
Se non siete stati su un altro pianeta informatico negli ultimi 10 anni, sarete perfettamente a conoscenza del fatto che Microsoft ha una sua distribuzione Linux, originariamente chiamata Mariner Linux, ma ribattezzata ufficialmente già nel 2024 Azure Linux.
Considerato come questo sia il sistema operativo ufficiale in diverse infrastrutture web, tanto in Azure cloud quanto ad esempio in WSL (è anche il sistema operativo su cui gira LinkedIn), ogni notizia che riguarda questa creatura ha una certa rilevanza.
Lo scorso 25 aprile Phoronix ha analizzato una notizia all’apparenza banale, riguardante una proposta tecnica per effettuare la build di pacchetti x86_64-v3 per Fedora 45, che però è stata sottoscritta da un ingegnere Microsoft, il quale ha sottolineato l’importanza di questo step per il futuro della casa di Redmond.
All’interno del log, che è stato estrapolato dalla conversazione avvenuta all’interno della chat di Fedora, emerge quanto segue:
“and since Microsoft is supporting that change, they probably would be able to donate compute resources”
“e dato che Microsoft sta supportando questo cambiamento, probabilmente sarebbe in grado di donare risorse di calcolo”
“Azure wants to rebase Azure Linux more or less on Fedora and they need x86_64-v3 for performance”
“there was some nebulous plans of forking the whole distribution for this, they were guided in this direction…so I’d rather it not fail for that reason”
“Azure vuole riallineare Azure Linux più o meno su Fedora e necessita di x86_64-v3 per motivi di prestazioni”
“c’erano dei piani piuttosto vaghi di fare un fork dell’intera distribuzione per questo scopo, sono stati guidati in questa direzione… quindi preferirei che non fallisse per quella ragione”
Se queste, che potremmo definire speculazioni, venissero confermate, il risultato diretto sarebbe la presenza da parte di un importante numero di sviluppatori Microsoft all’interno del progetto Fedora. Microsoft chiaramente non manca di ingegneri capaci e numerosi, pertanto cosa potrebbe succedere con un’eventuale “invasione”?
Del resto la storia, di Red Hat in primis, lo ha sempre dimostrato: nell’open-source non si comprano i progetti, ma si assumono gli sviluppatori.
Più sviluppatori, più potere decisionale, più capacità di influire sul futuro del progetto.
Ti distrai un secondo, e stai già parlando di Microsoft Enterprise Linux.
Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.






















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