
La scorsa domenica 18 ottobre, rispettando la consueta tabella di marcia, Linus Torvalds ha pubblicato la versione 7.3 di Linux. Non avendo riscontrato nulla di rilevante nelle ultime settimane, ossia problemi che potessero impattare la stabilità del rilascio, il papà di Linux si è sentito libero di pubblicare l’attuale versione che, contestualmente, apre la merge window per la prossima release 7.4.
Analizzando le varie note di rilascio si capisce come siamo ancora pienamente nel contesto della “nuova normalità” derivante dall’elevatissimo numero di CVE segnalate in ogni release, quindi ovviamente anche Linux 7.3 prosegue il lavoro di correzione delle vulnerabilità e dei bug potenzialmente rilevanti per la sicurezza.
È interessante notare come il numero crescente di CVE (Common Vulnerabilities and Exposures) non indichi necessariamente un Kernel meno sicuro: il progetto Linux adotta un approccio prudente, assegnando identificativi anche a bug per i quali l’impatto sulla sicurezza non è immediatamente evidente. Tra gli esempi troviamo CVE-2026-98373, una correzione nella gestione della memoria che poteva provocare un arresto anomalo del Kernel. Un promemoria del fatto che, in un componente tanto complesso e centrale come il Kernel, anche errori apparentemente circoscritti meritano attenzione.
Andando nel dettaglio delle novità, eccole raggruppate nei consueti quattro ambiti:
- Prestazioni: diversi miglioramenti sono stati apportati allo scheduler, il componente del Kernel che decide come distribuire il tempo di lavoro della CPU tra i processi in esecuzione. Le modifiche puntano a ridurre il lavoro necessario per prendere queste decisioni e a distribuire meglio le risorse, con possibili benefici anche nel gaming (come spiega questo articolo di It’s FOSS), dove possono contribuire a ridurre gli scatti durante l’esecuzione dei giochi.
Un’altra novità interessante riguarda la gestione della VRAM (Video RAM), la memoria dedicata alla scheda grafica: quando questa si riempie, il Kernel può spostare alcuni dati meno importanti nella RAM di sistema, liberando spazio per quelli necessari al gioco. - Hardware: ulteriori preparativi per i processori AMD Zen 6, la futura generazione di CPU dell’azienda produttrice di chip, e il supporto iniziale all’avvio di Linux su Apple M3 Pro, Max e Ultra.
Arrivano inoltre aggiornamenti per i driver grafici AMD e Intel, per diverse periferiche e per l’architettura RISC-V, un’alternativa aperta alle architetture di processori più diffuse. Si tratta di un insieme di interventi che amplia la compatibilità del Kernel con hardware recente e prepara il terreno per dispositivi di prossima generazione, anche se il supporto iniziale non significa necessariamente che tutte le funzionalità siano già disponibili. - Filesystem/storage: è stato introdotto FailFS, un particolare filesystem progettato per far fallire intenzionalmente le operazioni sui file, utile come strumento per limitare l’accesso alle risorse durante l’isolamento dei processi.
Btrfs ed EXT4 hanno visto diverse ottimizzazioni nelle operazioni di lettura e scrittura dei dati. Migliora anche FUSE, il sistema che permette di implementare filesystem nello spazio utente, grazie a interventi legati a io_uring, un’interfaccia del Kernel per gestire le operazioni di I/O (Input/Output).
Tra le novità troviamo inoltre miglioramenti a OverlayFS, uno dei filesystem utilizzabili per la gestione delle immagini dei container, che permette di combinare più livelli di file system in un’unica vista. - Gestione della memoria e virtualizzazione: uno degli interventi più significativi riguarda KSM (Kernel Samepage Merging), il meccanismo che permette al Kernel di individuare pagine di memoria identiche e condividerle, riducendo il consumo di RAM. Un problema nella gestione di queste operazioni poteva provocare blocchi temporanei delle applicazioni sotto forte pressione sulla memoria, e la correzione introdotta ha ridotto i ritardi massimi da circa 705 millisecondi a meno di 2 millisecondi nei test riportati.
Miglioramenti arrivano anche a zRAM e Zswap, tecnologie che utilizzano la compressione per gestire la memoria, e alla virtualizzazione, con nuove possibilità di monitorare quali porzioni di memoria vengono effettivamente utilizzate dalle macchine virtuali.
Ovviamente queste sono le novità più rilevanti, mentre per un’analisi dettagliata delle specifiche patch introdotte il rimando è all’annuncio ufficiale sulla mailing list del Kernel https://lkml.org/lkml/2026/10/18/1221 dal quale, come sempre, si capisce perché il buon Linus, 35 anni dopo, si diverta ancora così tanto a guidare questa splendida nave: un universo complesso e magnifico di cui lui è signore e padrone.
Torvalds ha anche avvertito il proprio pubblico (perché diciamocelo, di questo si tratta) che sta andando in vacanza e che quindi il completamento della merge window potrebbe saltare di una settimana, perché spenderà la maggior parte delle sue giornate “su una barca o sott’acqua“.
In fondo però tutti noi lo sappiamo, il Kernel Linux è come il Natale: quando arriva, arriva!
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.





















