
Ricorderete tutti certamente la discussione della scorsa settimana a proposito della verifica sull’età imposta da alcuni stati USA e di come questa cosa sia un problema serio per le distribuzioni Linux e l’open-source in generale.
Ben lungi dall’essere finita, anzi, per la verità siamo solo all’inizio di quella che sarà una lunga, lunga storia, ecco arrivare oggi un nuovo capitolo che vede protagonista il sistema di init adottato da tutte le distribuzioni Linux: Systemd!
Qualche giorno fa all’interno del repository GitHub del progetto è stata effettuata una merge relativa ad una pull request intitolata: userdb: add birthDate field to JSON user records.
Come racconta il blog It’s FOSS, la patch va a soddisfare quanto richiesto dalle leggi emanate dagli stati statunitensi di California e Colorado oltre che dal Brasile e da “etc.”, ad indicare che l’adeguamento predispone Systemd per qualsiasi altra legge simile verrà varata da altri stati nel mondo.
Interessante notare come la patch aggiunga il campo birthDate, il quale verrà registrato esattamente come altri metadati quali realName, emailAddress e location.
Il creatore, manutentore e capo progetto di Systemd, Lennart Poettering, ha chiarito come questo sia:
An optional field in the userdb JSON object. It’s not a policy engine, not an API for apps. We just define the field, so that it’s standardized iff people want to store the date there, but it’s entirely optional.
Un campo opzionale nell’oggetto JSON userdb. Non è un motore di policy, né un’API per le app. Definiamo semplicemente il campo in modo che sia standardizzato qualora qualcuno volesse memorizzare lì la data, ma è del tutto opzionale.
Inoltre, tecnicamente, il campo sarà impostabile unicamente dall’amministratore, attraverso il fantasmagorico comando homectl ed essendo parte della sezione regolare del JSON contenente le informazioni dell’utente, sarà leggibile da tutti all’interno del sistema, in particolare da quelle applicazioni che verranno configurate per il suo utilizzo, come xdg-desktop-portal.
E qui arriviamo al punto. Se qualcuno non ha mai sentito parlare di xdg-desktop-portal da oggi avrà una ragione in più per conoscerlo, poiché è un servizio D-Bus che funge da frontend per consentire alle applicazioni in sandbox (come Flatpak o Snap) di accedere in modo sicuro e mediato a risorse del sistema altrimenti non accessibili, proprio a causa della sandbox.
Ora, una recente patch dal titolo Add parental controls to the Accounts portal sta per essere introdotta in questa componente ed il suo scopo è proprio quello di far partire o meno le applicazioni se l’utente ha l’età per farlo.
Quindi è chiaro come Systemd non stia introducendo alcun meccanismo di controllo o vincolo per l’esecuzione delle applicazioni, ma è altrettanto ovvio che la “fornitura” da parte di Systemd del dato birthDate sia proprio in funzione dell’agevolazione di questo tipo di controllo da parte di componenti come xdg-desktop-portal.
Tutto questo con buona pace di System76, che per prima si è opposta all’applicazione di queste leggi, così come Canonical, che al momento osserva tranquilla, così come tutti gli altri.
Intanto la patch in questione è già parte di Systemd, che ricordiamo essere il sistema di init di praticamente tutte le distribuzioni Linux più diffuse.
Apparentemente non c’è quindi discussione a proposito del controllo dell’età.
È già una realtà, purtroppo.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.






















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