
Ricorderete tutti come nel corso di soli sei mesi dello scorso anno, a partire dal giugno 2025, il progetto MinIO, nato open-source, abbia effettuato una metamorfosi completa di cui avevamo raccontato le tre tappe fondamentali:
- 4 giugno 2025: Una singola pull request nella versione community di MinIO ha totalmente eliminato la Web UI: ora se la vuoi, paghi
- 28 ottobre 2025: Nuova sorpresa per gli utenti open-source di MinIO: ad essere sparite stavolta sono le immagini Docker!
- 11 dicembre 2025: That’s all folks! Il progetto open-source MinIO viene posto in maintenance mode e non avrà più aggiornamenti
Tre piccoli passi che hanno cancellato con un colpo di spugna i contributi e gli sforzi di quanti avevano contribuito a far crescere questo prodotto.
Come però molti auspicavano, la community si è mossa per dare seguito ad un progetto che mantenesse i presupposti originali di MinIO, uno sforzo che si è materializzato nella cosa più naturale del mondo quando si parla di open-source, ossia un fork.
Come racconta Linuxiac, l’utente Pigsty ha pubblicato sul proprio account GitHub i sorgenti di MinIO, specificando per ovvie ragioni l’intento della mossa:

Quindi nessuna correlazione di alcun tipo con MinIO Inc. (ossia l’azienda che ha chiuso i sorgenti) e nessuna volontà di utilizzare il nome che ovviamente è trademark dell’azienda stessa.
I passi compiuti, in termini di commit, sono quelli che nella sostanza erano stati tolti, in primis il ripristino della management console da cui tutto era partito ed il ripristino della creazione automatica dei container, anch’essi ad un certo punto rimossi da MinIO Inc.
Licenza attribuita a questi sorgenti è la GNU Affero General Public License versione 3 (AGPLv3), progettata per garantire che il software rimanga libero, coprendo specificamente gli scenari in cui il software viene utilizzato via rete (SaaS – Software as a Service).
Quindi di fatto il fork si preserva da subito nei confronti di utilizzi impropri da parte dei grandi provider.
Se e come questo progetto durerà dipende totalmente dalla risposta della community. Certo è un buon punto di partenza considerata la chiusura totale che l’azienda MinIO Inc. aveva mostrato sin dalle prime fasi, in cui era apparso subito chiaro come non ci fosse la minima volontà di garantire continuità per tutti gli utenti non disposti a pagare.
Utenti che oggi, almeno sulla carta, potrebbero tornare ad utilizzare i container e l’interfaccia di un progetto dato per morto. La speranza rimane quella che il fork trovi uno sponsor importante che gli garantisca sopravvivenza.
Chissà che qualcuno al Sovereign Tech Fund tedesco non sia in ascolto!
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.






















Lascia un commento