Tutti i dubbi di LibreOffice su Euro-Office: non usare lo standard ODF aiuta Microsoft ed il lock-in

È ormai da qualche tempo che stiamo parlando di Euro-Office, il fork del progetto ONLYOFFICE che si pone l’ambizioso obiettivo di voler fornire una suite per l’ufficio online open-source che garantisca la sovranità digitale (europea) a tutti i suoi utenti.

La genesi del progetto è stata molto discussa sin dal principio, vedi la diatriba con ONLYOFFICE (da cui questo è stato forkato) che accusava Euro-Office di violare la licenza AGPL su cui il codice è basato. Oggi, sebbene Euro-Office è già stato incluso nell’ultima release di NextCloud come caposaldo della suite Nextcloud Hub 26 Spring, ci sono ancora da dirimere alcune questioni a proposito della filosofia del progetto, specialmente secondo The Document Foundation, la community che da sempre si occupa dello sviluppo di LibreOffice.

In una lettera aperta, pubblicata nel blog post “An open letter to office suite users, just before the Euro-Office announcement“, Italo Vignoli, LibreOffice Marketing & PR, spiega quali sono le perplessità della fondazione, partendo dall’assunto che Euro-Office fa in ogni annuncio proclamandosi “la prima suite office open-source in Europa“: in realtà, essendo OpenOffice.org nato nel 2001 e LibreOffice nel 2010, le cose stanno in maniera diversa, come mostra lo schema riportato nell’articolo:

Tolti però i dettagli di attribuzione temporale ed i claim commerciali, che contano il giusto, al centro delle critiche a proposito di come Euro-Office si pone verso gli utenti c’è il formato dei file, fulcro della Digital Sovereignty sbandierata ormai praticamente ovunque (e noi di MMUL non siamo assolutamente da meno).

L’annuncio dello standard ISO/IEC ODF, ricorda il post, è stato fatto nel lontano 2006 e l’intento di questo formato era proprio quello di garantire la sovranità digitale sui propri dati, grazie alla natura pubblica e open-source degli stessi.

E qui arrivano i problemi, poiché la scelta di Euro-Office per il formato di default dei propri file verte su OOXML che, per quanti non lo sapessero, è il formato proprietario di Microsoft Office:

Euro-Office defaults to the fully proprietary OOXML document format, developed and controlled solely by Microsoft. This makes it a de facto ally of Microsoft in its content lock-in strategy, with control remaining firmly in Redmond and far from Europe.

Euro-Office usa come predefinito il formato di documenti OOXML che è completamente proprietario, sviluppato e controllato esclusivamente da Microsoft. Ciò lo rende di fatto un alleato di Microsoft nella sua strategia di lock-in dei contenuti, con il controllo saldamente nelle mani di Redmond e ben lontano dall’Europa.

Pertanto, secondo The Document Foundation, identificare la suite Euro-Office come portatrice della Digital Sovereignty europea non solo è scorretto, ma anche fuorviante, poiché l’utilizzo default del formato Microsoft rende la piattaforma un alleato della filosofia commerciale della casa di Redmond.

Indipendentemente dai punti di vista personali, c’è una questione oggettiva in tutta questa vicenda: è (o dovrebbe essere) imprescindibile utilizzare un formato aperto per possedere realmente i propri dati, ed il formato ODF è stato pensato esattamente con quello scopo, proprio in Europa, vederlo adottato di default in una soluzione che porta il nostro continente nel nome sarebbe doveroso, ed in questo senso speriamo che qualcuno ascolti la voce di chi quel formato lo ha creato e promosso negli ultimi vent’anni.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

7 risposte a “Tutti i dubbi di LibreOffice su Euro-Office: non usare lo standard ODF aiuta Microsoft ed il lock-in”

  1. Avatar Giovanni Andrea Todini

    Sinceramente, e spero di sbagliare, tutta la vicenda Euroffice mi sembra una operazione di marketing che cerca di sfruttare il momento. Alla fine, se ho ben capito, parliamo di un rebranding di onlyoffice e come onlyoffice utilizza il formato di microsoft. Scelta che può rivelarsi commercialmente vincente e che è certamente legittima, però non diamogli colorazioni ideali e politiche che allo stato non mi sembrano presenti. Ovviamente IMHO.

  2. Avatar Divago
    Divago

    Italo Vignoli dovrebbe fare una cosa sola: far migliorare LibreOffice e far fare finalmente un software che sia alla prova dei fatti migliore di chi critica invece di continuare a lagnarsi sempre ogni giorno contro chiunque gli giri in quel momento continuando ad avere allo stesso tempo una suite che diventa sempre di più una merda, che tante persone chiedono da anni che sia migliorata e che invece continua a fare il sordo da entrambe le orecchie. Se il mondo usa MS OFFICE con i suoi formati oltretutto aperti, o comunque molto meglio dei precedenti formati che erano binari (questi sono degli xml zippati e rinominati), invece di ODF, migliora PRIMA il supporto ai formati di MS OFFICE come fa ONLYOFFICE e DOPO spingi ODF e LibreOffice, invece di fare il Don Chisciotte talebano di turno che non ottiene nulla se non spernacchiamenti ovunque.

  3. Avatar Marco Bonfiglio
    Marco Bonfiglio

    Credo che il punto sia proprio questo: ipotizzando che sia stato scelto ONLYOFFICE come base proprio perché maggiormente apprezzato dagli utenti, e con maggior compatibilità dei file MS OFFICE, usare come default il formato aperto ODF invece di OOXML è in contraddizione con lo spirito di sovranità digitale con cui Euro-Office dovrebbe essere nato.
    Dicendolo in altro modo: la scelta di ONLYOFFICE come base è il "PRIMA il supporto ai formati di MS OFFICE", mentre il rilascio di Euro-Office è l'occasione del "DOPO spingi ODF" – che tu stesso identifichi come strategia valida.

  4. Avatar Divago
    Divago

    Giusto, è una contraddizione sì, ma che piaccia o no, il formato OOXML è necessario perché è il più usato. Essendo Euro-Office nient'altro che ONLYOFFICE un po' rimaneggiato, basta niente a modificare il formato predefinito rendendo ODF quello principale, magari mettendoci anche una opzione apposita nelle impostazioni o una scelta al primo avvio come fa Office, e non è detto che non accada prima o poi.

    Oltretutto nasce anche una riflessione spontanea: perché i creatori di Euro-Office hanno usato ONLYOFFICE come base e non LibreOffice? Fossi in Vignoli due domande me le farei… E poi diciamocelo chiaramente senza giri di parole: se LibreOffice non fosse preinstallato di default in quasi tutte le distro Linux, in quanti lo userebbero veramente insieme al suo formato? Ben venga che ci sia tutto questo, ovviamente, la concorrenza ci vuole, ma è la strategia ad essere sbagliata.

    Migliora LibreOffice, rendilo veramente come lo vogliono le persone sia in termini di compatibilità dei formati che di UI/UX, fanne pure la versione Web come fanno i concorrenti e dopo bussa alle aziende partner facendo vedere concretamente che il tuo prodotto è più valido e rispettoso della sovranità digitale di Euro-Office.

  5. Avatar Autodelta85
    Autodelta85

    La diatriba mi ricorda la polemica dei pacchetti "non-free" 20 anni fa con Debian e altri talebani che si ostinavano ad avere PC monchi senza il supporto hw e Ubuntu che si turava il naso ma almeno ti faceva funzionare il WiFi nativamente senza impazzire.
    Purtroppo le persone dietro a LibreOffice dimostrano di essere dei Pasdaran malati che sbattono la testa contro il muro da 15 anni urlando alla luna ma non volendo capire che il mondo non gira attorno a loro ma sono loro che dovrebbero capire come gira il mondo e magari provare ad avere qualche nuova idea.

    Il formato OOXML è ahimè un male necessario perchè è l'unico che bene o male garantisce un minimo di iteroperabilità tra le varie suite.
    Frignare non serve, Office è realtà da decenni, le suite open source hanno sprecato anni a litigare tra di loro per avere un nulla in mano.

    OnlyOffice sappiamo essere software dall'origine "opaca" ma fa quello che promette.
    Poi però attenzione non dimetichiamoci che anni fa la Russia aveva detto chiaramente a MS: o mi rilasci i sorgenti dei tuoi software o facciamo da soli, non mi stupirei se sotto sotto OnlyOffice fosse poco più che un fork di qualche versione di Office vecchia con codice fornito da MS dietro ad accordi segreti oppure semplicemente retro-engineer/furto di dati.

  6. Avatar xte
    xte

    Ho un'opinione leggermente diversa: EuroOffice, a prescindere dal formato scelto, è l'ennesimo esempio di stupidità di una classe cleptocratica decotta, che non vuole il FLOSS, vuole ricopiare i GAFAM in UE, come modello di business, di spionaggio, di pastura delle plebi ecc.

    Per questo l'UE non punta al desktop FLOSS interconnesso, al self-hosting ma "al cloud UE", in mano a privati ovviamente, che copi ciò che fanno in USA usando il FLOSS come base semplicemente perché è impossibile tecnicamente far altro, ma rendendolo irrilevante, rendendo tutto servizio del padrone.

    Poi sul fatto che sia una suite da ufficio… Queste sono crapware, tutte, nato per far usare un computer a personale di segretariato senza formazione né minima cultura IT, in altra era, vendendo questo come "concentra in una sola macchina, la macchina da scrivere, la calcolatrice, l'agenda, l'archivio a cartelle sospese ecc". Si sono diffuse perché il livello di ignoranza crassa medio dei più è analogo a quello del personale di segretariato di allora, ma non han alcun senso né sostenibilità nel presente.

    Oggi abbiamo da scrivere TESTO, con dati e codice misti, renderizzato live in-place, eseguendo il codice alla bisogna. Ovvero abbiamo bisogno di Emacs/org-mode, modello https://youtu.be/u44X_th6_oY di R o Python con Quarto in Positron/R Studio ecc. Non di files come fogli di carta e directories come cartelle sospese nel "filing cabinet" storico. Se si pensa davvero di digitalizzare così preparatevi al disastro, perché è replicare la carta con altri mezzi e non può funzionare come non lo sta facendo tutt'ora.

    Le aziende han bisogno come i singoli di un ERP a base testuale, in cui scrivere, cercare (search&narrow) e automatizzare (programmazione utente) i loro affari. Han bisogno di una UI task-manager dove possano scrivere una procedura da applicare ai task, avere mail che ricevute lanciano una procedura (es. archiviare automaticamente una nuova fattura appena ricevuta dallo SDI, disporre il pagamento/controllare l'incasso via OpenBank e via dicendo) automatizzando così il lavoro e mostrando come cruscotto il suo andamento. Questo è INCOMPATIBILE col modello Office, poco importa di quale suite. Agli uffici serve un task manager, una rubrica, un'agenda, una wiki, un'automazione di processo su questi tutti integrati. Serve che le banche aprano OpenBank anche ai retailers non solo agli istituzionali, che i supermercati offrano export/feed *sv/xml degli acquisti, come lo faccia il retail online, i commenti sui social siano analoghi e via discorrendo. Di questo abbiamo bisogno per digitalizzare, non di UI degli anni '90 fatte per negare l'informatizzazione del tempo del PARC per il business di 4 gatti.

  7. Avatar Roberto Rossi
    Roberto Rossi

    Caro Raul… LibreOffice è un progetto morto, o meglio è un progetto ucciso da chi lo sviluppa. Euro-Office è solo la brutta copia di un progetto che, invece, può avere un futuro importante, OnlyOffice.
    In entrambe i progetti gli sviluppatori ignorano completamente ciò che gli utenti vogliono, ciò che agli utenti serve, ignorano quale sia la strada più produttiva per arrivare alle persone, le persone che oggi usano MS Office.
    LibreOffice poteva essere un reale concorrente di MS Office ma, per come viene sviluppato, non lo sarà mai.
    Euro-Office è solo uno spreco di risorse, economiche e umane.

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