da Andy Nguyen, noto nella scena PlayStation con lo pseudonimo TheFloW.

Il progetto PS5 Linux, da cui arriva il bel logo che fa capolino in questo articolo, è diventato particolarmente visibile nel marzo 2026, quando Nguyen mostrò una PS5 avviare Linux e far girare GTA V Enhanced con ray tracing. La dimostrazione tecnica venne pubblicata nel repository GitHub, con un sistema utilizzabile su determinate PS5 e versioni del firmware.

L’esecuzione di Linux sulla PS5 si basa sul controllo dell’hypervisor della console, il quale va controllato in maniera totale per poter inizializzare correttamente hardware, memoria, GPU e periferiche varie. Questa serie di privilegi ha un solo modo per essere ottenuta, ossia mediante exploit.

Un exploit è un difetto di sicurezza ed ovviamente Sony ha come obiettivo correggere questo tipo di difetti, tanto che, inizialmente, il progetto PS5 Linux funzionava su firmware relativamente vecchi (le versioni 3.xx e 4.xx erano quelle supportate dal progetto pubblicato ad aprile) utilizzando vulnerabilità che Sony aveva già corretto nelle versioni successive.

E qui arriviamo al cuore di questa vicenda, perché Nguyen ha annunciato di aver sospeso il progetto in seguito alla pubblicazione di una specifica vulnerabilità dell’hypervisor, ancora utilizzabile sulle versioni più recenti del firmware. Questa vulnerabilità era particolarmente preziosa perché avrebbe permesso di portare il lavoro di PS5 Linux oltre le vecchie versioni firmware, aprendo quindi la strada al supporto di console più aggiornate e, soprattutto, al lavoro sulla PS5 Pro, la versione della console top di gamma. Nei progetti di Nguyen il completamento del supporto alla PS5 Pro sarebbe stato pubblicato nel 2027.

Quindi cosa è successo? Altri sviluppatori hanno rilevato il difetto e, pur avendo un accordo pregresso di non disclosure con Nguyen, lo hanno comunicato a Sony, buttando giù il morale e la fiducia nel prossimo dello sviluppatore di PS5 Linux, il quale ha laconicamente dichiarato di sospendere tutto il suo lavoro sul progetto.

La presa di posizione di Nguyen ha diviso l’opinione pubblica tra chi sostiene il gesto e chi afferma che non ci possono essere pretese da parte di chi aveva deciso di tenere il bug per sé, senza renderlo pubblico.

Sia quel che sia, il progetto PS5 Linux sembrerebbe essere ormai un retaggio del passato, chissà se qualcuno riuscirà a far tornare Nguyen sui suoi passi.

Dal tono di questa discussione su Twitter, si direbbe di no.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

Una risposta a “Il progetto PS5 Linux è (già) arrivato al capolinea, lo sviluppatore dice basta”

  1. Avatar Divago
    Divago

    Il guaio è proprio quello: l’hardware lo compri (caro!) insieme al software, ovviamente, ma i contratti di licenza d’uso vietano esplicitamente la modifica del software originale o l’utilizzo di altri software se non previsti dall’azienda, oltre ad altre clausole legali per pararsi per bene il sedere dalle class action o da altri tipi di denunce. Questo vale per Sony con la PlayStation , Microsoft con XBox, Nintendo con le sue console, Apple con i vari dispositivi (smartphone, tablet, portatili e desktop) e altri ancora. E sappiamo tutti benissimo che senza software, l’hardware è solo un bel soprammobile e basta.

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