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Come il progetto open-source Bottles, frontend grafico per Wine, ha trovato finanziamenti per continuare ad esistere



Il progetto Bottles, un frontend grafico per Wine – storico software per utilizzare applicazioni Microsoft Windows in ecosistemi Linux – è passato nel giro di due settimane dallo spettro della chiusura alla scoperta di nuovi finanziatori che ne garantiranno (almeno per ora) la sopravvivenza. La vicenda è stata seguita nella sua interezza da Christine Hall di Foss Force, che lo scorso 22 luglio ha raccontato dei problemi finanziari del progetto invitando al contempo i lettori a contribuire ai finanziamenti del progetto. Per quanti non conoscono Bottles, si tratta di un progetto creato nel 2017 come frontend grafico per Wine, nato…
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Gemini CLI di Google si integra con GitHub Actions, l’AI nella CI… Cosa potrà mai andare storto?



Una risposta
Avete presente la questione dell’utilizzo virtuoso dell’intelligenza artificiale? Ultimamente abbiamo raccontato di AUTOSEL, lo strumento usato dagli sviluppatori del Kernel Linux per rendere veloci e precisi i task solitamente tediosi e ne abbiamo apprezzato l’utilizzo sensato. Giudicherete voi alla fine di questo articolo se siamo di fronte ad una situazione simile. Google ha recentemente annunciato un’importante evoluzione per il suo Gemini CLI, l’agente AI open-source pensato per essere utilizzato dagli sviluppatori direttamente da terminale, ossia l’integrazione con le GitHub Actions. Per chi non le conoscesse, le GitHub Actions sono il sistema di automazione integrato in GitHub, utilizzato per creare pipeline…
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Bcachefs si autoproclama stabile dalla versione 6.18 del Kernel Linux, ma probabilmente non ha fatto bene i conti



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Continua, nella grande tradizione della telenovela argentina, la saga di Bcachefs, il filesystem famoso più per le polemiche che ogni nuova patch scatena, piuttosto che per le performance. Dopo essere stata apparentemente rimossa dal Kernel 6.17 direttamente da Linus Torvalds, per la finestra relativa alla versione 6.18 non solo presenta una serie di nuove patch, ma stando all’articolo di Phoronix, rimuove anche la dicitura “experimental” dal proprio codice. Come se nulla fosse, come se Linus non avesse scritto che il Kernel e Bcachefs avrebbero preso strade diverse nelle future release, all’interno di una serie di patch presentate da Kent Overstreet,…
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DevSecOps? Shift-Left? Macché, un sondaggio dimostra che le aziende rilasciano volutamente codice insicuro per fare prima



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I sondaggi sono una bella cosa. Danno un’idea precisa, per quanto limitata a gruppi ridotti di persone, di quelli che sono i trend di un’industria, ed in genere quelli rivolti agli operatori sono i più veritieri perché di fatto chi vi risponde non ha nulla da perdere o da preservare, semplicemente descrive la realtà che sta vivendo. I sondaggi possono essere deprimenti. Quello che raccontiamo oggi poi, 1H 2025 Cybersecurity Decision Maker Survey, condotto da Futurum e riassunto nell’articolo How Are Cyber Incidents Reshaping Enterprise Security Technology Needs? contiene dettagli che, alla meglio, fanno scuotere il capo. Il riassunto principale…
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L’apparenza inganna. KubeSphere smette di essere distribuito come open-source, ma lo era mai stato?



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Se al momento si digita in Google la chiave di ricerca KubeSphere, il primo risultato che appare ha questo titolo: “KubeSphere: Open Source Enterprise Kubernetes Platform” e cliccandoci sopra tutto appare normale. Si tratta infatti di una piattaforma di gestione per cluster Kubernetes il cui scopo è uniformare l’accesso nei contesti ibridi, tra soluzioni on-premise e on-cloud. Un prodotto come tanti, verrebbe da dire, ma per cui la verifica fatta (e l’apparizione del termine “open-source” già nella descrizione) oggi è particolarmente importante. Il motivo risiede in un post apparso sul Reddit di Kubernetes che si intitola Kubesphere open source is…
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Siamo entrati nell’era del Desktop Linux a pagamento? Non proprio, ma Hyprland con Hyprperks ha idee



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Lo scorso gennaio abbiamo parlato di un sondaggio fatto agli utenti di Arch Linux dal quale, tra le altre cose, emergeva una tendenza a proposito del Desktop Linux: Hyprland era nella top 3 dei compositor basati su Wayland, preceduto solo da KDE e seguito da GNOME. Sorprendente per quanti credevano che il cielo dei Desktop Linux fosse diviso solo tra KDE e GNOME, meno sorprendente per gli utilizzatori di questo ambiente, che pare fare faville. Forse forti di questa popolarità, forse consci dell’inarrestabile ascesa del Desktop Linux, forse in cerca di nuovi modi per finanziare il proprio lavoro, i gestori…
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Mentre è uscito il nuovo Kernel Linux 6.16 ci si interroga su come identificare codice scritto tramite AI



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Puntuale come sempre, Linus Torvalds ha annunciato il rilascio di Linux 6.16. La nuova release del Kernel non è particolarmente densa di novità, ma decisamente piena di tante piccole patch migliorative, il che non è necessariamente un male. Le cosiddette release “boring” sono quelle che favoriscono la stabilità di un progetto e sono sempre le benvenute e, in ogni caso, stiamo parlando di una release che, almeno secondo quello che dice Phoronix, poggia su 38,5 milioni di righe di codice… Tra le novità degne di nota, che potete trovare praticamente ovunque (ne fa un ottimo sunto Bobby Borisov di Linuxiac)…
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Anche gli “altri” piangono: grave vulnerabilità in SharePoint consente attacchi RCE via curl



È vero che ognuno dovrebbe guardare in casa propria, e nel contesto Linux di vulnerabilità ne emergono quotidianamente tantissime, ma la notizia che stiamo riportando è particolarmente importante e riguarda una componente con la quale, ahi noi, anche se non si usa un sistema operativo Microsoft, è necessario interfacciarsi. Parliamo di SharePoint, il software che consente di condividere contenuti e favorire la collaborazione sugli stessi. Microsoft ha recentemente segnalato che alcuni attaccanti stanno sfruttando una vulnerabilità critica, identificata come CVE-2025-53770, per compromettere server SharePoint – chiaramente installati in modalità on-premise – attraverso un attacco concatenato. L’exploit utilizza due vulnerabilità e…
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