La piattaforma Git Codeberg ha deciso di bannare progetti scritti principalmente con gen AI

La piattaforma di hosting Git Codeberg si è guadagnata nel tempo la reputazione di porto sicuro per quanti necessitano di un sistema che consenta di riversare il proprio codice online in una forma sicura, sovrana e lontana dai big player che dominano il mercato. Ad inizio anno, ricorderete le discussioni avviate dal progetto Gentoo, che ha valutato di migrare i propri mirror da GitHub, stanco di sentirsi suggerire l’uso di Copilot, che si sono infine concretizzate nel repository https://codeberg.org/gentoo/, oppure, verso maggio, le scelte del governo Olandese, che ha scartato GitHub e GitLab in favore di Forgejo, la soluzione open-source senza vendor lock-in, sviluppata proprio da Codeberg.

Insomma, Codeberg ha un suo peso nell’ecosistema open-source e le notizie che riguardano questa associazione non-profit vanno certamente tenute in considerazione, come la proposta pubblicata tre settimane fa e inserita nel codice ufficiale del prodotto pochi giorni fa a proposito dell’invasività degli LLM all’interno del codice pubblicato sulla piattaforma.

In una Pull Request dall’eloquente titolo “Proposal Assembly 2026: ToU extension to prohibit LLM-extrusions #1253“, l’utente Bastian Greshake Tzovaras ha sostanzialmente proposto di aggiungere all’interno del file TermsOfUse.md la seguente dicitura:

7. You must not share projects that mostly consist of code written by "generative AI"-tools (including services such as *Claude*, *OpenAI Codex*). Such projects having an unclear copyright status (see requirements § 2 (1) 1 and § 2 (1) 3) and furthermore have little safeguards to ensure that they do not include harmful code (c.f. § 2 (1) 5).

7. Non devi condividere progetti che consistono principalmente in codice scritto da strumenti di “IA generativa” (inclusi servizi come Claude, OpenAI Codex). Tali progetti hanno uno stato di copyright incerto (vedi requisiti § 2 (1) 1 e § 2 (1) 3) e inoltre offrono scarse garanzie per assicurare che non includano codice dannoso (cfr. § 2 (1) 5).

Poche righe semplici, che però aprono a un mare di riflessioni a proposito sia di come oggi il codice viene prodotto, tanto della consapevolezza che gli utenti hanno a proposito dei “suggerimenti”, per non dire i veri e propri sviluppi, da parte di collaboratori AI.

Tutta la questione quindi, come non manca di far notare Linuxiac, ruota intorno al principio di comprensione a proposito di cosa viene prodotto e pubblicato. Non è che ogni contributo AI viene rifiutato, ma agli utenti viene richiesta un’assunzione di responsabilità, un processo di review umana che dovrebbe già essere parte del normale workflow di produzione del codice, ma che con questa patch viene sottolineato e messo nero su bianco, come termine di utilizzo.

E quest’ultimo punto apre uno scenario che sicuramente sulla carta è piuttosto complicato: come fare a verificare che un contenuto è o non è stato generato dall’intelligenza artificiale? E, laddove lo fosse, come fare a stabilire se il codice di partenza è codice protetto da Copyright?

Un problema molto complicato da approcciare e che, come si può notare dalle varie discussioni sul forum della piattaforma, mostra le sue mille sfaccettature ed i punti di vista offerti dalle varie tipologie di utenti.

Una cosa è certa: rispetto all’invito che piattaforme come GitHub fanno di utilizzare ovunque strumenti come Copilot (citavamo in apertura come per questa invasività Gentoo abbia salutato GitHub), la scelta di Codeberg si pone decisamente in controtendenza, con l’obiettivo principale di generare una presa di coscienza maggiore da parte degli sviluppatori.

Se sarà sufficiente, lo dirà il tempo, ma intanto è sicuramente un buon inizio.

Da sempre appassionato del mondo open-source e di Linux nel 2009 ho fondato il portale Mia Mamma Usa Linux! per condividere articoli, notizie ed in generale tutto quello che riguarda il mondo del pinguino, con particolare attenzione alle tematiche di interoperabilità, HA e cloud.
E, sì, mia mamma usa Linux dal 2009.

8 risposte a “La piattaforma Git Codeberg ha deciso di bannare progetti scritti principalmente con gen AI”

  1. Avatar mimmus
    mimmus

    Robert “Uncle Bob” Martin, creatore dei principi "SOLID" della programmazione object-oriented, ha dichiarato di non leggere il codice generato dall'AI.
    Quello che fa è circondare gli agenti con vincoli "estremi": unit test, procedure di QA, copertura dei test, etc e una pletora di altre cose. Poi, si fida del risultato.

    1. Avatar Raoul Scarazzini

      Principio interessante, ma lo vedo molto come il firewall aperto a tutti ed in cui chiudi i servizi che non vuoi vengano acceduti. Se si capisce cosa intendo 🙂

      1. Avatar mimmus
        mimmus

        Ma Bob non è un pivello, ha la sua età (credo over-60, a conferma che quelli coi capelli grigi sono gli utilizzatori più entusiasti dell'AI :-))

  2. Avatar sabayonino
    sabayonino

    come fare a verificare che un contenuto è o non è stato generato dall’intelligenza artificiale?

    Semplice. Come si faceva a scuola ai miei tempi , quando qualcuno (l'insegnante) verificava che nel compito in classe non si avesse copiato (aka non si è studiato)

    Li si interroga !!!

    😀 … ci rido su …ma potrei scommetterci che finirà più o meno così

  3. Avatar Divago
    Divago

    Capisco la questione, ma poi non si rischierà di passare da un eccesso all'altro? Ovvero l'avere piattaforme che l'IA la incoraggiano (o comunque l'accettano) e altre che la demonizzano.

    1. Avatar Raoul Scarazzini

      Però ad onor del vero qui non è che si demonizza l'uso dell'AI né che lo si scoraggia, semplicemente dicono che, visto che alcuni assistenti usano platealmente codice protetto da Copyright, è necessaria una supervisione umana su qualsiasi cosa venga pubblicata. È più un'assunzione di responsabilità, più che una demonizzazione, almeno per come la interpreto io…

      1. Avatar Divago
        Divago

        Vista così ha senso, però (e la mia è una domanda da ignorante in materia) come fanno a capire che quel codice è coperto da copyright?

        1. Avatar Raoul Scarazzini

          Bravo! Questa è LA domanda. Tanto che nell'articolo è indicata come il vero snodo per capire se questa politica ha o non ha senso. Anche perché è difficile ma non impossibile: voglio dire se l'assistente AI piglia una porzione di un modulo del Kernel Linux (che è GPLv2) e la mette dentro a un repository che è distribuito come MIT… È facile il confronto no?
          Io però la vedo a un livello diverso, ossia che questo è più un invito ad una presa di coscienza.

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