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Rilasciate RHEL 7.6 e Fedora 29

Red Hat non si ferma e, il giorno dopo l’annuncio dell’acquisizione da parte di IBM, procede con il rilascio di Red Hat Enterprise Linux 7.6.

Questa è la seconda major rilasciata nel 2018 (la 7.5 risale ad aprile) e, tra le varie migliorie riguardanti sicurezza, gestione e funzionalità migliorate per la parte container, troviamo:

  • Supporto TPM (Trusted Platform Module) 2.0, aggiungendo un ulteriore grado di sicurezza, legando la parte di decryption all’hardware del server, in aggiunta alla Network Bound Disk Encryption (NBDE) per criptare il volume di root;
  • Supporto esteso per nftables, il firewall “del futuro” secondo Red Hat. Resta comunque il supporto pieno ad iptables, ormai in uso da oltre 20 anni;
  • Supporto per Red Hat Enterprise Linux System Roles, un set di moduli per Ansible, che ora potranno integrarsi con Red Hat Satellite Server e Red Hat Ansible Tower;
  • Podman, tool che permette l’esecuzioni di containter fuori da Kubernetes. Podman si va ad aggiungere ai tool dedicati ai container quali Buildah (per creare le immagini) e Skopeo (per firmarle).

Ma non è tutto.

Lo stesso giorno, Fedora Project ha rilasciato (in ritardo) Fedora 29. Avrebbero potuto aspettare una settimana e festeggiare il loro 15esimo anniversario:

But why make everyone wait? This is, yet again, the best Fedora operating system release ever.

Ma perché far aspettare tutti? Questa è, di nuovo, la migliore release di Fedora di sempre.

Migliore o no, di certo le novità introdotte non sono poche. Ne avevamo già parlato in dettaglio ma riassumendo:

  • Modularità: versioni multiple dello stesso pacchetto installate sul sistema;
  • GNOME 3.30;
  • Silverblue, la versione che sostituira Fedora Atomic Workstation;
  • Immagini per cloud, ARM, Power e S390.

Ora non ci resta che restare a guardare come si evolveranno le cose dopo il passaggio sotto l’ala di Mama IBM.

Blue Hat…?