Amazon ascolta i programmatori OpenSource frustrati? A quanto pare, sì!

Richard H. Boyd, di mestiere programmatore di software open-source, è salito recentemente agli onori della cronaca per via di questo Tweet:

La questione è molto semplice: la qualità della documentazione dei servizi AWS è molto scadente. Sembra che Amazon (che fa ampio uso di software open-source all’interno dei servizi che offre) dica ai programmatori: se fa così schifo, sistematevela voi. Solo che, beffa nella beffa, le richieste di integrazione alla documentazione (le citate “PR”) hanno bisogno di essere approvate da Amazon stessa che, per usare un eufemismo, non è esattamente solerte…

Insomma, un’espressione di opinioni diretta, che ha raccolto diversi pareri favorevoli da parte di tanti altri programmatori che si sono trovati nella stessa situazione dell’autore.

L’eco dei commenti s’è fatto talmente ampio che Amazon, nella persona di Jeff Barr, è scesa direttamente in campo:

E, sì, a quanto pare ha sbloccato la cosa.

Lo stesso Boyd si dice, ai microfoni di businessinsider.com, soddisfatto per il risultato, pur mantenendo un certo scetticismo.

Sì perché alla luce della risposta di Amazon, rimane più di un dubbio:

“we’re working on many others. We definitely don’t expect our customers to write the docs, but we value, prioritize, and pay attention to their feedback.”

“Stiamo lavorando su molti altri PR. Non ci aspettiamo certamente che siano i nostri clienti a scrivere la documentazione, ma teniamo in grande considerazione e priorità il loro feedback.”

Quindi nella sostanza: le documentazione è lacunosa, i clienti che vogliono sistemarla non vengono considerati a meno di tempeste mediatiche, ma non c’è da preoccuparsi, possiamo dormire sonni tranquilli: Amazon sa quando valgono i propri clienti.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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