Continua il successo delle donazioni al progetto KDE, che guadagna un nuovo sponsor: Rocky Linux!

Quando in chiusura del 2024 avevamo raccontato della notifica di richiesta donazioni che il progetto KDE aveva introdotto, dati alla mano, avevamo concluso come non solo questa non avesse fatto arrabbiare gli utenti, ma fosse stata un vero e proprio successo.

La risposta della community si era materializzata in donazioni crescenti, segno che molte volte, nell’open-source ci si fa più problemi a chiedere che a donare.

Come racconta Linuxiac non solo il momento felice per le donazioni di KDE prosegue, ma agli sponsor che vengono definiti Patron si è aggiunta anche la Rocky Enterprise Software Foundation, la foundation della distribuzione clone di Red Hat Enterprise Linux, creato da Brian Clemens, uno dei fondatori del progetto CentOS.

Lo stesso Clemens motiva la scelta con queste parole:

Sustainable Open Source depends on great open-source communities supporting each other. We do our best to support our upstreams, and backing KDE was an easy choice for us given the popularity of the Rocky Linux KDE spin.

L’open source sostenibile dipende da grandi comunità open source che si sostengono a vicenda. Facciamo del nostro meglio per supportare i nostri upstream, e il supporto a KDE è stata una scelta facile per noi data la popolarità del giro di Rocky Linux KDE.

Gli fa eco Aleix Pol, presidente di KDE e.V., l’organizzazione non-profit che si occupa della sostenibilità del progetto KDE:

As a user-first community, KDE creates solutions to address real-world needs. We are excited to welcome Rocky Linux as a KDE Patron and see KDE’s software shine on Rocky Linux, their enterprise-ready operating system.

Come community user-first, KDE crea soluzioni per soddisfare le esigenze del mondo reale. Siamo entusiasti di dare il benvenuto a Rocky Linux come KDE Patron e vedere il software di KDE brillare su Rocky Linux, il loro sistema operativo pronto per l’azienda.

L’interesse di Rocky Linux come Patron è quindi chiaramente duplice: da un lato sicuramente supportare un progetto che da decenni offre un desktop Linux stabile e funzionale, dall’altro garantirsi che una delle proprie spin, ossia una versione del sistema operativo con funzionalità specifiche diverse dallo standard (ad esempio il Desktop Manager), sia basata su un progetto economicamente sano.

Chiudiamo facendo notare come Rocky Linux non sia l’unico Patron di KDE. Se vi state chiedendo chi siano le altre aziende, eccole qui: Blue Systems, Canonical, g10 Code, Google, Kubuntu Focus, Mbition, Slimbook, SUSE, Techpaladin, The Qt Company e TUXEDO Computers.

Quindi no, niente Red Hat. A dimostrazione che non fosse per altro, questo clone di RHEL ha perfettamente ragione di esistere 🙂

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

14 risposte a “Continua il successo delle donazioni al progetto KDE, che guadagna un nuovo sponsor: Rocky Linux!”

  1. Avatar Giovanni Andrea Todini

    Io ho sempre creduto che nella comunità linux a Red Hat sia più o meno perdonato tutto e Canonical presa troppo di mira. Non ne capisco il motivo e sinceramente non lo condivido.

  2. Avatar Raoul Scarazzini

    Beh dai qui non c'è molto da perdonare, alla fine in RHEL o Fedora si usa GNOME, anche se esiste la spin KDE di Fedora, che però essendo a sua volta un progetto community, almeno sulla carta, non è che può donare a KDE…

  3. Avatar Giovanni Andrea Todini

    Io parlo in generale, comunque mi sembra che anche Canonical abbia come DE predefinito Gnome, eppure dona anche a KDE. A me sinceramente non piace molto per es. l'invasività di systemd oppure, dal punto di vista più prettamente etico, come si è comportata Red Hat con centos o la limitazione dell'accesso al codice sorgente. Eppure mi sembra che la community chiuda sempre un occhio (o tutti e due) quando si parla di Red Hat. Ovviamente sempre IMHO.

  4. Avatar Raoul Scarazzini

    Capisco cosa vuoi dire e forse hai anche ragione, ma la verità è che Red Hat, da sempre, all'open source dà più di quello che toglie.
    Il discorso systemd però lascia il tempo che trova, è standard ovunque e dappertutto, anche in Debian, per dire.

  5. Avatar eyenix
    eyenix

    Devo dirlo: BEST DE ❤️ con kwin wayland è una favola sul mio PC

  6. Avatar Black_Codec

    Forse perché ha sviluppatori coinvolti nel 90% dei progetti core in ambito Linux? Cioè letteralmente senza rhel rischieremmo di avere ancora sysv e l'avvio seriale dei servizi…

  7. Avatar Autodelta85
    Autodelta85

    Per capire ciò bisogna fare un passo indietro nel tempo: Canonical é stata sempre osteggiata dai talebani/pasdaran invasati perché ha la grossa colpa di aver provato a portare Linux a tutti, solo che oggi tutti ne parlano ma loro hanno avuto il coraggio di farlo 20 anni fa.

    sono stati pragmatici sin dall' inizio e release dopo release se avevi hardware decentemente nuovo l'unica strada era Ubuntu…..oppure notti e notti insonni con righe di codice.

    ecco da allora Ubuntu era la distrondei n00b, i fighi erano altrove e anche l'aurea di difficoltà di certe Distro creava il mito manteneva lontano milioni di persone da roba da fanatici invasati

    Quindi l'odio per Canonical ha radici storiche profonde.

    Fedora? Usata ai tempi del lancio di KDE4…..una porcheria immane totalmente instabile. Ritentato anni e anni dopo con Fedora 36/37/38…..ennesimo aborto pieno di problemi.

  8. Avatar CyberJabba

    Dopo averlo snobbato per quasi 30 anni e dopo averlo provato a fondo questo Settembre, adesso lo uso almeno 12 ore al giorno e su tutte le mie macchine (sia desktop che portatili). Plasma 6 è stato un bel passo avanti.

  9. Avatar eyenix
    eyenix

    Confermo, non riesco ad usare altro, super completo e performante. Mi piace così tanto che ora sto valutando l'acquisto di un linux phone per provare kde plasma mobile 🙂 ahah

  10. Avatar Giovanni Andrea Todini

    Condivido tutto. Ricordo all'epoca lo scandalo di una distro per tutti e non solo per nerd. Ricordo anche che prima di comprare una stampante dovevo vedere se c'erano i driver o comunque qualcosa che si poteva adattare con qualche modifica, mentre oggi non ho alcun problema. E senza Ubuntu (che io non uso e non ho mai usato se non per curiosità su una partizione da esperimenti) probabilmente ancora staremmo a scriverci i driver a manina. Ps, condivido anche il giudizio su Fedora, mai riuscito a tenerla come mia distro da lavoro.

  11. Avatar cotequinho
    cotequinho

    Plasma è un ottimo DE e lo uso sia sul mio laptop personale sia su quello del lavoro. KDE Connect funziona benissimo su Android (su iOS un po' meno) e mi permette di sincronizzare la clipboard del telefono con quella del computer che sto utilizzando, scambiare file ed eventualmente controllare il PC direttamente dallo smartphone. Ho donato 30€ per la prima volta a KDE la scorsa settimana, mai stato più contento di donare in vita mia.

  12. Avatar cotequinho
    cotequinho

    È anche vero però che Canonical ha raccolto dati dagli utenti Ubuntu per venderli ad Amazon, che insomma, non mi sembra una questione su cui sorvolare se sviluppi una distribuzione di un sistema operativo libera, basata su Linux. È vero quel che dici, io senza Ubuntu non avrei mai iniziato ad utilizzare Linux e sicuramente Canonical ha avuto un ruolo in tutto ciò. Non penso però che Canonical lo abbia fatto per il bene del pianeta, ma, esattamente come per Red Hat, a scopo di lucro. Rimane parte dell'ampio spettro delle distribuzioni e nel bene e nel male ha avuto un ruolo fondamentale nella diffusione di Linux su desktop.

  13. Avatar Autodelta85
    Autodelta85

    L'odio per Ubuntu é partito molti anni prima che Canonical stesse iniziasse pratiche commerciali discutibili.
    Come dicevo nel 2003 il mondo Linux era ancora popolato da "fenomeni" legati ad animali mitologici quali Slackware o Debian con DE acerbi, dove uno non gestiva le dipendenze (grande casino per i neofiti) l'altro si ostinava a non inserire mezza riga di codice non-free rendendo de facto il PC una scatola quasi inutile.
    in quel contesto aver creato un repository "non-free" era visto come lesa maestà, per non parlare poi del tentativo di Ubuntu di spingere verso l'uso di tools grafici anziché la riga di comando anche per operazioni banali da fare via grafica.

    Poi certo ad un certo punto Fedora (pre-IBM ovviamente) ha iniziato a prendere spunto dai punti di forza di Ubuntu, però in effetti Fedora pur essendo "user-oriented" come Ubuntu ha sempre avuto quell'aurea di prima della classe che Ubuntu non aveva.
    Altro problema Fedora aveva dietro di sé la community RHEL a difende e proteggere la piccola creaturina derivata, la community Debian invece al contrario ha sempre massacrato la sua derivata "facile"

  14. Avatar SalvaJu29ro
    SalvaJu29ro

    Con alti e bassi lo uso dal lontano KDE 4.11

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