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Mozilla a Thunderbird: ok, puoi restare, ma... parla piano, per favore!

Circa un anno fa Mozilla Corporation, ossia l'azienda che sta dietro, tra gli altri, ai software Firefox e Thunderbird, ha incominciato ad interrogarsi sul futuro del famoso software di posta.

Non è mai stato un mistero come la collocazione dello stesso sia da sempre ambigua. Il cappello sotto il quale opera è certamente quello di Mozilla, ma il numero di aggiornamenti e l'impegno preposto dall'azienda nei confronti di questo software non è mai stato minimamente paragonabile a quello del socio Firefox.

I motivi sono molteplici: poco appeal, volontà di concentrarsi unicamente sul prodotto browser e così via. La novità è che pare Mozilla abbia sancito una svolta al futuro del progetto.

In questo annuncio dal blog di Thunderbird viene così recitato:

The Mozilla Foundation has agreed to serve as the legal and fiscal home for the Thunderbird project, but Thunderbird will migrate off Mozilla Corporation infrastructure, separating the operational aspects of the project.

Quindi in sostanza, i fondi rimarranno sempre quelli di Mozilla, ma le infrastrutture e gli aspetti operativi relativi al progetto dovranno essere gestiti in autonomia dal progetto Thunderbird.

In altre parole: ti lascio, ma rimaniamo amici. In altre parole ancora più brutte: chiedo il divorzio, ma ti pago gli alimenti.

Scenari futuri per questo software? Molteplici, di diverso stampo.

Best case: Thunderbird potrebbe finalmente raggiungere un grado di indipendenza notevole e dei tempi di sviluppo più brevi nel futuro prossimo.

Worst case: Thunderbird morirà.

Difficile si verifichi il secondo caso, la base di 25 milioni di utenti è certamente ampia, ma nella vita non si sa mai. Anche perché Thunderbird non ha mai fatto il tanto sperato salto di qualità ed ora che il beneficio (per quanto molto relativo) di stare sotto il cappello Mozilla verrà a mancare, nessuno scenario è impensabile.

Insomma, caro Thunderbird, sorprendici! La vita va avanti anche dopo che si è stati lasciati...

  • golden

    A me tutto sommato sembra solo una cosa positiva (o comunque non-negativa): una volta browser e client email erano concepiti come una cosa unica o comunque strettamente legata. È un peccato che Mozilla non possa impegnarsi a pieno in Thunderbird, ma capisco che il progetto che richiede più impegno in termini di sviluppo sia Firefox, mentre Thunerbird ha bisogno (secondo me) più che altro di essere stabile e mantenuto, ma non di grandi innovazioni. Obiettivi diversi e necessità diverse. Mantenere un legame (anche a livello di condivisione di codice o di decisioni di sviluppo) con Firefox può essere più un problema che un vantaggio.

    Probabilmente oggi avrebbe più senso che Thunderbird si integrasse in una suite office libera come LibreOffice: chissà se la The Document Foundation ci sta pensando...

  • Raoul Scarazzini

    Sì, il tuo ragionamento è sicuramente sensato, ma tutta la questione personalmente la giudico più negativa. Tra le righe, leggo che sì, il cappello rimarrà sempre quello, ma d'ora in poi Thunderbird dovrà preoccuparsi in autonomia di recuperare sviluppatori e infrastrutture. Staremo a vedere se ne ha le forze o meno.
    E' vero come scrivi che un software di posta ha meno esigenze evolutive rispetto a un browser, ma Thunderbird ad oggi ha delle lacune enormi da colmare, su tutte l'integrazione del calendario con Google Calendar e le performance in generale che sono molto scadenti. Quindi per come la vedo io Thunderbird ha bisogno di gente competente che sistemi aspetti critici molto velocemente, se vuole rimanere un prodotto competitivo (ergo -> produrre introiti e sopravvivere). Inoltre gode di un vantaggio enorme: non ha praticamente concorrenti, almeno su Linux, pertanto il futuro potrebbe davvero essere roseo, ma è tutto da dimostrare...

  • golden

    Comunque TDF a quanto pare ci sta pensando già da un po' 🙂

    https://wiki.documentfoundation.org/Ideas_for_the_integration_of_Thunderbird_with_LibreOffice

    Come te, penso sia molto difficile assistere al secondo caso. Alle bruttissime, avremo qualche fork che continuerà il progetto.