
Se siete tra quanti seguono sempre con attenzione le notizie inerenti all’evoluzione delle soluzioni office open-source avrete notato come, nelle ultime settimane, si sia abbattuto un vero e proprio terremoto che ha coinvolto tutti gli attori protagonisti.
Partiamo dalla The Document Foundation, la quale mediante una recente serie di commit ha escluso alcuni dei contributori storici dalla Membership Committee, ossia l’organo che gestisce l’ingresso e le tutele dei membri della fondazione. Il motivo di questa rimozione di massa risiede nel fatto che tutte le persone coinvolte sono dipendenti della società Collabora.
Collabora, per quanti non lo sapessero, è da anni il maggiore contributore privato a LibreOffice. Molti dei programmatori principali (i “core developer“) che scrivono il codice del software sono dipendenti di Collabora ed il motivo per cui questi sono stati esclusi è che la normativa tedesca (dove ha sede la The Document Foundation) impone di evitare conflitti di interesse.
Più nel dettaglio, avere nel proprio consiglio persone legate a un’azienda che è anche fornitrice (Collabora) creava rischi legali per la perdita dello status di non profit, e quindi The Document Foundation ha rimosso dai propri ranghi tutti i dipendenti di Collabora, inclusi 7 dei top 10 contributor storici del progetto.
Ma perché questa decisione è stata presa proprio ora, quando Collabora sviluppa LibreOffice sin da quando è stato fondato?
Questa è la fondamentale domanda a cui probabilmente non si potrà dare risposta fintanto che non emergeranno nuovi dettagli. Potrebbe esserci alla base la causa legale in corso tra Collabora e la The Document Foundation, che a quanto pare è arrivata per dirimere questioni che risalgono alla creazione di LibreOffice, ci potrebbero essere delle azioni compiute da Collabora che non sono piaciute alla Foundation, ci potrebbero essere in ballo soldi o finanziamenti europei, così come magari ci sono molto più banali litigi personali.
Difficile stabilirlo, anche perché da parte della The Document Foundation c’è una narrazione in totale contrasto con quella fornita da Collabora e nonostante i tentativi di spiegare cosa stia succedendo, vedi il blog post “Let’s put an end to the speculation“, in realtà le speculazioni non sono per nulla finite.
Il punto è che fino ad oggi, almeno sulla carta, Collabora è stata un’azienda fondamentale per l’esistenza stessa di LibreOffice, ma questo conflitto aperto con la fondazione che gestisce il progetto ha portato alla creazione di una sua versione alternativa del software, che ovviamente aumenterà ancor di più la frammentazione di questo genere di soluzioni il cui scopo dovrebbe invece essere quello di far fronte comune per garantire l’accesso europeo alla Sovranità Digitale, sponda prodotti Office.
E proprio a proposito di Sovranità Digitale non va meglio altrove, vedi la storia raccontata da Linuxiac a proposito di ONLYOFFICE, la suite da ufficio open source (principalmente online/collaborativa) famosa per l’altissima compatibilità con i file di Microsoft Office (DOCX, XLSX, PPTX) e per il fatto di esser stata già al centro di diverse dispute, raccontate anche qui sul portale, per via della sua origine principalmente russa (anche se la sede legale è oggi in Lettonia, e l’azienda ha uffici in tutto il mondo).
In questo caso sono le regole della licenza AGPL a determinare il campo di battaglia, vista l’iniziativa europea guidata da NextCloud e IONOS che ha deciso di provare a rendere “Made in Europe” ONLYOFFICE, creando un fork chiamato Euro-Office.
Il motivo del fork è esplicitato a chiare lettere sulla pagina GitHub, alla voce “Euro-Office liberates the ONLYOFFICE code base”:
ONLYOFFICE is a Russian company (despite many attempts to hide this), and nearly all developers reside in Russia. Open Source is a global effort, but current political situation makes collaboration hard and trust difficult to earn. Especially when development is not transparent and open. A lot of users and customers require software that is not potentially influenced or controlled by the Russian government.
ONLYOFFICE è un’azienda russa (nonostante molti tentativi di nasconderlo), e quasi tutti gli sviluppatori risiedono in Russia. L’Open Source è uno sforzo globale, ma l’attuale situazione politica rende difficile la collaborazione e difficile guadagnarsi la fiducia. Soprattutto quando lo sviluppo non è trasparente e aperto. Molti utenti e clienti richiedono software che non sia potenzialmente influenzato o controllato dal governo russo.
Questa voce, aggiunta all’interno del fork, secondo gli sviluppatori di ONLYOFFICE viola la licenza AGPL, poiché modifica i termini di licenza originali aggiungendo queste motivazioni geopolitiche.
Anche in questo caso all’orizzonte si prevedono cause legali, dispute morali e, più di tutto, ancor più frammentazione.
Le difficoltà del percorso per la Sovranità Digitale, in particolare contestualizzata nell’ambito open-source, sono tutte racchiuse in queste righe, e chi si immaginava soluzioni semplici a problemi così complessi era e rimane un illuso.
UPDATE 10/04/2026 – Riceviamo e pubblichiamo la precisazione che ci è arrivata da Italo Vignoli, LibreOffice Marketing & PR, a proposito di alcuni aspetti della vicenda:
In realtà il problema è completamente diverso: la regola è stata introdotta in seguito alle situazioni create dal comportamenti dei dipendenti Collabora presenti nel Board of Directors della fondazione, che hanno trasformato due decisioni sbagliate (l’uso gratuito del logo LibreOffice negli store online, e il processo di procurement dove gli esponenti delle aziende erano allo stesso tempo chi acquistava e chi vendeva servizi) in un problema legale per la fondazione cercando di mantenere in vita i due errori e impedire una soluzione che all’epoca sarebbe stata abbastanza semplice, fino al punto in cui le autorità tedesche hanno sollecitato un audit che ha portato alla luce i due errori e rilevato le azioni illegali dei dipendenti Collabora eletti nel BoD di The Document Foundation.
Sulla base dei risultati dell’audit, le autorità hanno richiesto l’introduzione di misure atte ad impedire il ripetersi della situazione, che non poteva che essere la perdita dello status di membro della fondazione da parte dei dipendenti Collabora, in modo tale che essi non potessero più eleggere i propri manager, e questi compiere di nuovo le azioni illecite. La perdita dello status di membro è temporanea fino alla soluzione delle controversie legali, al termine delle quali le singole situazioni verranno riesaminate, e una parte dei dipendenti Collabora potrà tornare a essere TDF Member.
Noi di MMUL rimaniamo a disposizione per raccogliere altri contribuiti ufficiali sulla vicenda.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.






















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