La complicata situazione di MariaDB, tra azienda in crisi, la fondazione sponsorizzata da AWS ed il ritiro da Azure cloud

L’ultima volta che abbiamo parlato di MariaDB è stato nel febbraio 2019, raccontando le esternazioni del CEO dell’azienda (anche MariaDB, come buona parte dei software open-source ha un’azienda alle spalle) in merito a quanto pochi fossero i contributi al progetto da parte delle big corporation comparati ai guadagni che queste facevano (fanno).

Una storia che ci è capitato di raccontare per molti progetti open-source: le aziende che li sviluppano in molti casi fanno fatica a reggere il carico del mantenimento con gli introiti derivanti i servizi professionali o le subscription, ed in questo senso MariaDB non fa eccezione. Lo dimostrano le recenti notizie apparse in merito a MariaDB Corporation la quale, come riporta linuxiac.com, ha tagliato la propria forza lavoro del 28% e deciso di terminare gli sviluppi di due suoi prodotti: SkySQL e XPand.

Curiosamente però, anche se l’azienda MariaDB non se la passa bene, la MariaDB Foundation, che è un’entità non-profit a sé stante creata per tutelare il codice alla stessa maniera delle fondazioni più conosciute (Linux Foundation su tutte), ad inizio ottobre ha pubblicato la piacevole notizia relativa alla sponsorizzazione “diamond” da parte di AWS.

Quindi sono buone o cattive notizie?

Si può dire entrambe. Il contributo cruciale di AWS la fondazione vedrà certamente più sostenibile il mantenimento del codice, ma la crisi dell’azienda, che rimane il principale contributore al codice del software, potrebbe influenzare anche la parte che sta andando bene.

In tutto questo non aiuta certamente l’annuncio del ritiro del prodotto Azure MariaDB dal cloud di casa Microsoft, per il quale gli utenti sono invitati a migrare verso Azure MySQL, seguendo una specifica e dettagliata guida. I motivi della scelta vengono indicati come tecnici, ma potrebbero essere decisamente più commerciali, come racconta sempre linuxiac.com.

MariaDB è un progetto nato da Michael “Monty” Widenius, ideatore negli anni 90 di MySQL. Dopo aver venduto la sua creatura a Sun Microsystems nel 2008 ed avendo visto quest’ultima acquisita da Oracle pensò bene di creare un fork e di battezzarlo con il nome della sua figlia più piccola, Maria, appunto.

Predire cosa succederà a questo progetto è quindi decisamente complicato, alla luce di quanto abbiamo raccontato, ma la speranza è quella che abbia ancora lunga vita.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

2 risposte a “La complicata situazione di MariaDB, tra azienda in crisi, la fondazione sponsorizzata da AWS ed il ritiro da Azure cloud”

  1. Avatar JustATiredMan
    JustATiredMan

    basterebbe che chiunque usi mariadb su un qualsiasi sito wordpress o meno, pagasse 2$/€ una tantum all’installazione, e farebbero i milioni e non avrebbero di questi problemi. Penso che 2 € possiamo tutti permettercelo no ?
    E comunque questa mossa di M$ di forzare l’uso di Mysql, che ricordo essere di Oracle e quindi azienda “affine” alle politiche M$, è chiaramente un atteggiamento nemmeno troppo velato di favoritismo.
    Di tecnico in questa scelta non c’è proprio nulla.
    E pensare che c’è ancora qualcuno che dice che M$ è cambiata dai tempi dell’ EEE…. francamente a me non pare proprio.

  2. Avatar Raoul Scarazzini

    Non credo ci sia un piano diabolico dietro questa scelta. Business is business, in questo caso è sicuramente una scelta commerciale, ma non per favorire Oracle, piuttosto per via dei nuovi finanziamenti di AWS.
    MariaDB sarà certamente più propensa ad accettare feature/integrazioni proposte da Amazon piuttosto che altrove. Per esperienza personale MariaDB si Amazon ha sempre tossicchiato, quindi in Azure abbiano voluto togliersi un problema.

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