Microsoft si adegua a Linux e, sei anni dopo, inserisce Rust tra i linguaggi Tier-1

#Rust entra ufficialmente tra i linguaggi di prima classe di #Microsoft. Una gran bella notizia, anche se dalle parti di #Linux potrebbero avere una certa sensazione di déjà-vu: del suo ingresso nel #Kernel si discuteva già sei anni fa.

Di quanto il linguaggio Rust abbia guadagnato in popolarità negli ultimi anni lo abbiamo ampiamente raccontato qui sul blog, tanto da arrivare persino a riportare le parole del maintainer principale, Greg Kroah-Hartman, secondo il quale Rust è l’alleato principale contro il fiume di bug generati dall’AI nel Kernel.

Quindi si capisce, nel contesto Linux Rust regnerà sovrano, ma la notizia di oggi non riguarda il Pinguino, quanto piuttosto la concorrenza.

Pare infatti, secondo quanto raccontato da Linuxiac, che Microsoft voglia puntare con decisione su Rust, riconoscendolo come linguaggio di programmazione che negli ultimi anni ha conquistato sempre più spazio nello sviluppo di sistemi operativi, infrastrutture e software a basso livello.

L’azienda di Redmond ha perciò inserito Rust tra i linguaggi considerati di livello “Tier-1” per lo sviluppo interno, affiancandolo a tecnologie consolidate come C++, C# e TypeScript. Una scelta tutt’altro che simbolica, perché significa che Rust viene ormai considerato una tecnologia sufficientemente matura da ricevere un supporto completo all’interno dell’organizzazione.

Il motivo principale di questa scelta è lo stesso per cui Rust ha guadagnato la sua popolarità in Linux, ossia la sicurezza. Infatti è bene sempre ricordarlo Rust non ha poteri particolari, ma è stato progettato per garantire prestazioni paragonabili a quelle dei linguaggi di sistema tradizionali, cercando allo stesso tempo di evitare una parte degli errori legati alla gestione della memoria che per decenni hanno rappresentato uno dei problemi più difficili da eliminare nel software scritto in C e C++.

Buffer overflow, use-after-free e altri problemi legati alla gestione della memoria possono infatti trasformarsi in vulnerabilità particolarmente pericolose quando il codice interessato appartiene a un sistema operativo, a un driver o a un componente che opera con privilegi elevati.

In quest’era di bug scoperti dall’AI, si capisce, il problema è piuttosto rilevante.

Sia chiaro, Microsoft non sta dichiarando guerra al C++, anche perché sarebbe impossibile pensare a una sostituzione improvvisa di decenni di codice esistente. La strategia sembra piuttosto quella di affiancare Rust al codice tradizionale, utilizzandolo soprattutto per i nuovi componenti nei quali sicurezza e affidabilità rappresentano requisiti fondamentali.

Ricorda niente?

Esatto. Anche in Linux l’idea non è quella di riscrivere tutto in Rust, ma di permettere l’introduzione graduale di nuovi componenti realizzati con un linguaggio moderno e maggiormente orientato alla sicurezza della memoria.

Lo stesso approccio può ora diventare sempre più importante anche in casa Microsoft. L’azienda sta lavorando sull’integrazione di Rust con la propria infrastruttura di sviluppo, compreso l’ecosistema MSVC, con l’obiettivo di permettere ai nuovi programmi di convivere senza problemi con il gigantesco patrimonio di codice C e C++ già esistente.

Il passaggio a una posizione Tier-1 è quindi molto più importante di una semplice dichiarazione di interesse. Microsoft sta costruendo strumenti, procedure e infrastrutture per fare in modo che Rust possa essere utilizzato realmente in produzione dai propri sviluppatori.

E questo approccio è il cuore della notizia, perché è esattamente quello che sta succedendo in Linux.

Solo che la questione dalle parti di Torvalds & amici è stata approcciata nel 2020, ne avevamo parlato in questo articolo di Elena.

Ma dando a ciascuno il proprio tempo, alla fine tutti arrivano.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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