
Non molti giorni fa, quando abbiamo parlato dell’abbandono di GitHub da parte del progetto Ghostty, qualche lettore nei commenti si era posto una domanda più che legittima: “OK abbandonare GitHub, ma quali alternative realistiche esistono?“.
La questione non è per nulla banale. Volenti o nolenti oggi GitHub è sinonimo di pubblicazione di codice. Quando qualcuno dice di aver pubblicato un progetto, la domanda che si sente fare è certamente: qual è l’indirizzo GitHub?
Eppure non è sempre vero, ed oggi oltre a Ghostty c’è anche il governo olandese a dimostrarlo.
Nella storia raccontata da It’s FOSS il protagonista è il software engineer olandese Jan Vlug il quale, in chiusura di 2025, si era domandato quale fosse la strada corretta da seguire per l’Olanda a proposito della piattaforma Git che dovrebbe ospitare il codice sorgente prodotto dal governo.
I due candidati iniziali, manco a dirlo, sono stati i soliti sospetti: GitHub e GitLab.
La piattaforma proprietà di Microsoft è stata scartata quasi immediatamente per via della sua natura non open-source. Il codice di GitHub infatti, magari qualcuno si stupirà, è closed source. Ironico pensare come venga utilizzato da bacino di memorizzazione per la quasi totalità dei progetti open-source del mondo. Ma questa è un’altra storia.
GitLab dall’altro lato è stato a sua volta valutato e poi scartato, per una ragione simile: sebbene questi possieda una versione Community Edition che è open-source ed installabile in modalità on-premise, il fatto che la Enterprise Edition sia chiusa ne ha decretato la bocciatura.
Il principio guida nella scelta della soluzione da parte del governo olandese infatti è stata proprio la natura open-source che doveva avere la soluzione, ed il motivo di queste imposizioni è racchiuso in un concetto di cui stiamo parlando ormai da mesi: Digital Sovereignty, Sovranità Digitale. La necessità per i governi e gli stati di avere il controllo su cosa gira all’interno dei propri sistemi informatici e la garanzia di poter continuare ad utilizzare questi strumenti indipendentemente dalle scelte degli stati in cui vengono prodotti.
Cosa scegliere quindi?
A vincere la selezione è stato Forgejo, un progetto distribuito con licenza GPLv3 che consente di erogare una piattaforma on-premise sviluppato da Codeberg e.V., un’organizzazione no-profit democratica, senza versioni Enterprise, di upsell proprietari o vendor lock-in.
Lo scorso 24 aprile c’è stato un “soft launch” della piattaforma code.overheid.nl ed il numero di progetti che risultano già attivi e gestiti da questa piattaforma è già cresciuto enormemente, con diverse entità statali olandesi che hanno pubblicato i codici sorgenti relativi ai progetti sviluppati per il governo.
Cosa portiamo a casa da questa ennesima storia di Sovranità Digitale? Due consapevolezze: la prima è che si può fare. C’è vita oltre GitHub o GitLab e nella maggioranza dei casi è più una questione di pigrizia piuttosto che di disponibilità di alternative.
La seconda consapevolezza, che è più una speranza, è che il governo italiano prenda esempio da queste azioni, poiché come ripetiamo da sempre il codice sviluppato per i contribuenti dovrebbe essere pubblico.
In altre parole: Public Money? Public Code!
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.





















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