FSFE si rifiuta di dare i dati dei sostenitori al fornitore dei servizi di pagamento, che sospende le donazioni

Le comunicazioni che sono arrivate nell’ultima settimana via mail a tutti i sostenitori della FSFE (Free Software Foundation Europe) lasciano tra lo sbigottito e il perplesso, e dimostra ancora una volta il vecchio detto popolare che recita “neanche il cane scodinzola per niente“.

Per capire quale sia il problema ed a cosa si riferisca basta riportare le righe iniziali della prima mail:

Negli ultimi mesi, il nostro fornitore di servizi di pagamento ci ha richiesto l’accesso ai dati privati dei nostri sostenitori, richiesta che abbiamo rifiutato. Da allora, non riceviamo più donazioni con carta di credito tramite il loro sistema. In particolare, dalla scorsa settimana. Nel pomeriggio del 10 marzo abbiamo scoperto che il nostro contratto era in realtà stato cancellato il 7 marzo, dopo essere stati loro clienti per 15 anni.

Quindi a seguito della richiesta (respinta) di consegnare i dati dei sostenitori, il fornitore che aveva seguito la FSFE per ben quindici anni ha deciso che era giunto il momento (unilateralmente) di sospendere i servizi offerti.

Come ben sappiamo tutti, entità come la FSFE devono la loro esistenza praticamente solo per le donazioni degli utenti, e ad utilizzare il metodo mediante carta di credito erano (il passato è d’obbligo) ben 450 sostenitori.

Il problema per la FSFE è quindi duplice: da un lato far sapere a quanti sono intenzionati a continuare a fare le donazioni che esiste un nuovo metodo e dall’altro far sapere a quanti, per mille ragioni diverse, ignoreranno la comunicazione via mail che le loro donazioni non andranno a buon fine.

A svelare chi fosse il fornitore in questione ci ha pensato la seconda mail inviata dalla FSFE ai propri sostenitori, e si tratta di NEXI, andando a dare ulteriore contesto alla questione:

Negli ultimi mesi, il nostro precedente fornitore di pagamenti Nexi S.p.A. (“Nexi”) ha richiesto l’accesso a dati privati, che abbiamo interpretato come una richiesta specifica dei nomi utente e delle password dei nostri supporter. Abbiamo rifiutato questa richiesta. Tutti i nostri tentativi di chiarire la richiesta di Nexi o di comprendere in che modo la necessità di tali informazioni fosse necessaria e legale hanno ricevuto, a nostro avviso, spiegazioni vaghe e insoddisfacenti, legate a una generica esigenza di analisi del rischio.

Quindi, prima di tutto, per continuare (se già lo fate), o per iniziare (se non lo avete ancora fatto) a fare donazioni, il nuovo link di riferimento è il seguente:

https://my.fsfe.org/payonline/DM21343984N1

Poi vien da sé, come tutte le riflessioni del caso debbano essere applicate a questa vicenda, poiché come sottolinea Matthias, Presidente della FSFE, nel suo Post Scriptum alla prima mail:

Per me, tutto questo processo rimane assurdo: negli ultimi mesi abbiamo fornito loro una quantità incredibile di documenti, inclusi dati personali che mi riguardano direttamente. Abbiamo risposto a tutte le loro domande. Ma abbiamo dovuto porre un limite quando ci hanno chiesto l’accesso ai dati privati dei nostri sostenitori.

Quindi non è solo una questione economica, ma sembra proprio esserci la volontà di mettere in difficoltà un’associazione che fa del volontariato il suo principale volano.

Chi fosse il fornitore in questione non è dato di saperlo, ma interessa poco, se vi siete mai posti il problema sul “quando” donare, la risposta probabilmente è “oggi”.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

8 risposte a “FSFE si rifiuta di dare i dati dei sostenitori al fornitore dei servizi di pagamento, che sospende le donazioni”

  1. Avatar xte
    xte

    Ennesimo tassello pro-cryptovalute. Non sono un cryptobro, vedo molti difetti e altri più competenti di me li confermano, es. https://blog.dshr.org/2025/09/the-gaslit-asset-class.html ma piaccia o non piaccia non è più possibile considerare banche e fintech come stakeholders affidabili, manco sotto l'egida delle norme nazionali a propria garanzia. È tempo di capirlo e di accettare i difetti delle crypto pur di uscirne, perché altro non abbiamo per ora.

    Il sistema bancario DEVE finire e la lotta tra nazisti bancari e clericofascisti della Silicon Valley è una buona occasione. Il resto poi è imporre l'open hardware ed il FLOSS per non finire dalla padella alla brace, ma di nuovo questo non può esser domattina. Se non lo capisce anche l'ortolano stereotipico siamo davvero alla guerra civile e non sto scherzando e non è per questo caso, per Wikileaks, per Francesca Albanese, per i manifestanti Canadesi, per nostri concittadini come Xavier Moreau, Frédéric Baldan, Jacques Baud, Nathalie Yamb, Enrique Arias Gil, Alina Lipp, Hüseyin Dogru, Thomas Röper, Diana Vitaliivna Panchenko, Sergey Polunin, John Mark Dougan, Dmitry Suslov, Fyodor Lukyanov, Andrei Sushentsov, Graham Phillips, Adrien Bocquet coi C/C bloccati dalla Commissione UE senza alcuna base legale, senza alcun processo e condanna ecc. Neanche per esempi banali come https://shaun.nz/why-were-never-using-wise-again-a-cautionary-tale-from-a-business-burned/ o i molti infuriati su Reddit perché ora Trade Republic, ora Revolut, ora … gli han bloccato i fondi, non c'è assistenza ecc ecc ecc se i più non lo capiscono ORA davvero si va alla guerra civile un passo alla volta.

  2. Avatar Autodelta85
    Autodelta85

    Non scado nel complotto e non amo buttarla sul politico…..Nexi SpA é un'azienda abbastanza impantanata e ricordo si parlava pure dell' arrivo di CDP nel capitale…..
    Chissa che idiozie avranno partorito in una delle loro riunioni insulse per arrivare ad una richiesta simile verso la fare.

    Morto un papa se ne fa un altro: hanno perso un cliente che poteva garantirgli qualche commissione, non facciamone un dramma ma anche la fsfe non deve esagerare: se uno vuole donare si informa e trova il modo, se uno non riesce si informa e trova il modo, non lo vedo un problema insormontabile

  3. Avatar sabayonino
    sabayonino

    …penso che il motivo che abbia fatto girare gli zebedei al boss della fsfe sia stata la rescissione unilaterale e immotivata del contratto..

  4. Avatar Autodelta85
    Autodelta85

    Ma certo anche io mi sarei incazzato.
    Sono dei pagliacci e lo hanno mostrato al mondo che aziendaccia sono. Prima lo sapevamo solo noi italiani ora hanno fatto una euro-figuraccia

  5. Avatar Anna
    Anna

    Le banche sono il pilastro del sistema massonico-capitalista-giudaico. Niente di nuovo, poi magari si scopre che cè lo zampino di zio Bill, solo una rivoluzione può salvare l’ umanità, ma il 99,999% pensa ad altro.

  6. Avatar Raoul Scarazzini

    Ma sai la cosa strana qui è che alla fine non è che la scelta pare essere "non ci conviene più", ma semplicemente una ripicca. Almeno da quel che è dato di sapere dai vari annunci. Fosse una questione di spending review avremmo almeno potuto dire Business Is Business, ma non è così, almeno pare.

  7. Avatar sabayonino
    sabayonino

    una ripicca per ?
    che mai avrebbe fatto al FSFE per meritarsi 'sta "ripicca" ? ricevere più soldi di donazioni confronto il loro valore in marketplace ? 😀
    avanti il prossimo… la FSFE ha trovato un altro fornitore di servizi .

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