Linux: il 2018 in commit

Come è logico supporre, il kernel Linux è uno di quei progetti open source in cui si registrano più commit. La continua evoluzione del sistema, l’alto numero di persone che ci lavorano e forse anche qualche particolare bug che ha richiesto parecchio lavoro hanno fatto sì che anche quest’anno il numero di modifiche sia impressionante.

Il sito Phoronix ha predisposto una pagina di statistiche del repository GitHub torvalds/linux riportando nel dettaglio diverse informazioni sull’andamento generale del progetto nato dalle mani di Torvalds (interessante pensare al fatto che lo stesso GitHub esiste grazie ad un’altro progetto di Torvalds, ovvero il sistema di versioning git).

Iniziamo con il dire che il numero di commit è impressionante: 74.974 commit eseguiti nel 2018 e, calcolando l’aggiunta di 3.385.121 e la rimozione di 2.512.040 righe, stabilisce 873.081 righe di codice in più rispetto all’anno precedente. Numeri più bassi rispetto al 2017, che contava più di 80.000 commit ed un netto di circa 2.600.000 righe di codice aggiuntive, ma sicuramente impressionanti.

Seppur, come facilmente immaginabile, l’autore con più commit (2167 per l’esattezza) nell’anno è lo stesso Torvalds, un dato molto interessante è quello fornito dai “Commits by Domain”, che stila una classifica dei domini di provenienza dei commit, estrapolandoli dalla mail di chi lo ha eseguito.

Certo, alcuni di questi sono domini pubblici, ma l’idea è che questo dato possa dare una qualche proiezione di quali sono le aziende che assumono più persone con lo scopo di lavorare sul kernel, magari per migliorarne il funzionamento a seconda dei loro utilizzi: il primo posto infatti è per gmail.com (che comunque immaginiamo possa essere utilizzato anche da molti sviluppatori indipendenti). Quello che stupisce è sicuramente il secondo posto di intel.com (con il 5,6% dei commit annuali) seguito da redhat.com (con il 5.3%), domini non pubblici, che dimostrano quanto Intel (qualcuno ha detto Spectre/Meltdown?) e Red Hat investano particolarmente nel kernel Linux.

Dare un’occhiata alle statistiche raccolte da Phoronix fa capire che, nonostante tutte le discussioni sul codice di condotta e su chi vedeva nell’allontanamento di Linus un potenziale impatto sulla qualità, l’enorme macchina del Kernel Linux continua a crescere grazie a tanto, tanto lavoro sotto il cofano da parte dei circa 4200 sviluppatori attivi.

Non male per un progetto open-source, vero?

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