Se usate macOS insieme ad Asahi Linux e state pensando di aggiornare a Golden Gate, non fatelo!

Siamo in un’era informatica nuova. L’intelligenza artificiale ha stravolto il nostro modo di lavorare, di organizzarci, di vivere le nostre giornate lavorative. Se qualcuno dovesse paragonare i temi quotidiani su cui si lavora oggi rispetto a vent’anni fa farebbe fatica a dire che siamo nello stesso mondo.

Eppure se quel “qualcuno” fosse un utente Linux, potrebbe darsi di no.

Se quel “qualcuno” fosse un utente che ha deciso di affiancare al sistema operativo che gli è stato fornito con l’acquisto del portatile una distribuzione Linux, molto probabilmente no.

Se quel “qualcuno” avesse provato a installare l’aggiornamento di macOS denominato Golden Gate ed avesse poi provato ad avviare la distribuzione Asahi Linux che aveva in precedenza installato sul laptop, verosimilmente si chiederebbe: ma siamo tornati negli anni ’90?

Avete presente quell’era in cui Linux era bollato come cancro da parte dell’amministratore delegato di Microsoft? Quando si mettevano in atto tutti i modi possibili per evitare che qualcuno potesse far girare qualcosa di diverso su un hardware per cui non era stato previsto?

Ecco, leggendo il post del progetto Asahi Linux, pubblicato sulla piattaforma bsky.app, la cosa appare piuttosto chiara:

Non solo, il team di Asahi, nei messaggi successivi ha scritto con chiarezza:

If you insist on trying out macOS 27 as soon as possible, please ensure you install a secondary copy of macOS 26 first, or install macOS 27 itself on a secondary volume. We will not support users who have installed the macOS 27 beta without ensuring at least one stable version of macOS is installed.

Se insistete a provare macOS 27 il prima possibile, assicuratevi di installare prima una copia secondaria di macOS 26, oppure installate macOS 27 stesso su un volume secondario. Non forniremo supporto agli utenti che hanno installato la beta di macOS 27 senza aver prima garantito la presenza di almeno una versione stabile di macOS.”

E qui sta la prima buona notizia: macOS 27 non è ancora un aggiornamento obbligato, quindi si può aspettare, ma la verità è che in casa Apple hanno pensato bene di aggiornare il programma di installazione per impedire l’installazione di Asahi su macOS 27.

Ma a pensar male si fa peccato e, come ripetono i maintainer, essendo macOS 27 in beta, il problema potrebbe essere accidentale piuttosto che un tentativo da parte di Apple di bloccare Linux sul proprio hardware.

L’altra buona notizia per chi ha deciso di installare la beta di macOS 27 è che, sebbene la partizione potrebbe non essere visibile, non è andata persa. “La tua partizione Asahi è ancora lì e non hai perso nessun dato”, dicono dalla regia, pertanto l’idea è quella di non disperarsi.

Il team di Asahi ha dichiarato di aver aperto un bug report verso Apple per risolvere la questione, e nel frattempo è stata apportata una patch all’installer per evitare installazioni su macOS 27, fintanto che non sarà trovata una soluzione.

Vedremo come si evolverà la situazione, ma se siete utenti macOS, utenti Asahi e al contempo molto curiosi di provare le nuove versioni a tutti i costi, ripensateci.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

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