Canonical accelera su Ubuntu Core Desktop: il futuro di Ubuntu è l’immutabilità?

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Dopo anni di attesa e una prima anteprima nel 2023, #Ubuntu #Core #Desktop torna protagonista: #Canonical rilancia il progetto con un team dedicato e punta a farne, un domani, il desktop predefinito di Ubuntu. L’immutabilità è davvero il futuro? E soprattutto, siamo pronti a un Ubuntu tutto Snap?

È da qualche tempo ormai che qui sul portale parliamo di Ubuntu Core Desktop, il sistema operativo immutabile basato su Snap rilasciato per la prima volta nel novembre del 2023. Nato un po’ come esperimento ed un po’ come esigenza (specialmente in contesti IoT), la sua popolarità nel tempo è cresciuta, tanto di veder confermato un impegno netto da parte di Canonical, quando poco meno di un anno fa all’Ubuntu Summit veniva ribadita la centralità di Ubuntu Core (e conseguentemente di Snap).

La novità più interessante, ed è il motivo per cui riprendiamo l’argomento oggi, è che Canonical sembra aver cambiato passo: Ubuntu Core Desktop non è più soltanto un esperimento lasciato in sospeso dopo la prima anteprima del 2023, ma, come racconta It’s FOSS, lo sviluppo è ripartito ufficialmente, con un gruppo dedicato e un obiettivo piuttosto ambizioso: fare in modo che, una volta maturo, Ubuntu Core Desktop possa diventare la futura esperienza desktop predefinita di Ubuntu.

A confermare la ripresa dei lavori è stato Jon Seager, VP of Engineering di Canonical, che ha spiegato come il progetto sia ora seguito da un team dedicato. La prima versione di anteprima aveva mostrato alcuni limiti architetturali: buona parte dell’ambiente desktop, GNOME e schermata di login compresi, era stata racchiusa in un unico pacchetto Snap piuttosto ingombrante.

Questa nuova implementazione punta invece a separare maggiormente i componenti, trasferendo il progetto sulla base di Ubuntu Core 26 LTS.

Stando ai report, i progressi sarebbero già significativi e Canonical prevede di rendere disponibile l’infrastruttura per la generazione quotidiana delle immagini di sistema già nelle prossime settimane. Il lavoro proseguirà poi lungo tutto il ciclo di sviluppo di Ubuntu 27.04.

Certo, va detto come Ubuntu Core Desktop non porti con sé solo i vantaggi dell’immutabilità, ma anche i suoi limiti.

Ad esempio può eseguire esclusivamente Snap sottoposti a confinamento stretto (strict confinement): questo significa che applicazioni tradizionali (vedi Visual Studio Code o affini, applicazioni cruciali nel contesto desktop) non possono essere semplicemente installate ed eseguite come avviene su una distribuzione Ubuntu classica.

La soluzione per risolvere il problema, secondo l’idea di Seager, è quella di utilizzare Workshop, l’ambiente di sviluppo isolato di Canonical, per ospitare queste applicazioni e mostrarne le finestre direttamente sul desktop principale.

E rimangono altre questioni importanti da risolvere. Oltre al funzionamento delle applicazioni c’è anche il tema della loro disponibilità, sulla libertà di installazione del software e sull’accettazione di Snap da parte della community. Non dimentichiamo, a questo proposito, le discussioni che avevamo raccontato negli articoli dedicati alla controversia sull’installazione dei pacchetti .deb e alla successiva risoluzione del problema.

Insomma, mai come in questo caso, staremo a vedere quanto ottimale questa versione di Ubuntu sarà per gli utenti e quali ulteriori limiti porterà con sé.

Per ora, e per chi volesse, la distribuzione è lì da provare.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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