Pensavate che la saga SCO vs IBM/Red Hat fosse finita? Manca ancora un ultimo capitolo, grazie a Xinuos

Vi ricordate di SCO? Se frequentate il blog da abbastanza tempo, probabilmente sì. E se non ve la ricordate, possiamo riassumere la vicenda con una frase che oggi suona quasi surreale: per anni una società che vendeva UNIX ha sostenuto che Linux fosse in qualche modo costruito utilizzando codice UNIX che non avrebbe dovuto esserci.

Una storia talmente lunga e intricata da aver attraversato praticamente tutta la storia moderna di Linux.

Nel novembre del 2024 avevamo raccontato anche la morte di Darl McBride, l’ex CEO di SCO che era diventato uno dei volti più riconoscibili di quella battaglia legale. McBride se ne era andato da tempo dal palcoscenico, SCO era ormai storia e la grande guerra contro Linux sembrava definitivamente archiviata.

Sembrava.

Perché a quanto pare mancava ancora un ultimo capitolo, ma per capire la notizia di oggi bisogna tornare indietro… al 1998!

IBM e Santa Cruz Operation, insieme ad altri partner fra cui Intel e Sequent, avevano dato vita a Project Monterey, un progetto che avrebbe dovuto portare alla realizzazione di un UNIX capace di funzionare su diverse architetture hardware.

L’idea aveva senso per l’epoca. Il mercato UNIX era importante e IBM aveva interesse a costruire una piattaforma capace di seguire l’evoluzione dei processori.

Poi però arrivò Linux, che fece una cosa molto simile, ma con un modello completamente diverso: codice aperto, sviluppo distribuito e la possibilità di essere portato su un’enorme varietà di architetture.

Project Monterey non diventò quello che i suoi protagonisti avevano immaginato, ma alcune delle tecnologie sviluppate nell’ambito del progetto finirono successivamente nel mondo Linux.

Ed è proprio qui che comincia il problema.

Tutta la causa intentata da SCO era basata sulla convinzione dell’azienda di avere diritti sul codice e sulle tecnologie coinvolte, con l’accusa ad IBM di averli utilizzati illegittimamente, arrivando a sostenere che IBM avesse trasferito materiale di propria competenza dentro Linux.

La vicenda si trasformò nella gigantesca battaglia legale “SCO contro IBM”, che abbiamo raccontato tante volte, nella quale SCO arrivò a chiedere cifre miliardarie e, per un certo periodo, cercò persino di portare la questione direttamente agli utenti Linux.

Come poi la vicenda è finita, lo abbiamo raccontato: SCO in bancarotta e l’ultimo strascico apparentemente chiuso nel 2021 con un accordo da 14,25 milioni di dollari.

Ma, evidentemente, doveva ancora entrare in scena Xinuos che, come abbiamo raccontato nel tempo, aveva acquisito SCO nel 2011 ed era tornata alla carica nel 2021, facendo causa a IBM e Red Hat, sostenendo non solo violazioni del copyright e della proprietà intellettuale, ma anche comportamenti anticoncorrenziali.

E qui torniamo a Project Monterey ed alla tesi di Xinuos secondo cui, in sostanza, IBM ha avuto accesso al codice nell’ambito di una licenza non esclusiva e che successivamente lo ha utilizzato in Linux in violazione dei diritti che Xinuos riteneva di possedere.

Come avrete notato, questa posizione assomiglia terribilmente alla vecchia storia SCO.

Con una differenza fondamentale: non c’è più SCO.

E non c’è più McBride.

C’è Xinuos.

La vicenda è arrivata davanti alla Corte d’Appello del Secondo Circuito degli Stati Uniti, ed è stata raccontata da The Register: il 10 agosto 2026 i giudici hanno confermato la decisione precedente sfavorevole a Xinuos. Il motivo, e qui arriva il bello, non è come potrebbe sembrare logico che “IBM ha ragione” e “Xinuos ha torto”, ma che, secondo la corte, la pretesa di Xinuos è arrivata troppo tardi.

E c’è un’altra distinzione giuridica importante: Xinuos aveva cercato di inquadrare la questione come una violazione dei termini della licenza, mentre i giudici hanno ritenuto che, nella sostanza, la pretesa riguardasse la titolarità dei diritti sul codice.

Una distinzione che, dopo quasi trent’anni, diventa decisiva.

Finita qui?

Macché.

Xinuos, racconta l’articolo, intende chiedere alla Corte d’Appello di riesaminare il caso davanti all’intero collegio dei giudici, attraverso quella che negli Stati Uniti viene chiamata una richiesta di en banc rehearing. Va detto, è una possibilità estremamente remota: secondo The Register, il Second Circuit accoglie questo genere di richieste in meno dello 0,03% dei casi.

Come dite? Pare la mossa della disperazione per Xinuos?

Quasi certamente, eppure, quasi trent’anni dopo Project Monterey, c’è ancora una società che sostiene che quella vecchia storia non sia stata chiusa nel modo corretto.

L’ultimo fantasma della guerra di SCO che si rifiuta di sparire.

Di buono c’è che se anche questa richiesta verrà respinta, sarà probabilmente davvero la fine di una delle più lunghe e curiose vicende giudiziarie che abbiano accompagnato la crescita di Linux.

A quel punto potremo finalmente mettere una pietra sopra a SCO, Project Monterey e Xinuos.

Forse.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

Una risposta a “Pensavate che la saga SCO vs IBM/Red Hat fosse finita? Manca ancora un ultimo capitolo, grazie a Xinuos”

  1. Avatar Massimo Luciani

    Altro che The Walking Dead, questa è la saga definitiva sugli zombie!

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