Cloud privato OpenStack o cloud pubblico Amazon AWS? Ecco tre motivi (e mezzo) per scegliere il primo!

Abbiamo scovato un articolo interessante apparso l’ottobre scorso su forbes.com dal titolo 3 Reasons Why An OpenStack Private Cloud May Cost You Less Than Amazon Web Services (AWS), ossia tre ragioni per cui scegliendo il cloud privato (quindi gestito privatamente mediante i propri server) a dispetto del cloud pubblico (tipicamente comprando i servizi AWS di Amazon) si risparmia di più.

L’articolo in questione, pur avendo ormai più di quattro mesi, è certamente attualissimo e suggerisce alcune riflessioni. La domanda principe per i manager IT infatti, a fronte dell’esigenza di erogare i propri servizi in modalità cloud, è sostanzialmente una: cloud pubblico o cloud privato?

I requisiti da cui partire per giudicare una o l’altra soluzione sono gli stessi: semplicità, flessibilità e velocità.

Quindi a detta dell’autore dell’articolo quali sono queste tre ragioni per cui il cloud privato sarebbe meglio? Eccole:

  1. Modelli di costo: ossia il prezzario dei servizi di tutti i grossi vendor (Amazon in testa, poi Google ed infine Microsoft, per citare i tre più importanti). In base alle esigenze ed agli ambienti i costi cambiano, e non è difficile pensare come la soglia di breakeven (ossia di pareggio tra costo/beneficio) si assottigli sempre più nel momento in cui si hanno ambienti ad alta banda/carico, fino ad invertirsi: i costi diventano maggiori dei benefici.
  2. Felssibilità: scegliere una piattaforma pubblica comporta il così detto “vendor lock in” ossia l’essere legati in termini di tecnologie, approccio ed in generale filosofia al fornitore. Questo lucchetto crea problemi nel momento in cui si volessero utilizzare tecnologie miste (cloud privati e pubblici) o banalmente si volesse cambiare fornitore. Tali problemi si traducono subito in costi aggiuntivi.
  3. Cloud privati sul modello as-a-service: ossia creare il proprio cloud privato con OpenStack sulla base dell’approccio pubblico. Le soluzioni disponibili sul mercato oggi infatti (Rackspace, Mirantis, Red Hat, etc.) consentono di mantenere localmente lo stesso approccio enterprise che si trova nelle soluzioni pubbliche che  supportano OpenStack. Diminuendo i costi di migrazione, parziale o totale.

A garanzia di questi tre punti ci sono le grandi corporation che hanno già preso questa strada, per citarne solo alcune:  Cisco Systems, Dell EMC, Hewlett Packard Enterprise, IBM, Intel e Lenovo.

In chiusura aggiungiamo un ulteriore (mezzo) punto da tenere presente, che è racchiuso proprio nel termine privato, le regole le detta il proprietario, pertanto se l’ambiente è mio, le regole le detto io.

D’altra parte il cloud altro non è che il computer di qualcun altro, giusto?

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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