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Tempo di bilanci in casa 37signals, ecco come si è conclusa la Cloud Repatriation, con tanto di FAQ



Poco più di un anno fa ci chiedevamo all’interno di un Saturday’s Talks se il prossimo passo dell’evoluzione informatica sarebbe stato l’abbandono del cloud ed il ritorno ai datacenter di proprietà e lo facevamo citando le esperienze di diverse aziende le quali, non solo per ragioni economiche, avevano deciso di incamminarsi sulla strada della cloud repatriation. Cosa sia la cloud repatriation ormai dovrebbe esser chiaro a tutti: il ritorno, totale o parziale, all’erogazione dei propri servizi in modalità on-premise, quindi su datacenter di proprietà, dopo che in precedenza ci si era affidati solo ai servizi cloud. Profeta in questo senso…
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Cosa significa l’abbandono di HashiCorp da parte del suo fondatore



Vi siete mai chiesti cosa significhi la parola Hashi del nome HashiCorp? Dovete sapere che l’azienda che produce, tra gli altri, i software Terraform e Vault è stata fondata da Mitchell Hashimoto. Quindi sì, è corretto affermare come HashiCorp sia l’azienda di Hashimoto. Non ne era più il CEO dal 2016, ma rimaneva comunque il suo principale ingegnere. L’utilizzo del passato è ormai necessario, poiché all’interno di un lungo e sentito blog post sul sito ufficiale di HashiCorp Hashimoto ha raccontato le ragioni del suo abbandono alla società che ha contribuito a far diventare una delle più influenti tra quelle…
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The Hindu times: la nuova release di Kubernetes, la v1.29, si chiama Mandala



Lo scorso 13 dicembre il progetto Kubernetes ha pubblicato l’ultima versione dell’orchestrator più famoso del mondo, nome in codice Mandala, e la cui natura Hindu si evince dall’articolato (ma in tutta onestà raffinato) logo: Il numero di nuove funzionalità introdotte in quest’ultima versione è piuttosto ampio, e ci sono decine di siti in cui queste vengono riassunte. Fra questi una lettura consigliata è l’articolo apparso su The New Stack di Joab Jackson nel quale in maniera sintetica vengono evidenziati i tre “pezzi forti”: Vertical Pod Scaling: mentre l’Horizontal Pod Autoscaler o HPA, che permette di modificare dinamicamente il numero di…
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Ecco quale sarà il prossimo logo del progetto openSUSE ora che le votazioni si sono concluse



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Quello che vedete qui sopra sarà il nuovo logo del progetto openSUSE, che va a sostituire quello storico, ossia: Come raccontavamo agli inizi di novembre di quest’anno, nell’ottica di un più ambio progetto di ridefinizione dell’identità del progetto openSUSE è stato indetto un concorso per la creazione di un nuovo logo. Dati alcuni requisiti essenziali, quali la licenza (C-BY-SA 4.0), l’originalità, ed i formati, si è quindi proceduto alla raccolta dei candidati il cui numero, come si può osservare dalla pagina del contest, si è fatto decisamente importante. A spuntarla infine il logo che campeggia in cima a questo articolo,…
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Release repentina per il Kernel Linux a causa di un problema con il WiFi, ed è un numero di release… Bestiale!



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Anche se il ciclo di sviluppo del Kernel Linux procede spedito come sempre è indubbio come il tempo trascorso dall’ultima release sia stato particolarmente… Intenso. Abbiamo raccontato di come Debian avesse fermato la produzione di immagini per via del bug del Kernel Linux relativo al filesystem ext4 (che poteva causare corruzione dei dati), problema a cui quasi per caso si è “aggregato” anche OpenZFS in maniera del tutto simile, mentre oggi nel raccontare della nuova release del Kernel Linux parliamo di WiFi. Infatti a causa di una regression relativa al codice del supporto wireless, raccontata da Phoronix, il funzionamento dei…
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LogoFAIL, una vulnerabilità di sicurezza che si annida in UEFI e mette in pericolo Linux e Windows



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Nuove e mirabolanti superfici d’attacco senza barriere di sistema operativo o architettura… Se ne sentiva la mancanza vero? Ecco a voi LogoFAIL, un attacco che sfrutta l’immagine che appare solitamente in fase di boot dei dispositivi (laptop o desktop non fa differenza) per eseguire codice nel momento peggiore: ossia quando non c’è alcuna protezione poiché di fatto ancora nulla è stato caricato a livello di sistema operativo. La modalità in cui la vulnerabilità viene sfruttata è mediante UEFI e, cosa ancora più “interessante” per così dire, probabilmente è in giro proprio da quando esiste UEFI, ecco perché nel tweet che…
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