
Il 23 aprile 2026 Canonical ha annunciato Ubuntu 26.04 LTS, nome in codice “Resolute Raccoon”, undicesimo rilascio LTS (Long Term Support), pubblicando contestualmente un video nel quale la nuova distribuzione viene presentata in tutto il suo splendore:
Il Kernel montato da Resolute Raccoon è il Linux 7.0, che conferma e mantiene la scelta di utilizzare l’ultimo Kernel disponibile adottata nel 2024, e supporta nativamente i nuovi processori Intel Core Ultra Serie 3 (Panther Lake), con ottimizzazioni per la grafica integrata Xe3 e la NPU. Per chi lavora in ambito industriale, c’è un’integrazione che farà felici gli ingegneri di automazione: il modulo IgH EtherCAT Master è stato incluso direttamente nel kernel, portando una precisione a livello di microsecondi per sistemi di motion control e robotica. Sul versante cloud, le immagini già ottimizzate per AWS, Azure, Google Cloud, IBM e Oracle rendono il deploy immediato.
Sul fronte sicurezza, per la prima volta in una LTS, Canonical ha ampliato in modo deciso il numero di componenti di sistema memory-safe. Si parla di nuovi driver e sottosistemi del Kernel riscritti in Rust, ma anche di sostituzioni importanti come sudo-rs e uutils coreutils, che portano implementazioni sicure di comandi fondamentali (ls, cp, mv) implementati inizialmente nella precedente release transitoria 25.10. La crittografia dell’intero disco basata su TPM è stata resa finalmente disponibile nell’installer, legando la decrittazione all’hardware specifico.
Lato sviluppo, Ubuntu 26.04 LTS si pone come piattaforma completa, fornendo OpenJDK 25, .NET 10, Golang 1.26 e Rust 1.93.
Visto che, come sempre, tutti i dettagli sono disponibili nelle note ufficiali, oltre che negli svariati articoli scritti in seguito al rilascio, potrebbe essere interessante prestare attenzione ad un interessante articolo apparso a compendio del rilascio, From Jammy to Resolute: how Ubuntu’s toolchains have evolved, che esplora aspetti relativi all’evoluzione tecnica della struttura di gestione dei tool della distribuzione.
Con Ubuntu 22.04 LTS (Jammy Jellyfish) infatti, Canonical aveva gettato le basi: toolchain linguistiche solide, Rust promosso dal repository universe a main, ma rimaneva compito dello sviluppatore mettere insieme il proprio workflow. Questi infatti doveva installare linguaggi e framework mediante package manager, integrare tutto nell’IDE, e configurare gli strumenti di build.
Una soluzione funzionale, ma poco scalabile.
Con Ubuntu 24.04 LTS e le release intermedie successive, l’approccio è cambiato, arrivando ad un vero punto di svolta introdotto in Ubuntu 25.04: i devpacks.
Questi sono pacchetti snap che aggregano non solo il linguaggio, ma tutti gli strumenti specifici del framework, le configurazioni di default e la logica di packaging. Il primo è stato devpack-for-spring, capace di installare Spring CLI offline, pre-configurare plugin Maven/Gradle per analisi statica e formattazione, e persino generare un nuovo progetto Spring Boot con Java 21 con un singolo comando. Poco dopo è arrivato devpack-for-go, con la stessa filosofia per i gopher.
Per il singolo sviluppatore ed i team, questo significa standardizzare gli ambienti, creare pipeline CI/CD riproducibili e aumentare la velocità di onboarding.
E, a quanto pare, non finisce qui, poiché il team toolchain sta già pensando di applicare la stessa filosofia a C/C++ così come a Python. Si parla quindi di dev stack e immagini di container che includano compilatori, linker, debugger, sanitizer e cross-toolchain in un unico comando.
Insomma, stando alle dichiarazioni, Ubuntu 26.04 LTS è il punto di arrivo di quattro anni di lavoro che vogliono trasformare la distribuzione da “sistema operativo con compilatori” a vera e propria “piattaforma consapevole dei framework“.
Se volete dare un’occhiata e testare con mano Resolute Raccoon il posto è sempre quello: ubuntu.com/download.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.






















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