ZFS on Linux migliora ed Ubuntu aiuta

I lavori per integrare ZFS sul pinguino stanno procedendo, per quanto non proprio spediti: era il 2014 che veniva presentato come pronto per la produzione; solo nel 2016 è stato reso disponibile in Debian un modulo kernel (non senza perplessità per le licenze coinvolte).
Finora, stabilità e funzionalità mancanti ne hanno pregiudicato un uso diffuso, sebbene le aspettative non si siano mai smorzate.

L’ultima release candidate della prossima versione, la 0.8.0-RC4, mostra delle novità molto interessanti, tanto da poter rappresentare un momento di svolta. Ecco un breve elenco:

  • criptazione nativa
  • rimozione di dispositivi (finora si potevano solo aggiungere al pool)
  • scrub e resilvering sequenziale (per operazioni di manutenzione più rapide)
  • gestione delle quote
  • operazioni di I/O dirette (Direct I/O)
  • pyzfs compatibile con python3 (interfaccia di gestione)
  • Supporto del TRIM (fondamentale per le performance degli SSD)
  • compatibilità con Linux 5.0

L’elenco è ben corposo, e sicuramente allarga il bacino di potenziali utilizzatori. Utenti di Ubuntu compresi.

Già, perché la casa di Canonical da tempo cerca di rendere ZFS una scelta disponibile fin dall’installazione del SO. E questa settimana ci sono importanti novità anche qui, in vista di Ubuntu 19.10, che comprendono:

  • supporto iniziale di GRUB a ZFS (snapshot comprese, per veloci rollback)
  • creazione iniziale immagini initramfs
  • installazione di ZFS al fianco di ext4
  • creazione pacchetto zsys-install per semplificare l’installazione

La strada sembra ben imboccata, e (finalmente) le aspettative sembrano trovare conferme.
Magari non sarà l’anno del desktop linux, ma potrebbe esserlo per ZoL (ZFS on Linux): chi non vede l’ora di usarlo in produzione?

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