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Monaco e LiMux: ancora non è detta l'ultima parola

Poco tempo fa anticipavamo una decisione del consiglio cittadino di Monaco, ovvero abbandonare Linux (e la distribuzione sviluppata apposta LiMux) per tornare a Windows, mettendo fine ad un percorso lungo 13 anni ricco di successi. La mozione presentata pianifica una unificazione delle piattaforme, (ri)portandole tutte in Windows, entro il 2020; la decisione (politica) sembra basata più sulle simpatie dell'attuale sindaco (e della relativa maggioranza) che su questioni tecniche; una prova di questo si troverebbe nella relazione commissionata apposta ad Accenture, che trova nell'organizzazione del lavoro e non negli strumenti i problemi maggiori.

In scia a quella notizia, alcune organizzazioni che operano nel mondo opensource e dai nomi ben conosciuti come The Document Foundation, KDE, Open Source Business Alliance (OSBA) e Free Software Foundation Europe (FSFE), hanno messo in atto una serie di azioni di sensibilizzazione ed informazione dirette ai membri del consiglio stesso, chiedendo ai singoli cittadini di effettuare lo stesso. La risposta è stata enorme, tanto da dare abbastanza forza alle opposizioni per modificare quella decisione del consiglio con l'inclusione di poche - decisive - righe (che riportiamo in inglese, come da ricostruzione di FSFE):

The strategy must be clear on which applications on LiMux-Basis will no longer be needed. The city council is to be informed on the extent that this requires write-offs of prior investments. Furthermore, a rough budget to illustrate the costs associated with the unification is to be presented. The city council will then make a final decision.

La strategia deve essere chiara su quali applicazioni basate su LiMux non saranno più necessarie. Il consiglio cittadino sarà informato sulle voci [di bilancio] che richiedono lo stralcio degli investimenti previsti. Inoltre, sarà presentato un budget di massima che illustri i costi associati all'unificazione. Il consiglio cittadino prenderà allora la sua decisione finale.

Queste righe non solo rimandano la decisione finale, ma riportano sul piano tecnico una scelta tecnica; inoltre, si chiede di motivare puntualmente la scelta, invece di considerare solamente il sistema operativo. E, ciliegina sulla torta, si chiede di valutare i costi, che sono stati il primo (ma non unico) vantaggio della realizzazione del progetto.

Fanno eco a queste dichiarazioni le parole di Karl-Heinz Schneider (capo dell'azienda comunale IT@M che si occupa direttamente della faccenda):

No compelling technical reason to return to Windows

Non esiste una ragione tecnica convincente per tornare a Windows

È chiaro che parteggiamo per il mantenimento del sistema libero, che non leghi una amministrazione pubblica ad un particolare sistema privato, e la cui esperienza possa migliorare le applicazioni usate. Ma forse siamo troppo di parte per giudicare obbiettivamente.
Voi che ne pensate?