Non ci sono maintainer, e le versioni LTS del Kernel Linux vedono una riduzione della durata da sei a due anni

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Qualche giorno fa, parlando delle dimissioni del maintainer del driver Nouveau del Kernel Linux, concludevamo dicendo che “se una sfida esiste per il mondo open-source, questa è trovare un equilibrio tra volontariato e retribuzioni“. Bene, dopo aver letto le notizie che arrivano dall’Open Source Summit Europe di Bilbao possiamo affermare come quel concetto sia stato più che dimostrato.

Infatti Jonathan Corbet, Linux kernel developer ed executive editor di Linux Weekly News, ha reso nota una decisione relativa al Kernel Linux: le release LTS (Long Term Support) saranno supportate non più per i sei anni originariamente previsti, ma solamente per due.

La motivazione? Semplice, non ci sono abbastanza maintainer per portare avanti così tante release per così tanto tempo. Basti pensare come al momento ci siano ben sei Kernel Linux LTS sul “mercato”: 6.1, 5.15, 5.10, 5.4, 4.19 e 4.14. Nel prossimo gennaio se ne aggiungerà un altro.

L’annuncio di Corbet nella sostanza afferma che quando il 4.14 ed i due successivi usciranno dalla finestra di mantenimento, questi non verranno rimpiazzati.

Dalle parole di Corbet:

There’s really no point to maintaining it for that long because people are not using them

Non ha senso manutenerli per così tanto tempo perché non sono usati

Ed in effetti, pensandoci bene, le distribuzioni moderne montano tutte almeno Kernel Linux della versione 5. Certo, non mancheranno residuati bellici montati su server che svolgono operazioni critiche a rimanere fuori dal supporto, ma va anche aggiunto come il supporto per gli stessi non passi solo dai maintainer del Kernel Linux, quanto anche (e piuttosto) dai maintainer della distribuzione stessa, e dalla conseguente data di End Of Maintenance.

Tutto questo per dire che oggi c’è una ragione in più per predisporre l’aggiornamento delle varie RHEL 5 presenti nei vari datacenter su cui gira l’applicazione critica per l’intera azienda.

Scherzi (ma non troppo) a parte, vien da se come la tematica centrale di questa notizia sia l’effort richiesto per questo genere di attività comparato al personale disposto a spenderlo. La revisione dei piani del Kernel Linux è sensata, logica e più che legittima, il progetto di mantenimento iniziale è stato forse troppo ambizioso, soprattutto a fronte di quanto dice Corbet: che senso ha mantenere Kernel che non usa più (quasi, si spera) nessuno? Ma sono le frasi tra un’affermazione e l’altra che sollevano preoccupazione.

Secondo Corbet infatti i maintainer Linux “are burning out“, frase che penso non serva tradurre.

Si ritorna sempre lì, al nemico burnout che è sempre in agguato, e che si spera affermazioni chiare come queste rendano un po’ meno temibile e soprattutto più riconoscibile da parte di chi si trova a combatterlo.

Se non ci sono alternative, ed il caso dei Kernel Linux LTS in questo senso è emblematico, ridurre l’effort prima di sciogliersi rimane la scelta più saggia.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
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