Zstd, algoritmo di (de)compressione di Facebook, potrebbe essere usato nel Kernel per i firmware

L’algoritmo di compressione sviluppato da Facebook zstd (Z standard, ovvero un po’ pomposamente “compressione standard”) ha trovato sostenitori entusiasti un po’ in tutti i campi e con una certa velocità.
Ne è dimostrazione l’inclusione, a circa 3 anni dalla prima presentazione, nel Kernel Linux. Dalla versione 5.9, infatti, è presente nel codice mainstream e può essere usato per comprimere (o decomprimere in fase di boot) il Kernel.

L’interesse nasce dalla buona capacità di compressione (di poco peggiore del campione XZ) e buona velocità di compressione (di poco peggiore a GZIP) unite alla grande velocità di decompressione.
Queste caratteristiche potrebbero essere utili per i firmware, piccoli binari da caricare nelle periferiche al momento della loro inizializzazione. Cosa che avviene, tanto per cambiare, tipicamente al boot della macchina.

Uno sviluppatore SUSE, Takashi Iwai, ha proposto una patch per dare esattamente questa possibilità al Kernel. Sfruttando proprio il fatto che Linux sappia già gestire questo formato di compressione.
Il messaggio è un RFC (Request For Comments), quindi solo una proposta in cerca di approvazione prima dell’effettiva richiesta di inclusione, ma è sicuramente un passo avanti.

In effetti, non si ha ancora notizia di distribuzioni (di ampia adozione) che usino (e nemmeno abbiano) il supporto per zstd… Ma, a noi, l’idea di allargare le possibilità piace. E voi, che ne pensate?

Ho coltivato la mia passione per l'informatica fin da bambino, coi primi programmi BASIC. In età adulta mi sono avvicinato a Linux ed alla programmazione C, per poi interessarmi di reti. Infine, il mio hobby è diventato anche il mio lavoro.
Per me il modo migliore di imparare è fare, e per questo devo utilizzare le tecnologie che ritengo interessanti; a questo scopo, il mondo opensource offre gli strumenti perfetti.

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